Lucido - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da  Venerdì, 17 Aprile 2015 

Milena Costanzo e Roberto Rustioni, dopo “Un cerchio alla testa” (vincitore di Dimora fragile), “Està bien” (finalista alla II edizione del premio Dante Cappelletti), “Underground” (vincitore di Cantieri teatrali per Fabbrica Europa) ed “Alice rave time” (finalista al bando Playing Identities), portano in scena l'ultimo frutto del loro lavoro di ricerca comune, mettendosi alla prova con uno dei testi più interessanti di Rafael Spregelburd, drammaturgo intelligente ed attualissimo, capace di dipingere la realtà in modo surreale e carnale al tempo stesso. Tra le sue opere più importanti figurano "Buenos Aires" e la "Eptalogia di Hieroniymus Bosch" (Ubulibri edizioni) contenente sette testi basati sui sette vizi capitali. Realtà di punta della nuova scena argentina, è stato vincitore del premio UBU 2011, come "migliore novità straniera".

 

Fattore K. in collaborazione con Associazione Olinda Onlus presenta
LUCIDO
testo di Rafael Spregelburd
traduzione di Valentina Cattaneo e Roberto Rustioni
regia Milena Costanzo e Roberto Rustioni
assistente Elisabetta Carosio
oggetti di scena e costumi Katiuscia Magliarisi
luci e fonica Diego Labonia
con Milena Costanzo (Tetè), Antonio Gargiulo (Luca), Maria Vittoria Scarlattei (Lucrezia) e Roberto Rustioni (Dario)

 

Lucido, come un sogno. Nella famiglia di Tetè si sussurrano cose mai dette, si susseguono vite mai vissute.

L'aria di quella casa di Buenos Aires sembra esse satura di conflitti irrisolti. Luca, a 10 anni ha ricevuto un rene dalla sorella Lucrezia, di 12, da lì la loro famiglia è esplosa. Luca, per sopravvivere, giace incollato alla “bombola” della psicanalisi. Lucrezia, per sopravvivere, si è costretta a viver lontano. Rimorsi, incomprensioni. Lucrezia torna all'improvviso, rivendica il suo rene? Ne avrà avute di cose da dire, in questi anni, ma niente di poi così rilevante. Un pranzo di famiglia può sistemar tutto, è il compleanno di Luca. “Sorridiamo felici!” Ma c'è un compagno della mamma da gestire, un cameriere esitante, una madre disarmante e... disarmata.

Lo psichiatra e scrittore Frederik van Eeden coniò il termine onironautica per indicare un'esperienza durante la quale si può prendere coscienza del fatto di star sognando. L'esperienza a cui si riferisce è chiamata sogno lucido. L'onironauta, può quindi, con la pratica, esplorare e modificare a piacere il proprio sogno. Allora sì, la nostra vita può esser chiusa in un barattolo e messa sullo scaffale scintillante del "come sarebbe dovuta andare", dove non siamo soli, dove la nostra famiglia è perfetta, le feste sono addirittura piacevoli e le persone, vive, non solo nei nostri pensieri.

Costanzo e Rustioni sanno registrare in modo giusto il perfetto meccanismo del testo di Spregelburd.

Un'intensa matrioska di storie, piani sovrapposti, a scomparsa, di vite potenziali, di desideri consistenti, intrisi di malinconica, surreale leggerezza.

Milena Costanzo regala al proprio personaggio una intensa, vera e delicata stravaganza che lo fa brillare in scena ed il cui riverbero illumina tutti gli altri.

Quando la festa finisce, a sorpresa, le luci si spengono, la fragilità riemerge e si riflette, spavalda, sugli spettatori, tutti destinati, chi prima, chi dopo, a sorprendersi aspiranti onironauti.

 

Teatro Vascello - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (zona Monteverde Vecchio)
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/5881021 - 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato; lunedì dalle 9 alle 18; sabato dalle 11 alle 21,30; domenica dalle 14 alle 19
Orario spettacoli: 11-12-13 aprile, sabato e lunedì ore 21, domenica ore 18
Biglietti: € 15,00 posto unico, € 10,00 per gruppi di almeno 10 persone

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Cristina D'Aquanno, Ufficio stampa Teatro Vascello
Sul web: www.teatrovascello.it

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