Lehman Trilogy, Parte prima: Tre fratelli - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Lunedì, 02 Febbraio 2015 

Dal 29 gennaio al 15 marzo. Un racconto epico che con passo rituale e inesorabile ci conduce verso un finale già noto: il drammatico crollo di una delle più grandi banche d'America, la Lehman Brothers, che nel 2008 morì definitivamente dopo essere più volte caduta sotto i colpi della finanza speculativa, riuscendo sempre a risorgere dalle proprie ceneri. Un'epopea familiare che ci racconta l'evoluzione del capitalismo americano attraverso il cambio generazionale: dall'economia reale dei tre saggi fratelli Lehman partiti da un piccolo paese della Baviera, alla spavalda economia speculativa delle giovani generazioni che giocano con parole e numeri costruiti su fondamenta di sabbia.


Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa presenta
LEHMAN TRILOGY - PARTE PRIMA: TRE FRATELLI
di Stefano Massini
regia Luca Ronconi
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci A.J.Weissbard
suono Hubert Westkemper
trucco e acconciature Aldo Signoretti
con Massimo De Francovich, Fabrizio Gifuni, Massimo Popolizio, Paolo Pierobon, Martin Ilunga Chishimba, Fabrizio Falco, Raffaele Esposito, Denis Fasolo, Roberto Zibetti, Fausto Cabra, Francesca Ciocchetti, Laila Maria Fernandez



Solomon Paprinskij è "il miglior equilibrista che Wall Street conosca". Lì dentro "in centinaia, folle, eserciti da mattina a sera ininterrottamente parlano, dicono, trattano, gridano...chissà se l'aria, buttata fuori da quelle bocche finirà mai per fare una tormenta che scaraventi il funambolo giù di sotto". Questo personaggio, che più volte nel corso dello spettacolo attraversa la scena come un funambolo, è l'immagine cristallina che rappresenta perfettamente il senso della "Lehman Trilogy" di Massini messa in scena da Ronconi al Piccolo Teatro e, a differenza del testo originale diviso in tre parti, riproposta sul palco in due capitoli.

E’ un racconto epico che, attraverso l’epopea familiare dei Lehman, ci racconta l’evoluzione del capitalismo americano che, allontanandosi dall’economia reale si affida sempre di più alla speculazione, al rischio, al denaro per il denaro.

Il testo ci racconta i 160 anni di storia di una delle famiglie più influenti dell’economia americana, iniziando con il solitario arrivo di Henry Lehman che nel 1884 parte da un piccolo villaggio della Baviera per incominciare la sua vita da venditore di tessuti in Alabama; l’attività crescerà sempre più grazie al contributo dei fratelli Emanuel e Meyer che lo raggiungono ad attività avviata. La storia di questi tre fratelli è un affascinante esempio di successo e di caparbietà, caratteristiche che nelle generazioni successive si trasformeranno in spregiudicatezza e passione per il rischio.

I tre fratelli - interpretati con perfezione millimetrica da De Francovich, Gifuni, Popolizio - anche grazie ad un irremovibile attaccamento all’ortodossia ebraica, avranno la capacità di potenziare la loro attività dopo ogni tipo di crisi: dopo l’incendio che decima la produzione tessile, dopo la guerra, dopo la crisi del ’29 l’attività dei tre fratelli saprà rialzarsi aumentando di volta in volta il proprio raggio d’azione fino a diventare una delle banche più influenti d’America. Ma inesorabile sarà per la banca la crisi del 2008 nella quale si ritroveranno a piene mani le nuove generazioni che, non più devote ai valori religiosi bensì al dio denaro e alla speculazione, trasformeranno la banca da un serbatoio di risparmio di capitali ad un tesoro di speculazione fine a se stesso. Philip - figlio di Emanuel che sarà tra i primi giovani rampolli a condurre la banca sempre più verso l’attività speculativa - rispose a Charles Dow durante un’intervista “non ho il timore di dirle che siamo commercianti di denaro. La gente normale, vede, usa i soldi solo per comprare. Ma chi, come noi, ha una banca usa i soldi per comprare soldi, per vendere soldi, per prestare soldi, per scambiare soldi".

L’intero spettacolo è permeato di una ritualità che rimanda ad un’atmosfera funebre: una scenografia scarna, nei toni chiari del bianco che sembrano rappresentare una sorta di purgatorio in cui vivi e morti continuano ad interagire, nel quale sogno e realtà si mescolano. L’hybris, ovvero la presunzione che caratterizzava gli eroi delle tragedie greche, rende questo testo una perfetta tragedia contemporanea: la seconda parte sarà l'apoteosi della presunzione mentre la prima parte è un continuo presagio della rovinosa punizione dovuta alla presunzione, anche grazie all' insistente ritornare della tematica del sogno. Emblematico in questo senso, il passaggio in cui Emanuel sogna che la torre di monete, creata insieme a suo fratello, crolli rovinosamente.

Il ritmo lento e la dimensione rituale dello spettacolo sono figlie non solo della forte cultura ortodossa che permea la vita dei protagonisti, ma soprattutto della scelta di Ronconi di allontanarsi dalla frenesia, dal caos e dall’audacia con cui molti registi (sia di cinema che di teatro) hanno raccontato il funambolico mondo di Wall Street, in modo da poter lasciare allo spettatore la possibilità di cogliere tanto i dettagli quanto il senso globale del racconto, dal momento che il finale è già noto dall’inizio: il bello sta nel vedere come si arriva al tragico epilogo.

Gli attori che dominano la scena di questa prima parte della trilogia sono incredibilmente bravi nel rendere la dimensione mitologica della vicenda: De Francovich, Gifuni, Popolizio, riescono ad avere quella gravità dei saggi, dei padri fondatori che partiti dal nulla sanno quanto sia importante dosare gli sforzi con le concrete possibilità di successo. Aiutati dal testo di Massini, questi attori esaltano al meglio una scrittura che sa essere austera senza mai scadere nell’accademismo, che sa insinuare l’ironia intelligente attraverso le maglie del dramma, che sa coinvolgere lo spettatore perché scritto totalmente in terza persona, senza mai un “io” fagocitante e accentratore. Uscendo dalla sala si ha l'urgenza di poter vedere al più presto la seconda parte; per chi non potesse resistere, c'è anche la possibilità della versione "maratona" di cinque ora in unica soluzione.

 

Piccolo Teatro Grassi - via Rovello 2, Milano (M1 Cordusio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 848800304
Orario spettacoli e biglietti: "Lehman Trilogy" va in scena in due parti autonome al prezzo di € 33 (platea) o € 26 (balconata) per ciascuna parte. Si può vederne una sola o entrambe, in sere diverse nell’arco della settimana, congiuntamente nelle date che possono essere consultate qui http://www.piccoloteatro.org/uploads/foto/2014-15/calendario_lehamn_ok.pdf. Presentando in biglietteria il biglietto della Prima o Seconda parte si potrà acquistare un biglietto per la Seconda o Prima parte al prezzo di € 15. Per chi acquista contestualmente i biglietti delle due Parti è disponibile la Lehman Card a € 40.

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

TOP