Lo splendore dei supplizi - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 24 Settembre 2014 

Quattro storie che costituiscono il quadro unitario di un presente schizofrenico: c’è la coppietta in crisi, un giocatore compulsivo di videopoker, la convivenza forzata di una badante straniera con un vecchio un po’ razzista un po’ infame e ci sono due operai che rapiscono un vegano per sfogare l’insoddisfazione di una vita che non ha più senso. La Compagnia Fibre Parallele porta in scena "Lo splendore dei supplizi", testo scritto e interpretato da Licia Lanera e Riccardo Spagnulo, con Mino Decataldo.

 

Festival Teatri di Vetro presenta
LO SPLENDORE DEI SUPPLIZI
di e con Licia Lanera e Riccardo Spagnulo
e con Mino Decataldo
assistente alla regia Arianna Gambaccini
disegno luci Vincent Longuemare
organizzazione Alina de Gennaro
tecnico di palco Amedeo Russi
produzione Fibre Parallele e Festival delle Colline Torinesi
con il contributo della Regione Puglia
e con il sostegno del Nuovo Teatro Abeliano
spettacolo promosso da Teatri del Tempo Presente
progetto interregionale di promozione dello spettacolo dal vivo a cura di MiBAC - Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo e delle Regioni: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto

 

"Lo splendore dei supplizi" desta curiosità sin dal titolo perché pone in contrapposizione due termini in antitesi: splendore e supplizi. Il nome dello spettacolo si rifà al secondo capitolo di un testo di Michael Foucalt “Sorvegliare e Punire”, in cui si spiega come le esecuzioni e le torture in pubblica piazza abbiano cambiato modalità nel corso del tempo passando da una dimensione pubblica a una privata.

Gli autori e attori di Fibre Parallele hanno deciso di partire da questo presupposto, per realizzare una rappresentazione il cui scopo è mostrare attraverso il teatro quelli che sono i nuovi feroci supplizi che un singolo o più persone subiscono in un salotto o in una stanza da letto, al riparo da occhi indiscreti.

Su un gigantesco schermo nero che svolge la duplice funzione anche di sipario, compaiono di volta in volta i titoli dei supplizi a cui assisterà lo spettatore rendendosi testimone, come in passato si faceva nelle piazze di tutta Europa, di una carneficina morale e fisica, dove il masochismo e il sadismo si confondono a vicenda, fino alla resa dei conti finale votata all’annientamento dell’essere umano e di ogni minimo barlume di dignità che possiede. Il tutto però viene affrontato con un’ironia che potremmo definire virulenta e per questo di maggiore impatto sullo spettatore che, per quanto divertito, resta spiazzato e allo stesso tempo scosso dall’inconsapevole o consapevole crudeltà che i personaggi vivono in scena.

I quattro episodi di cui si compone la pièce teatrale, "La Coppia", "Il Giocatore", "La Badante" e "Il Vegano", appaiono disomogenei in termini di resa e di qualità della messa in scena. I primi due sono i meno convincenti. "Il Giocatore" difetta di una drammaturgia che all’inizio parte bene, ma poi stanca ammiccando troppo alla risata facile e risultando per giunta ripetitiva, nonostante Riccardo Spagnulo sia un attore bravissimo e parli un barese che fa letteralmente morire dalle risate. Il primo supplizio, quello de "La Coppia", costituisce invece il grande tallone d’achille di questo girone infernale. A parte qualche bella trovata, come quella di un gatto finto che ogni tanto miagola sul divano e amplifica l’inettitudine e la banalità di una coppia in crisi, è poco incisivo, e a tratti noioso. Se dovessimo giudicare lo spettacolo da questo primo episodio il giudizio sarebbe freddino.

Si cambia però decisamente registro con gli altri due episodi: semplicemente meravigliosi. "La Badante" è un gioiello. Gli attori fantastici. Servendosi della registrazione di un politico di estrema destra che dice la sua su extracomunitari e identità nazionale, e di una recitazione soprattutto gestuale, assistiamo alla lotta, all’ultimo colpo, tra una badante dell’est Europa e un anziano meschino e gretto. Spietato, provocatorio e surreale, "La Badante" entusiasma il pubblico dall’inizio alla fine.

Il vero capolavoro dello Splendore dei Supplizi è però "Il Vegano". Il trionfo del caos e del kitsch d’autore. Un po’alla maniera di Marco Ferrari, per intenderci. Non si può restare indifferenti alle invettive in barese di due irresistibili operai di sinistra che rapiscono e torturano a colpi di carne e uova un Vegano radical chic. Il pubblico va ovviamente in delirio, ridendo a crepapelle. Sia nel precedente episodio che in questo Licia Lanera e Riccardo Spagnulo dimostrano di sapere il fatto loro e di possedere grande padronanza del palcoscenico, oltre ad essere due grandi interpreti. Urge perciò un consiglio spassionato: rivedete il primo episodio e tagliate il secondo! In modo che lo spettacolo sia degno di quello che mostra nella seconda parte e del talento dei suoi attori.

 

Teatro Vascello - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (zona Monteverde Vecchio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5881021 – 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato; lunedì dalle 9 alle 18; sabato dalle 11 alle 21,30; domenica dalle 14 alle 19
Orario spettacoli: sabato 20 settembre, ore 21
Biglietti: 8 euro | ridotto 5 euro

Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Antonella Bartoli, Ufficio stampa Festival Teatri di Vetro
Sul web: www.teatrovascello.it

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