Little Women - Teatro dell'Orologio (Roma)

Scritto da  Sabato, 15 Novembre 2014 

Meg, Jo, Beth e Amy, le sorelle più famose e amate della letteratura americana, create dalla penna di Louise May Alcott nel 1869, rivivono ora al Teatro dell'Orologio all'interno della rassegna "Her.s - Teatro Femminile plurale". Il "Little Women" di Selene Gandini è uno spettacolo particolare e delicato che, grazie a idee originali e a trovate tanto semplici quanto efficaci, riesce a ben rendere i caratteri delle protagoniste e le atmosfere del romanzo.

 

Kinesisart presenta
LITTLE WOMEN
dal romanzo di Louise May Alcott “Piccole Donne” e “Piccole Donne Crescono”
con Stefania Cesellato, Selene Gandini, Laura Garofoli, Carlotta Piraino, Claudia Salvatore
adattamento e regia di Selene Gandini

 

Sono sufficienti i loro quattro semplici diminutivi per far capire (quantomeno al pubblico femminile) di chi si parla. Meg, Jo, Beth e Amy sono naturalmente le Piccole Donne eroine di uno dei più famosi classici della letteratura per l'infanzia - e non solo. Scritto nel 1869 da Louise May Alcott, "Piccole Donne" è ben più di un romanzo di formazione al femminile, tanto da essere stato inserito tra le 100 opere fondamentali della letteratura americana. La storia delle sorelle March che, nella puritana America ottocentesca dilaniata dalla guerra di secessione, attraversano unite l'adolescenza e la vita provandone dolori, gioie, innamoramenti, povertà e sogni, è nota a tutti. Chi da ragazzina non ha tifato perché Jo e Laurie finissero insieme, pianto alla morte di Beth, trattenuto il fiato mentre Amy brucia il manoscritto della sorella o fantasticato quando per il ballo Meg indossa uno sfarzoso abito nuovo? Le piccole donne hanno popolato la nostra infanzia e contano adattamenti come cartone animato e musical di Broadway, oltre che famosissimi film (sono almeno 3 quelli di successo: quello del 1933 firmato da George Cukor con Katherine Hepburn nel ruolo di Jo, quello del 1949 in cui Amy era interpretata da una giovane Elizabeth Taylor e il più recente del 1994 con Winona Ryder, Claire Danes, Kirsten Dunst e Susan Sarandon). Stranamente però nel teatro di prosa “Piccole Donne” ha avuto solo sporadiche rappresentazioni.

Anche solo per questo quindi è stato un piacere scoprire la versione di Selene Gandini, bel regalo per tutte le ex bambine che hanno amato il romanzo. Non era impresa facile, ma la Gandini ha confezionato uno spettacolo semplice, che con poco ha reso molto e si è mantenuto fedele allo spirito originario dell'opera liberandolo dalla polvere e rendendolo moderno senza stravolgerlo. Il suo “Little Women” trae la propria forza da una semplicità creativa. Scarna ma evocativa è la scena, composta solo da un tappeto, quattro sedie, fogli appesi alle pareti e un telo bianco che sale e scende (qualche volta di troppo) manovrato a vista dalle stesse attrici. Ugualmente semplici i costumi, perfetti: maglie bianche su cui ruches e colletti sono semplicemente disegnati e lunghe gonne vaporose dai colori accesi, accortamente intonati ai caratteri delle protagoniste, un femminile rosa per Meg, arancio vitaminico per Jo, azzurro puro per Beth e verde sofisticato per Amy. Sì, perché l'attenzione della Gandini è tutta su di loro. Quattro donne diverse, quattro modelli femminili in cui chiunque può rispecchiarsi, quattro tipologie eterne reali e attuali, perché la natura femminile non ha tempo.

Meg è la più grande e matura, elegante e attenta alle forme; Beth è quella timida, che ama suonare il piano e rimanere in casa, dolce e buona con tutti; la piccola Amy è la civetta, frivola, vanitosa e un po' egoista. Poi c'è Jo, l'impulsiva, anticonformista, ribelle Jo, l'aspirante scrittrice moderna e irriverente, sicuramente la figura più complessa e l'alter ego dell'autrice. Lo spettacolo si apre proprio sulla Alcott, seduta a una scrivania colma di manoscritti, libri e lettere a lato della scena. Personaggio aggiunto e voce fuori campo, è lei stessa a raccontare la sua storia e, in un alternarsi di realtà e finzione, a dare vita alle sue eroine. Così, la donna dietro le piccole donne entra e esce di scena, plasma le sue creature, ferma il racconto, sistema gli abiti, corregge, cambia, crea. Ad interpretare la scrittrice è la stessa Gandini che per l'occasione si cala anche nei panni di tutti i personaggi secondari, semplicemente accennandoli per non distogliere il riflettore dalle vere protagoniste. Il senso dello spettacolo è infatti tutto nel loro rapporto.

Le sorelle March affrontano la vita insieme, forti della loro unione e dell'affetto che le unisce. Tenere e determinate, si sostengono e non si scoraggiano, piene come sono di buoni sentimenti e forza di volontà. Vanno avanti insieme, e quando crescono acconciano i capelli in su, sempre insieme. Ed è proprio su questo legame tra sorelle, che emerge vero e sincero, che la regista ha puntato adattando il romanzo. La figura dell'autrice in scena che raccorda e consente i passaggi temporali, il pannello bianco che separa le scene, gli altri personaggi appena accennati, tutto è volto a non togliere spazio alle protagoniste. Ne viene fuori un susseguirsi di episodi e immagini, piccoli quadri che vanno a comporre un affresco completo sul mondo femminile. Tanti flash, forse troppi: se chi conosce l'opera li ricorda a memoria e li aspetta, quanto potrà davvero comprendere, da questo veloce susseguirsi di episodi, chi non ha mai letto il romanzo?

Sono brave le quattro attrici a dare le giuste sfumature alle loro eroine. Solo Beth risulta poco a fuoco, fin troppo accesa e vivace. Privata (se non nel finale) della timidezza e della delicatezza che dovrebbero contraddistinguerla, risulta purtroppo il personaggio meno definito.

"Little Women" fa parte della rassegna "Her.s - Teatro Femminile plurale", a cura del Teatro dell’Orologio con Compagnia Elena Vanni, Kinesisart, Sycamore T Company, in collaborazione con Minimum Fax. La rassegna, in scena fino al 30 novembre al Teatro dell'Orologio, vuol raccontare le donne tracciando un percorso che passi dalla pittura alla letteratura, al teatro, alle arti visive.

Dopo “Little Women” che tornerà anche dal 18 al 20 novembre, sarà la volta di “A.R.E.M. Agenzia Recupero Eventi Mancanti”, in scena dal 14 al 16, dal 21 al 23 e dal 28 al 30 novembre. Seguiranno due incontri letterari: Caterina Gramaglia il 17 novembre leggerà “La signora Armitage” di Penelope Mortimer e Selene Gandini il 24 novembre “La maestra di colori” di Aimee Bender. Il 25 alle ore 19 partiranno i “Corti al Femminile”, sei cortometraggi per raccontare la donna, accompagnati da degustazioni. Il 26/27 novembre debutterà invece lo spettacolo “Le lacrime di Giulietta”, un omaggio a Giulietta Masina in anteprima nazionale. Gran finale il 30 novembre con un happening teatrale che vedrà coinvolte tutte le protagoniste della rassegna. Per tutta la durata della rassegna nel foyer del Teatro sono inoltre esposte le opere di Rosa Morelli, Paola Margherita Lopez, Gaia Giugni.


Teatro dell'Orologio (Sala Moretti) - via dei Filippini 17/a, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: intero 12.00 euro - ridotto 10.00 euro (riduzioni a disposizione per i lettori di SaltinAria, media-partner della rassegna Her.s)

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Ufficio stampa Maya Amenduni
Sul web: www.teatrorologio.it

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