Lehman Trilogy - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Sabato, 10 Dicembre 2016 

Dopo lo straordinario successo ottenuto al Piccolo Teatro di Milano, torna in scena Lehman Trilogy, ultimo capolavoro registico di Luca Ronconi. Il capitalismo, i giochi di potere, le banche, il denaro, i mutamenti sociali ed economici sono al centro del profondo testo di Stefano Massini, da sempre attento indagatore dell’attualità. Oltre centosessanta anni di storia raccontati attraverso le vicende dei Lehman, una delle famiglie più influenti d’America: dalla Guerra di Secessione alla crisi del ’29, tra continue ascese e improvvise cadute, fino al definitivo fallimento del 15 settembre 2008.

 

Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa presenta
LEHMAN TRILOGY
di Stefano Massini
regia Luca Ronconi
con (in ordine di apparizione) Massimo De Francovich (Henry Lehman), Fabrizio Gifuni (Emanuel Lehman), Massimo Popolizio (Mayer Lehman), Martin Ilunga Chishimba (Testatonda Deggoo), Paolo Pierobon (Philip Lehman), Fabrizio Falco (Solomon Paprinskij), Raffaele Esposito (Davidson, Pete Peterson), Denis Fasolo (Archibald, Lewis Glucksman), Roberto Zibetti (Herbert Lehman), Fausto Cabra (Robert Lehman), Francesca Ciocchetti (Carrie Lauer, Ruth Lamar, Ruth Owen, Lee Anz Lynn), Laila Maria Fernandez (Signora Goldman)
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci A. J. Weissbard
suono Hubert Westkemper
trucco e acconciature Aldo Signoretti
foto Luigi La Selva

 

Lehman TrilogyLa storia è fatta di accidenti, di intuizioni, di fortuna e di perseveranza. Le famiglie si fondano sull’ unione di archetipi diversi, ambizioni, prevaricazioni, pazienza e (in)comprensione. Il teatro è fatto di sfumature, artigianato, talento, visioni e generosità. Massini, Ronconi e tutti gli attori riescono a raccontare tutto questo.

La dinastia Lehman ricorda i Buendia di “Cent’anni di solitudine” per alternanza di caratteri e profumo di infinito. Fratelli, consorti, figli, un universo di oltre 160 anni, intessuto di cotone grezzo, di guerra civile, di mediazione, di fazioni opposte, di “eureka”, una corsa sfrenata contro i propri limiti, spesso contro i propri simili e, estinta l’anima, l’impero crolla.

Heyum diventa Henry? Allora anche i tessuti possono cucirsi su misura, suggerendo sementi e vanghe, ma è da un incendio che scocca la scintilla, da lì nasce la cessione di sovranità dell’economia reale, un lungo, lento, inesorabile piano inclinato di cui oggi conosciamo, purtroppo, l’ineluttabilità. Due secoli (e un pezzetto), un destino collettivo. L’Ottocento di “Tre fratelli”. Il Novecento di “Padri e figli”.

Lehman TrilogyForse è solo un tragico scherzo del fato ma il primo Lehman arriva in America proprio l’11 settembre, 157 anni prima… lo raggiungono il “braccio” Mendel, che non c’entra con la storia dei fagioli e Mayer, che non c’entra con i wurstel, ma è smussato come una “patata”, il germe inconscio degli inventori della mediazione. Cotone, caffè, ferrovie, petrolio… la Borsa! (o la vita).

La prima generazione conosceva da dove veniva, la seconda è brava a scoprire dove sta andando, ma chi viene dopo può solo assistere all’esplosione della stella gigante rossa. In mezzo c’è la narrazione di miliardi di singole vite, condizionate dall’attaccamento di Mayer per Montgomery e l’America del Sud, dal desiderio di Emanuel di esplorare e conquistare New York, dalla meticolosa costanza di Philip (splendida ed evocativa la procedura per la scelta della sua futura moglie), dalla fermezza e dall’idealismo di Herbert, dall’acume e dall’irresolutezza di Bobbie. I Lehman riescono a superare tutte le crisi, tutte le guerre e crescono, crescono… fino allo scontro finale, con la propria, umana, esistenza. E, come le stelle, la loro luce ha continuato a ingannare, anche quando ormai si era spenta, coprendo l’agonia delle controfigure. Una figura, sullo sfondo, ci accompagna per tutto il tempo… un funambolo, anima splendente e fragile del mondo e delle nostre esistenze.

L’ultima regia di Luca Ronconi ci lascia un eredità sincera e possente delle contraddizioni del mondo in cui viviamo. Progetto sostenuto da una scenografia scarna ed immaginifica ma, soprattutto, da eccellenze interpretative, per qualità, spessore ed eclettismo. Massimo De Francovich, Fabrizio Gifuni, Massimo Popolizio, Martin Ilunga Chishimba, Paolo Pierobon, Fabrizio Falco, Raffaele Esposito, Denis Fasolo, Roberto Zibetti, Fausto Cabra, Francesca Ciocchetti e Laila Maria Fernandez sono i toni accesi e variegati di un dipinto che riesce a non farsi mai staccare gli occhi ed il pensiero di dosso.

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria: telefono 06/684000311 (ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17, lunedì riposo
• Prima parte - Tre fratelli - 25, 26, 27, 29 novembre e 2, 3, 4, 7, 8, 10, 11, 13, 15, 17 dicembre
• Seconda parte - Padri e figli - 26, 27, 30 novembre e 1, 3, 4, 6, 9, 10, 11, 14, 16, 18 dicembre
• Prima e Seconda parte - 26, 27 novembre e 3, 4, 10, 11 dicembre (intervallo tra le due parti 30’)
Biglietti: intero da € 12 a € 32, under35 e over65 da € 12 a € 30, convenzioni da € 12 a € 26, scuole e studenti da € 11 a € 15, ingresso con Libertina Card € 20, con Libertina Card feriale € 16, con Libertina Card under35 € 13/12,50; Lehman Card € 40 – per chi acquista insieme il biglietto per la prima e seconda parte
Durata spettacolo: Tre fratelli (I parte, 2h 35’) e Padri e figli (II parte, 1h 55’)

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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