Magazzino 18 - Teatro Carcano (Milano)

Scritto da  Domenica, 30 Novembre 2014 

Simone Cristicchi narra al Carcano di Milano sino al 7 dicembre, senza letterarietà, le “stragi negate” delle foibe dell’Istria e della Dalmazia, terre italiane, annesse alla Jugoslavia di Tito dopo la guerra. Lo fa in modo duplice, quasi che sul palco ci siano due Cristicchi: il ragionier Persichetti, che racconta in romanesco, con semplicità e intelligenza del cuore, di singole vite, singoli segmenti umani; e l’artista, che con la sua sensibilità arriva ad avere una visione cosmica, oltre l’ideologia, l’appartenenza, il frammento. Ne risulta un grande affresco, un “monologo rituale e corale”. Il rito consente infatti, in assenza di memoria scritta, di trasmettere conoscenza e la coralità di voci aiuta a definire lati oscuri della condizione umana. Un Coro di bambini lo accompagna durante lo spettacolo che definirei “carsico”, come le innumerevoli forme di erosione della terra di cui parla, per la complessità, profondità e molteplicità dei sentimenti che evoca.

 

Produzione Promo Music-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia presenta
MAGAZZINO 18
uno spettacolo di e con Simone Cristicchi
scritto con Jan Bernas
musiche e canzoni inedite di Simone Cristicchi
musiche di scena e arrangiamenti di Valter Sivilotti registrate dalla FVG Mitteleuropa Orchestra
coro Mitici Angioletti
scene di Paolo Giovanazzi
luci di Nino Napoletano
regia di Antonio Calenda

 

Prima di Cristicchi, sul palco del Teatro Carcano arrivano i suoi capelli. Neri, lunghi, arricciati, una massa scura in movimento, un insieme di algoritmi fantasiosi, di arabeschi che partono in tutte le direzioni. Come i sentimenti e le emozioni che il suo spettacolo suscita, finestre aperte ad una ad una dentro di noi, per farci affacciare ad un momento della nostra storia, doloroso e volutamente tenuto nascosto alla memoria.

Forte e poetico al contempo, questo lavoro di e con Simone Cristicchi scritto con Jan Bernas e diretto con profonda sensibilità da Antonio Calenda, è un viaggio nel passato raccontato con la voce del futuro: Cristicchi è infatti accompagnato da un coro di bambini, il Coro Mitici Angioletti e si avvale di diversi registri narrativi, come la canzone, la telefonata in romanesco, il coro, la narrazione storica.

Si parte dal Magazzino 18, al porto vecchio di Trieste. E’ un grande deposito, dove si trovano accatastati povere mobilie, materassi, letti, stoviglie, fotografie, semplici giocattoli. A prima vista potrebbero sembrare solo oggetti modesti, tutti numerati e inventariati. Alcuni sono anche lì, sparsi sul palco e, a camminarci in mezzo, si sente la presenza delle persone che li hanno posseduti, si inciampa nella loro vita “inciampata” nella Storia. Tra essi riposa, non in pace, la loro vita quotidiana.

Le loro voci ci raccontano di intere città italiane svuotate e abbandonate a forza, di sopraffazioni, stragi, crimini, morte. Dopo il trattato di pace del 1947 infatti, che fa perdere all’Italia quelle terre bellissime dell’Istria e della Dalmazia, molti degli esodati, gli italiani costretti a lasciare le loro case, portano le loro cose al Magazzino 18, nella speranza di tornare a riprenderle. Dal giugno del ‘45 infatti, mentre in Europa si festeggiava la pace, in territori di confine (come non pensare anche ai tedeschi Sudeti?), continuava la guerra: in Istria e Dalmazia vengono infatti uccisi dall’esercito jugoslavo di Tito, migliaia di italiani. I loro corpi sono gettati nelle “Foibe”. Morfologicamente parlando, sono profonde insenature, fenditure tortuose scavate dalla pioggia nella roccia carsica. Storicamente parlando, sono il simbolo delle fosse comuni per coloro che ostacolano l’annessione delle terre contese, alla nuova Jugoslavia di Tito. Ma la Storia ha taciuto queste “stragi negate” e ora l’artista romano, le rievoca, non dimenticando nessuno: i morti di grandi (Vergarolla) e piccole stragi, gli esodati, che si spogliano del loro mondo mentre altri se ne impossessano e si incamminano verso un lungo percorso di campi profughi; i rimasti, quelli troppo vecchi per partire, accerchiati a casa loro; la grande beffa dei cantierini monfalconesi partiti per un ideale e molti morti a Goli Otok, il gulag costruito sull'omonima isola del Quarnaro, dopo la rottura tra Tito e Stalin; la risiera di San Sabba e il suo inceneritore.

Un grande affresco, un monologo rituale e corale sempre pacato, senza accuse sanguinarie; un reportage storico animato da buon senso, quello del ragioner Persichetti e da una pietas quasi latina, intesa come amore doveroso nei confronti dell’uomo e senso morale che obbliga a “non dimenticare”.

Finita la recitazione, davanti ad un pubblico commosso, che applaude alzandosi in piedi, Cristicchi ringrazia tutti, in primis i presenti-assenti seduti su quelle sedie vuote del Magazzino 18.

Spettacolo da non perdere. Da vedere con i propri figli, con i propri studenti, per trasmettere loro il concetto di vigilanza morale, base di ogni società libera. Un grazie a Simone Cristicchi, Bernas, Calenda, al Teatro Carcano e tutti coloro che hanno contribuito ad offrirci una serata che non si esaurisce con la visione dello spettacolo, ma che regala sentimenti profondi e ci scuote, in questo letargo del disamore che ci attanaglia un po’ tutti, ricordandoci che “non dimenticare” aiuta a combattere l’ignoranza, la violenza e l’intolleranza di ogni epoca.

Per le musiche di Magazzino 18 a Cristicchi è stato assegnato il prestigioso premio Le Maschere del Teatro Italiano 2014.


Teatro Carcano - corso di Porta Romana 63, 20122 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02 55181377 - 02 55181362, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo
Recite per le scuole: giovedi 27 novembre, venerdi 28 e mercoledi 3 dicembre alle ore 10.30
Biglietti: poltronissima € 34,00 - balconata € 25,00
Durata spettacolo: 1 ora e 45 minuti

Articolo di Raffaella Roversi
Grazie a: Brunella Portoghese, Ufficio stampa Teatro Carcano
Sul web: www.teatrocarcano.com

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