Lettera al mio giudice - Spazio Avirex Tertulliano (Milano)

Scritto da  Giovedì, 02 Febbraio 2017 

“Lettera al mio giudice” è un romanzo confessione di George Simenon, andato in scena dal 25 al 29 gennaio allo Spazio Avirex Tertulliano di Milano. Giuseppe Scordio, che ha firmato adattamento e regia, è sul palco con Cristina Sarti. É Charles, il medico che scrive dalla prigione al giudice per confessare i motivi che lo hanno portato ad uccidere Martine, sua amante, l'unica donna capace di farlo sentire per la prima volta vivo, affamato di una vita diversa da quella ordinaria condotta sino a quel momento.

 

Produzione Spazio Avirex Tertulliano presenta
LETTERA AL MIO GIUDICE
da un romanzo di Georges Simenon
adattamento e regia Giuseppe Scordio
con Giuseppe Scordio e Cristina Sarti

 

La scena è tutta nera, vuota. Pannelli scorrevoli nascondono un tavolo e qualche sedia. Sulla sinistra c'è un letto. Un uomo è seduto con la testa tra le mani, mentre si ode una voce registrata, calma e composta, la sua. “Vorrei tanto che un uomo, un uomo solo mi capisse, dice la voce. E desidererei che quell’uomo fosse lei, signor giudice”.

Poi l'uomo seduto sul letto si alza e comincia lui stesso a raccontare la sua storia, in una sorta di confessione. Non per tentare di discolparsi o per attenuare la pena, anzi rivendica la piena responsabilità del suo atto, ma per un'urgenza di parlare di sé, della sua vita ordinaria, decisa per lui, prima dalla mamma, poi dalla seconda moglie. Sullo sfondo una grigia provincia francese anni '50, meschina e avvizzita, tra dolci domenicali e partite di bridge, mentre gli cresce la fame di una vita diversa.

Con Martine, conosciuta per caso in una stazione, arriva la passione, quella travolgente, totale: “Non sapevo come sarebbe andata a finire, sapevo soltanto che di lei non potevo più fare a meno e che appena non l'avevo più accanto a me, appena cessavo di vederla o di sentirla, provavo un dolore fisico violento come quelli dei miei malati più sofferenti”. L'uomo che aveva vissuto senza la sua ombra, che aveva sentito l'inconsistenza dei suoi sentimenti è impreparato, incapace di gestire l'amore, che arriva con violenza, in un corpo magro e debole di donna, quasi di bimba malata.

La voglia di un sentimento totale e totalizzante sconfina presto nel possesso malato, non solo del corpo di lei, ma anche della sua vita passata, dove si agitano i fantasmi di altri uomini. Fantasmi orribili e immondi da cui Martine si era fatta insozzare. Ecco allora l'omicidio, per liberarla da loro: “Siamo arrivati fin dove abbiamo potuto. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Abbiamo voluto l’amore nella sua totalità. Addio, signor giudice”.

Giuseppe Scordio rende con questa trasposizione teatrale la dimensione intima della confessione del romanzo di Simenon, in un quasi monologo che prende i toni di un incantesimo ipnotico capace di spezzarsi solo con l'omicidio. Cristina Sarti l'accompagna nel duplice ruolo della seconda moglie e di Martine, la donna che gli rivela l'amore e al contempo gli rivoluziona la vita.

 

Spazio Avirex Tertulliano - via Tertulliano 68, 20137 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/49472369, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da mercoledì a sabato ore 21, domenica ore 16.30
Biglietti: € 16 biglietto intero, € 10 biglietto ridotto under 26 over 60 / convenzionati, € 8 biglietto ridotto scuole e università convenzionate, € 7 biglietto ridotto scuole di teatro convenzionate, € 5 biglietto ridotto accademie e operatore; n.b. giovedì posto unico € 10

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Marta Ienco, Ufficio stampa Spazio Avirex Tertulliano
Sul web: www.spaziotertulliano.it

TOP