Leonardo - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da  Sabato, 30 Marzo 2019 

Vittorio Sgarbi esordì a teatro nell’estate 2015 con lo spettacolo teatrale “Caravaggio”, conducendo il pubblico attraverso sorprendenti salti temporali in un percorso illuminante alla scoperta delle vicende artistiche e biografiche del Merisi; tali vicende hanno disvelato straordinari fenomeni premonitori della contemporaneità, così il pubblico, ammaliato dall’inedita percezione e stimolato dall’abile miscela di racconto, immagini e suoni, ha potuto sperimentare un’indissolubile comunione con l’esperienza caravaggesca. Un successo rinnovato dal secondo progetto, costituito dell’altrettanto fortunato spettacolo “Michelangelo”. Le magistrali performance di Vittorio Sgarbi han fin qui dimostrato come artisti del passato abbiano fortemente segnato il nostro modo di percepire il quotidiano in cui siamo immersi. Dunque con il passo successivo non si poteva che alzare il tiro, tentando di svelare un enigma su cui l’umanità si è da sempre interrogata: ecco quindi il terzo capitolo dedicato a Leonardo di ser Piero da Vinci (1452/1519), di cui proprio nel 2019 ricorre il cinquecentenario della morte.

 

Corvino Produzioni presenta
LEONARDO
uno spettacolo di e con Vittorio Sgarbi
musiche composte ed eseguite dal vivo da Valentino Corvino (violino, viola, oud, elettronica)
scenografia video Tommaso Arosio
messa in scena e allestimento doppiosenso

 

Come nei precedenti appuntamenti su Michelangelo e Caravaggio, Vittorio Sgarbi ci accompagna lungo la vita, il pensiero e le opere di Leonardo Da Vinci* utilizzando il suo personalissimo metodo dialettico e didattico ricco di energia, ironia ed esuberanza. Fondandosi sugli scritti di storici e critici dell’arte, principalmente attingendo alla biografia di Giorgio Vasari*, il professor Sgarbi tenta di ricostruire la figura di un personaggio che appare più un artista del pensiero che della mano, come invece potremmo definire Michelangelo o Raffaello*, che sono spesso associati alla figura del genio vinciano.

Leonardo ha un genio sconfinato e potenzialmente terrificante, vista la quantità di applicazioni che trova e la capacità di previsione del futuro che evidentemente caratterizza le sue invenzioni - assurde per l’epoca, non per noi -, eppure non ci sembra solo vicino e affine alla nostra sensibilità moderna, ma quasi amico. Secondo la tesi portata al pubblico da Vittorio Sgarbi nel corso delle oltre due ore e mezza di spettacolo pressoché ininterrotto, ciò avviene perché il genio di cui parliamo è sì incommensurabile, ma anche imperfetto, un eterno non-finito* per scelta, data l’ umanissima incapacità di rendere per mezzo delle proprie doti terrene la perfezione divina che è nata nella mente.

Il viaggio in e con Leonardo inizia su una scena semibuia, in cui geometrie e movimenti s’intersecano con le musiche composte e interpretate da Valentino Corvino, che hanno il compito di sottolineare i passaggi da una fase all’altra della vita di Leonardo, dai primi anni nella bottega del Verrocchio* al felice periodo milanese al servizio degli Sforza*, dal girovagare in seguito all’occupazione francese di Milano, al breve ritorno a Firenze e al lavoro per la corona di Francia. Tutto lo spettacolo-lezione parte dall’arte che più è rappresentativa di Leonardo da Vinci, il disegno, che per lui è studio, immaginazione e spesso anche opera finita, anche se finita non lo è.

Secondo la migliore tradizione delle lezioni del professor Sgarbi, le opere immortali e celeberrime di Leonardo - “La Vergine delle Rocce”, “La Dama con L’Ermellino”, “L’Ultima Cena” e “La Gioconda” - si scontrano e si accordano con opere precedenti e successive del Ghirlandaio*, di Andrea del Castagno*, ma anche di Marcel Duchamp*, Salvador Dalì, Andy Warhol* e altri, senza tralasciare l’immancabile contributo personale del relatore, che naturalmente non può esimersi dal lasciare una sua firma su una serata che, d’altra parte, non sarebbe potuta essere condotta da nessun altro.

Note:
Leonardo da Vinci: 1452-1519, inventore, artista e scienziato toscano, considerato uno dei massimi geni dell’Occidente. Figlio illegittimo di un notaio fiorentino, ricevette una prima educazione discontinua nella casa di campagna del nonno e successivamente entrò nella bottega del famoso Andrea del Verrocchio, ove apprese i rudimenti di pittura, scultura e architettura. Lavorò per Lorenzo il Magnifico, gli Sforza di Milano, Cesare Borgia e il re di Francia, si dilettò anche di musica e anatomia. Famose sono le sue progettazioni e invenzioni, che non furono realizzate nel suo tempo, ma molti secoli dopo.
Giorgio Vasari: 1511-1574, pittore, architetto e storico d’arte italiano. Il suo nome è legato al suo scritto sulle vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti dal Trecento al Cinquecento.
Michelangelo o Raffaello: Michelangelo Buonarroti, 1475-1564, e Raffaello Sanzio, 1483-1520. Sono due tra i più celebri artisti d’ogni tempo e, dunque, sono spesso nominati al fianco di Leonardo Da Vinci. Michelangelo fu sempre in competizione con Leonardo, che Raffaello, invece, ammirava moltissimo, tanto da dipingerlo nei panni di Platone nella sua “Scuola di Atene” (Musei Vaticani, Stanza della Segnatura, 1508-11)
Non-finito: tecnica che consiste nel lasciare più o meno visibilmente incomplete le opere in modo consapevole e compiaciuto, perché l’incompletezza ne esprime maggiormente il senso e la bellezza.
Verrocchio: Andrea del Verrocchio, 1435-1488, scultore, pittore e orafo italiano. Fu attivo soprattutto alla corte di Lorenzo de Medici e alla sua bottega si formarono artisti noti in tutto il mondo, come Sandro Botticelli, Leonardo, il Perugino e il Ghirlandaio. La leggenda (e il testo del Vasari) vuole che fu talmente colpito dall’abilità di Leonardo nell’angelo che disegnò per il “Battesimo di Cristo” (Uffizi di Firenze, 1474), che abbandonò la pittura e si dedicò solo alla scultura e all’arte orafa.
… degli Sforza: Dal 1482 al 1500 Leonardo da Vinci visse a Milano, dove venne assoldato dal casato dominante la città dapprima in qualità di musico, e poi come pittore, progettista e architetto. L’atmosfera vitale e cosmopolita della città gli si addiceva e il rapporto con i signori era da pari a pari, più che da cortigiano.
Ghirlandaio: 1448-1494, pittore italiano attivo soprattutto a Firenze, sua città natale. Nella sua bottega mosse i primi passi Michelangelo Buonarroti. È probabile che Leonardo abbia visto il suo “Cenacolo di Ognissanti” (1480, Firenze) e ne abbia tratto spunto e ispirazione per la sua “Ultima Cena”.
Andrea del Castagno: 1421-1457, pittore italiano. Anche il suo Cenacolo (“Cenacolo di Sant’Apollonia”, Firenze, 1440) fu forse d’ispirazione a Leonardo.
Marcel Duchamp: 1887-1968, pittore, scultore e scacchista francese, naturalizzato USA nella seconda metà degli anni Cinquanta, collegato al Surrealismo e al ready-made. Le sue opere citate dal professor Sgarbi sono “Fontana” (1917), un orinatoio che l’artista inviò, firmandolo con lo pseudonimo di R. Mutt, al consiglio della Society of Independent Artists, ma che non fu mai esposto, e una Gioconda con i baffi.
Salvador Dalì: 1904-1989, pittore, scultore, fotografo e sceneggiatore spagnolo membro del Surrealismo. Amava molto il disegno e i pittori del Rinascimento italiano. Anche una sua Gioconda, con i baffi alla Dalì, appunto, è mostrata da Sgarbi durante la lezione.
Andy Warhol: 1928-1987, pittore, scultore e sceneggiatore americano simbolo e fondatore della Pop Art. Sono mostrate le sue riproposizioni della Gioconda, colorate e in formato fototessera.

 

Teatro Manzoni - Via Alessandro Manzoni 42, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni : telefono 800914350, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: feriali ore 20.45, domenica ore 15.30
Biglietti: da martedì a venerdì poltronissima prestige € 35, poltronissima € 32, poltrona € 25, poltronissima under 26 € 20; sabato e domenica poltronissima prestige € 39, poltronissima € 35, poltrona € 25, poltronissima under 26 € 22
Durata spettacolo: 160 minuti

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Manola Sansalone, Ufficio stampa Teatro Manzoni
Sul web: www.teatromanzoni.it

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