Macadamia Nut Brittle - Teatro India (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 20 Maggio 2015 

Torna a travolgere la scena e incatenare gli spettatori “Macadamia Nut Brittle”, secondo appuntamento del Trittico Furioso, focus che il Teatro di Roma dedica ai lavori provocatori e geniali di ricci/forte. “Macadamia Nut Brittle” è una favola nera, spietata e violenta, ironica ed esplicita, in cui intensi monologhi si alternano ai più bizzarri episodi per raccontare il dolore e lo spaesamento dell’adolescenza in una società massificata. Un’opera che può far discutere ma che incide a fondo il suo graffio.

 

MACADAMIA NUT BRITTLE
drammaturgia ricci/forte
con Anna Gualdo, Giuseppe Sartori, Fabio Gomiero, Piersten Leirom
movimenti Marco Angelilli
regia Stefano Ricci
produzione ricci/forte
in collaborazione con Garofano Verde

 

A fine spettacolo i quattro straordinari attori - Anna Gualdo, Giuseppe Sartori, Fabio Gomiero, Piersten Leirom - escono più volte sul palco per raccogliere i meritati applausi. Sono nudi e stremati, i fisici scolpiti sono stati dipinti, stravolti, violentati, i volti sudati sono ancora segnati da lacrime e disegni. Poco prima, entrando in sala a inizio spettacolo, il pubblico li aveva trovati già in scena impegnati simultaneamente nei gesti cadenzati degli assistenti di volo con il sottofondo martellante di gemiti e rumore di corpi. Era l’inizio del viaggio. Nel mezzo c’è stato di tutto: 80 minuti vorticosi, duri, per uno spettacolo carnale e adrenalinico. Pulp. Punk. Hard. Pop. Fluo. Shock. Cult.

Macadamia Nut Brittle”, la complessa e brillante opera del duo ricci/forte ormai conclamato protagonista della nuova drammaturgia italiana, si ispira ai testi di Dennis Cooper, scrittore statunitense geniale, controverso e amato tanto quanto lo sono i due drammaturghi. Secondo appuntamento che il Teatro di Roma dedica ai lavori di Stefano Ricci e Gianni Forte, in un Trittico Furioso completato da “Still life” e “Imitationofdeath”, “Macadamia Nut Brittle” fu presentato in una prima versione provvisoria nel 2009 al Festival Garofano Verde di Roma e con gli anni è diventato un cult del teatro contemporaneo, come dimostrato dalla lunga fila di spettatori che la sera dello spettacolo riempiva interamente il foyer del Teatro India in attesa di entrare. Le opere di ricci/forte possono ugualmente entusiasmare o infastidire, ma certo non lasciano indifferenti. Il ritmo è altissimo, la creatività massima, l’intero spettacolo è un caleidoscopio di emozioni.

Non c’è trama in “Macadamia Nut Brittle”, ma un inarrestabile susseguirsi di scene folli, vive. Un coniglio che si aggira disorientato in scena finché non viene scuoiato tra urla lancinanti e si ritrova nudo, per terra, a cantare sommessamente “Minuetto” di Mia Martini. Innumerevoli muffin che nell’arco dello spettacolo vengono sistemati sul pavimento ordinatamente, maniacalmente, scrupolosamente per poi essere frantumati e spazzati ovunque in un impeto improvviso. Personaggi che, calzate cuffie da nuoto fluorescenti, iniziano a danzare ondeggiando su tacchi vertiginosi. Una figura vestita di una tuta antinucleare che spruzza e ricopre tutti con un getto di vernice rosso sangue. Ogni personaggio che si isola dentro una tenda colorata e per bambini, coprendosi il volto con la maschera dei Simpson.

Sono frammenti impazziti, apparentemente insensati, flash che insieme vanno a comporre il quadro di una generazione persa. A raccontare un disagio esistenziale fatto di rapporti effimeri e profonda solitudine. A scavare con coraggio e intensità in un nevrotico viaggio alla ricerca dell’amore: l’amore famelico consumato in fretta dopo un incontro in chat ma anche l’amore che fa gridare l’anima nella disperazione di un appuntamento deluso, o ancora l’amore irrazionalmente proclamato verso qualcuno che ti umilia, annienta, sevizia. Vittime e carnefici, i protagonisti sono anime perse, giovani disorientati tra l’esigenza di crescere e il sogno di un ritorno all’infanzia, con il divertimento spensierato e i giochi innocenti. Invece ora le adolescenze sono problematiche e condite da torbide fantasie. Assenti il dialogo e l’interazione verbale tra i personaggi, “Macadamia Nut Brittle” è composto da quadri d’arte visiva, curati e creativamente unici. Scene intense, estreme, veloci, inquiete, intervallate poi da monologhi disperati e poetici. Ed è qui, in questi drammatici soliloqui che i personaggi aprono davvero la propria anima tormentata e lasciano emergere lo sconforto con parole che arrivano dal profondo.

Il linguaggio, sempre esplicito e incalzante in tono con l’intero spettacolo, cresce durante i monologhi quando commuove e fa riflettere, raggiungendo accenti di struggente lirismo. Per il resto è una riuscita combinazione di accenti pop e toni alti, farcita di continue citazioni di serie tv, marchi, VIP, gossip e riferimenti ai più banali e convenzionali episodi sociali (scritto ormai sei anni fa, il testo è continuamente aggiornato e attualizzato).

Macadamia, Nut e Brittle sono i nomi dei tre protagonisti e, uniti come titolo dello spettacolo, diventano esplicito riferimento al celebre dolcissimo gelato dell’Haagen Dasz. D’altra parte sono proprio la società consumistica, il bombardamento mediatico, la massificazione della realtà contemporanea a bombardare e divorare i giovani protagonisti che vivono in una continua ansia di emozioni che cela un dolore profondo.

Straordinari gli attori, a cominciare dall’unica presenza femminile Anna Gualdo, in tuta da Wonder Woman e dipendenza cronica da serial-tv, per proseguire con Giuseppe Sartori, Fabio Gomiero e Piersten Leirom. Performer portati quasi allo stremo delle forze fisiche ed emotive, capaci di passare senza mai il minimo cedimento dal sussurro all’urlo lancinante, da un dissacrante racconto a quattro voci consumato mangiando voracemente gelato a monologhi intimi. I quattro, sempre presenti nello spazio scenico delimitato da sedie rosa fucsia e dai più disparati oggetti, instancabili e potenti per tutto lo spettacolo, sudano, danzano, gridano, lottano, fanno sesso, recitano con il fiato corto e il sudore sui corpi e non si risparmiano in niente.

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684.000.346
Orario spettacoli: 15 e 16 maggio ore 21, 17 maggio ore 18
Durata: 80 minuti

Prossimi appuntamenti del "Trittico Furioso"

Imitationofdeath - 19 | 21 maggio .15
drammaturgia ricci/forte - regia Stefano Ricci
con Giuseppe Sartori, Fabio Gomiero, Liliana Laera, Francesco Scolletta, Marco Angelilli, Claudia Salvatore, Cinzia Brugnola, Michela Bruni, Chiara Casali, Ramona Genna, Blanche Konrad, Piersten Leirom,
Mattia Mele, Simon Waldvogel, Desiree Giorgetti
movimenti Marco Angelilli
orari spettacolo ore 21.30 I durata: 75 minuti
Produzione ricci/forte in coproduzione con Romaeuropa Festival, CSS Teatro stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia, Festival delle Colline Torinesi, Centrale Fies - Dro

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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