Lo swing di Lucio Dalla, MIT Jazz Festival - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Martedì, 19 Novembre 2019 

E’ giunto alla quarta edizione il Mit Jazz Festival, andato in scena nelle giornate del 4, 11 e 18 novembre al Piccolo Teatro Grassi e al Teatro Studio Melato di Milano; la rassegna si è conclusa con un omaggio a Lucio Dalla e al jazz delle sue canzoni e della sua formazione, un binomio funzionale nella Bologna degli anni ’60, centro importante di questo genere musicale in Italia: “Lo swing di Lucio Dalla” con la Civica Jazz Band. Lo spettacolo, introdotto da Maurizio Franco, è un’antologia che corre lungo quarant’anni di carriera, attraverso dieci brani, i più noti e qualcosa che ormai non si ascolta più, attraverso arrangiamenti molto personalizzati e fortemente eterogenei. Passionalità che incontra virtuosismo, grande tecnica e l’idea del dietro le quinte, dell’improvvisazione tipica del jazz, che rende lo spettacolo un concerto dal vivo nell’atmosfera di un locale più che confezionato per un teatro, sotto la direzione arguta e spiritosa di Enrico Intra.

 

LO SWING DI LUCIO DALLA
con la Civica Jazz Band
solisti: Emilio Soana (tromba), Andrea Andreoli (trombone), Giulio Visibelli (sassofoni e flauto), Marco Vaggi (contrabbasso, basso elettrico), Tony Arco (batteria)
e gli studenti dei Civici Corsi di Jazz della Civica Scuola di Musica C. Abbado di Milano
solista ospite Paolo Tomelleri
gruppo ospite Time Percussion di Tony Arco
direttore Enrico Intra
introduzione al concerto a cura di Maurizio Franco

 

La quarta edizione del MIT Jazz Festival ha ospitato, come di consueto, una serie di progetti originali che hanno espresso, a vari livelli, la dimensione contemporanea del jazz: da una parte la dimensione del suono puro, dall’altra gli intrecci con la musica elettronica, fondati su un progetto ampiamente legato all'improvvisazione, tipicamente nello stile di Enrico Intra.

Il mondo della canzone di Dalla aveva un particolare feeling con il jazz e la musica di derivazione afroamericana, evidente quando suonava il suo amato clarinetto, ma anche il suo sassofono, quasi da professionista. Dalla è stato tra i musicisti, insieme a Pupi Avati, poi conosciuto come regista, che affiancavano le grandi star del jazz che frequentavano allora i palcoscenici di Bologna dove c’era anche un festival dedicato. Si dice che in quegli anni nella città si potesse vedere chiunque dei grandi e suonare con nomi illustri e così è stato per il cantautore che ad esempio era molto apprezzato da Chet Baker.

Nella serata non si è trascurato il rapporto tra musica e letteratura, con un focus sul testo poetico musicato, in particolare il mondo di Italo Calvino con le musiche di Claudio Angeleri ispirate dalle opere del grande scrittore, di cui un giovane attore ha letto pagine significative. L’idea è certamente suggestiva - con una voce fuoricampo - anche se forse i testi di Dalla non si prestano a una lettura in prosa per quanto poetici nelle canzoni; l’interpretazione, sulla falsa riga di una filastrocca, ancorché ha sottolineato l’ironia spesso tagliente del cantautore, ha in alcuni casi banalizzato i testi, sottraendo loro la vena lirica e struggente tipica di quella poesia dai ‘versi spezzati’ e zoppicanti del sentire contemporaneo.

Dieci brani lunghi l’intera stagione musicale, 40 anni di successi, della carriera di Dalla, a cominciare da “Lei”, canzone ispirata a un brano degli anni Venti di Miles Davis, una delle prime canzoni del bolognese.

Ad accompagnare il grande clarinettista Paolo Tomelleri, quasi voce strumentale di Dalla, in un’esecuzione che l’orchestra rende appassionata, divertita, estremamente libera di abbandonarsi a variazioni e suggestioni più o meno moderne, con momenti di grande virtuosismo; il tutto impreziosito da una capacità tecnica commovente, soprattutto per la batteria, con Tony Arco che ha diretto l’ultimo brano, “Cara”, con una solista, l’ex allieva Emma Lecchi, di grande impatto, voce con forte personalità e coraggio tali da sostenere la difficile articolazione dei brani di Dalla. Il viaggio contempla trai successi proposti “Caruso”, “Attenti Al Lupo”, “Piazza Grande”, “L’anno che verrà” e “Com’è profondo il mare”.

Certamente un omaggio, non un’imitazione, se non nello spirito di gioco, di variazione come spirito jazzistico.

 

Piccolo Teatro Grassi - Via Rovello 2 (M1 Cordusio), Milano
Per informazioni e prenotazioni: servizio telefonico 02/42411889, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacolo: lunedì 18 novembre, ore 21
Biglietti: posto unico 20 euro
Durata spettacolo : 1 ora e 20 minuti, senza intervallo

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

TOP