Magda e lo spavento - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Sabato, 26 Dicembre 2015 

"Magda e lo spavento", andato in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano, costituisce l’ultima tappa del progetto di Teatro i Innamorate dello spavento, lavoro composto da tre testi distinti di cui Renzo Martinelli ha curato la regia. Il tema trattato è la caduta del Reich e la fine inarrestabile di Hitler. E in questo spettacolo vediamo in scena proprio il Fuhrer in persona e la Signora Magda Goebbles che, dopo la morte di Hitler nel bunker, avvelenò i suoi sei figli per poi suicidarsi insieme al marito.

 

Produzione Teatro i presenta
MAGDA E LO SPAVENTO
di Massimo Sgorbani dalla trilogia "Innamorate dello spavento"
regia di Renzo Martinelli
dramaturg Francesca Garolla
con Milutin Dapcevic e Federica Fracassi
suono dal vivo Fabio Cinicola
luci Mattia De Pace

 

Qui siamo proprio in quel famoso bunker sotterraneo che vide le ultime ore della vita del Fuhrer e della sua amante Eva Braun (che egli sposò proprio lì, poco prima di suicidarsi insieme a lei). Entra in scena una donna in abito da sera e balla un suo “solitaire”, un tip tap che ripete con fare ossessivo per tutto lo spazio. Dopo poco entra anche un uomo: alto e bello con indosso un frac.

Si rivolge alla donna, Magda, disquisendo su Biancaneve e i sette nani, il cartone animato di Walt Disney. Si apre un dibattito tra i due, dove ovviamente chi ha ragione su tutto è sempre lui. L’argomento preponderante è l’altra faccia di Walt Disney e dei suoi celebri personaggi, si ricerca il significato in chiave nazista di ciò che Disney rappresenta nei suoi cartoni animati, alludendo sotterraneamente al fatto che si dice che Walt Disney fosse filonazista. I temi trattati poi sono anche altri: il vegetarianesimo, la morte, la sessualità repressa, il razzismo… tante cose messe sul piatto che purtroppo restano solo dette o accennate, non si scende mai troppo in profondità e quando emerge la vera protagonista della storia, la morte, non si hanno da dire che cose piuttosto scontate.

C’è molta retorica nel testo e viene da chiedersi perché aggiungere qualcosa che si sa già invece di una visione personale dell'argomento, visto che chi scrive sceglie di trattare un tema sopra al quale si è già fatto e detto praticamente tutto. La morte, come la vita di Hitler, l’Olocausto e quant’altro, sono temi veramente immensi ed è molto molto facile cadere nel cliché verbale. E comunque, in generale, si parla troppo e chi ascolta si stanca al punto che il sonno arriva a mordergli il collo. Forse bastavano poche parole ben scelte oppure si poteva sperimentare il teatro muto, anche perché in scena ci sono due straordinari interpreti: Milutin Dapcevic, nel ruolo di Hitler, e Federica Fracassi in quello di Magda. Questi due meravigliosi attori e performer, creano una partitura fisica perfetta e viva al punto che proprio viene da chiedersi: come sarebbe stato questo spettacolo se avessero solo agito senza mai parlare? Probabilmente un capolavoro e una ventata di aria fresca. Anche perché, ad accompagnare questi due grandi artisti se ne aggiunge un terzo: il musicista Fabio Cinicola che crea live una partitura sonora davvero di grande livello.

La scenografia è essenziale e molto pulita. Il disegno luci, bello, crea dei momenti molto cinematografici e riporta indietro nel tempo regalando atmosfere da cinema muto: i controluce, usati dagli attori per proporre dei movimenti che ricalcano quelli degli attori del muto, richiamano nuovamente il desiderio di una dimensione altra, costantemente spezzata dalla parola.

Certo, non è danza, è teatro, ma che importa veramente? Cosa c’è ancora da dire sull’Olocausto? Oppure, si può veramente dire qualcosa su Hitler? E sulla morte?
Proprio a questo proposito e sentendo le battute di Magda sull’effetto che fa veder morire qualcuno, viene da chiedersi di quale morte il drammaturgo stia scrivendo. Chi ha visto morire? In che modo? Era qualcuno che amava? Uno sconosciuto? Un conoscente? Cambia, e nel rispetto di tutti coloro che questa esperienza l’hanno fatta, è il caso di entrare dentro davvero, visto che si è scelto di affrontare questo argomento. E’ scomodo e fa male, ma una responsabilità scenica una volta presa va portata fino in fondo, altrimenti lo spettatore si sente preso in giro.

Vale assolutamente la pena di vedere questo lavoro per ammirare il talento di Milutin Dapcevic e Federica Fracassi, diretti in modo pregiato e sapiente da Renzo Martinelli che mostra di aver compreso profondamente l’umanità e il valore artistico degli attori che ha davanti.


Teatro Elfo Puccini (Sala Fassbinder) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 16.30
Biglietti: intero € 30.50, martedì posto unico € 20, ridotto <25 anni - >65 anni € 16, ridotto 6-10 anni € 11.50, scuole € 12
Durata: 90 minuti, senza intervallo

Articolo di: Caterina Paolinelli
Grazie a: Ippolita Aprile, Ufficio stampa Teatro i, Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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