Malagrazia - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Sabato, 19 Maggio 2018 

Ad inaugurare la rassegna “Nuove Storie” al Teatro Elfo Puccini è “Malagrazia”, l’ultima produzione di Phoebe Zeitgeist, frutto di un accurato e intenso lavoro di ricerca e scrittura drammaturgica protrattosi per oltre due anni. L’ideazione e la regia sono curate da Giuseppe Isgrò, mentre la drammaturgia è firmata da Michelangelo Zeno; protagonisti in scena sono Edoardo Barbone e Daniele Fedeli.

 

Phoebe Zeitgeist presenta
in collaborazione con Evoè, Rovereto / Teatro Civico 14, Caserta / Teatro Rossi Aperto, Pisa / AltoFest, Napoli / Odemà, Milano
MALAGRAZIA
con Edoardo Barbone, Daniele Fedeli
ideazione e regia Giuseppe Isgrò
drammaturgia Michelangelo Zeno
cura del progetto Francesca Marianna Consonni
architettura del suono Stefano De Ponti

 

L’attenzione quasi maniacale al contenuto e alla resa scenica sono una costante del lavoro di Isgrò, regista milanese, formatosi nell’underground di Berlino dei primi anni duemila, artista e intellettuale di ampio respiro: il suo è un teatro “di carne”, di slancio europeo e contemporaneo, capace di mescolare codici, pubblici e riferimenti linguistici. Le atmosfere punk, l’uso sapiente di suoni elettronici distorti, l’estrema libertà di corpi e movimenti, i riferimenti queer e la recitazione intensa, viscerale, violenta e surreale collocano “Malagrazia” in stretta continuità con altri due spettacoli che hanno infiammato la scena milanese nelle ultime stagioni: il brechtiano “Baal” andato in scena nel 2016 al Franco Parenti e “Reproduction” in cartellone ad ottobre 2017 al Teatro della Contraddizione. È un trittico di rappresentazioni dal clima allucinato, corrosivo e al limite della catastrofe.

Malagrazia” è il segnale di una raggiunta maturazione o, quantomeno, dell’aprirsi di nuovi percorsi, segnati da toni meno violentemente esibiti, meno caricaturali, eppure altrettanto capaci di far presa sullo spettatore e di costringerlo ad interrogarsi. L’emozione del debutto, pur palpabile, non tradisce l’esito complessivo della rappresentazione: i protagonisti sono convincenti e coinvolgenti, la piccola Sala Bausch trabocca di spettatori attenti, interessati e a tratti sorpresi, più che provocati o raccapricciati dal gusto per la provocazione del regista.

All’ingresso del pubblico in sala, due ragazzi di spalle si masturbano freneticamente: sono Carmelo e Sebastiano, due fratelli intrappolati in un non-tempo che si ripete vuoto, sospesi in un non-luogo, un’isola circondata da immaginarie acque o forse un bunker da disastro post-nucleare, rigorosamente isolato rispetto all’esterno.

Ad unirli è un gioco di apparente dominazione, in un equilibrio precario tra amore e violenza. Sebastiano è selvaggio, sanguigno e tirannico. Con i suoi colpi di tacco ritmati e le spiegazioni raziocinanti sembra controllare e orientare i movimenti del fratello Carmelo, infantile e allucinato, che inconsapevolmente agisce un continuo desiderio di fuga all’esterno, tra le farfalle e la natura. Comune è il loro desiderio di scimmiottare l’esistenza “vera”, che scorre al di fuori di quell’appendice claustrofobica, paranoide e priva di senso che è la loro attuale condizione, recuperando le tracce di una routine familiare e personale dimenticata. I due cercano compulsivamente di ripetere gesti quotidiani, senza mai riuscirvi: Melo non può radersi perché non ha la barba, Bastiano non riesce ad interpretare il marito felice e sessualmente soddisfatto dopo una faticosa giornata di lavoro.

Malagrazia” è un continuo rincorrersi di tensioni e di opposti, amplificati dal tappeto sonoro distorto e graffiante e dal simbolo al contempo vitale e mortifero del bacino di una vacca che domina la scena, per il resto scarna ed essenziale. Morte e vita si intrecciano sino alla conclusione, quando i due ragazzi sono pronti a farsi creatori di una nuova specie in un teatro che è ormai diventato un fondale da sondare ed esplorare.

 

Teatro Elfo Puccini (Sala Fassbinder) - Corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 19.30, domenica ore 15.30
Biglietti: posto unico € 15
Durata spettacolo: 75 minuti senza intervallo

Articolo di: Marta Anile
Grazie a: Marialuisa Giordano, Ufficio stampa leStaffette
Sul web: www.elfo.org - www.pzteatro.org

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