Magazzino 18 - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Serena Lena Domenica, 22 Dicembre 2013 

Dal 17 al 22 dicembre. Standing Ovation per Simone Cristicchi nella gremita sala del Teatro Sala Umberto di Roma. E non poteva essere altrimenti, vista la carica emotiva dello spettacolo "Magazzino 18" proposto dal noto artista italiano, inizialmente noto come cantautore, ma che già da qualche anno si è fatto conoscere ed apprezzare per la propria capacità rappresentativa ed il proprio impegno civile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Promo Music e il Rossetti - Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia presentano
Simone Cristicchi in
MAGAZZINO 18
L'esodo degli Italiani cancellati dalla storia
di Simone Cristicchi scritto con Jan Bernas
musiche e canzoni inedite Simone Cristicchi
musiche di scena e arrangiamenti Valter Sivilotti
registrate dalla FVG Mitteleuropa Orchestra
collaborazione alla scrittura Matteo Pelliti
regia Antonio Calenda

 

 

Cristicchi torna sul palcoscenico teatrale proponendo ancora una volta un argomento delicato, da sempre omesso da tutti i libri di storia ed ignorato dalla massa: l’esodo delle trecentomila persone che, dopo la firma del trattato di pace di Parigi del 1947, abbandonarono la propria terra, oramai appartenente alla Jugoslavia, per continuare a rimanere italiani.


Una realtà cruda ed amara, che Simone Cristicchi non esita a riproporre, con aneddoti e storie, in tutta la sua drammaticità, attraverso l’espediente di un semplice e sprovveduto contabile del Ministero degli Interni, Persichetti “l’archivia tutto”, mandato a Trieste per catalogare le masserizie accatastate nel Magazzino 18, da cui il titolo dello spettacolo e della canzone con cui si chiuderà la pièce.


Sono venuto a cercare mio padre in una specie di cimitero, tra masserizie abbandonate e mille facce in bianco e nero. Tracce di gente spazzata via da un uragano del destino, quel che rimane di un esodo ora riposa in questo magazzino”.


Il Magazzino, realmente esistente e le cui immagini vengono proiettate abilmente grazie alle elaborazioni video di Valentina Zagovich, è un insieme di sedie e tavoli ed armadi accatastati, fotografie ingiallite e storie di vite sospese, abbandonate per non venire mai più rivendicate. E’ il deposito dei beni appartenuti a quelle famiglie che furono costrette ad abbandonare la propria terra per rincorrere la propria identità, nell’affannosa ricerca di un posto da chiamare ‘casa’. Tra quegli oggetti, tra quelle foto, Cristicchi, cambiando linguaggi e registri vocali, incarnando personaggi ed improvvisandosi cantore, riporta storie toccanti, ci parla di un passato per molti sconosciuto, non tralasciando le numerose morti infantili, i corpi dispersi degli infoibati per mano dei titini jugoslavi, le situazioni precarie dei campi profughi, gli attentati agli italiani rimasti nei territori ceduti.


Cristicchi è sensibile ed attento, indignato per i fatti ma molto delicato nella presentazione al pubblico, proponendo un musical civile in cui è creatore delle musiche e delle canzoni e, insieme a Jan Bernas (autore di ‘Ci chiamavano fascisti, eravamo italiani’, libro di testimonianze sull’esodo istriano cui Cristicchi ha attinto per il suo spettacolo), anche del testo. Forte è il coinvolgimento del pubblico, che apprende, rivive e ricorda momenti dolorosi della storia italiana, focalizzando la propria attenzione sull’elemento umano più che sul fatto politico. Un dramma dai toni lievi, semplice ed intenso allo stesso tempo, che sicuramente non può lasciare indifferenti.


La scena di chiusura è più che mai suggestiva: l’attore ripone sul palco, una ad una, delle sedie vuote, un tempo situate davanti le porte delle case, come simbolo del vuoto incolmabile lasciato da chi non può più testimoniare, introducendo così un undicesimo comandamento: non dimenticare.

 

 

Teatro Sala Umberto - via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753
Orario botteghino: dal lunedì alla domenica ore 10-20
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21.00, secondo mercoledì ore 17.00, domenica ore 17.00, sabato ore 17.00 e 21.00
Biglietti: da € 32,00 a € 16,00

 

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Silvia Signorelli, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

 

 

TOP