Le voci di dentro - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Sabato, 24 Gennaio 2015 

Dal 20 gennaio al 15 febbraio torna sul palcoscenico dell’Argentina, durante la sua tournèe di successo in Italia ed Europa, “Le voci di dentro” di Eduardo De Filippo, diretto e interpretato da Toni Servillo, affiancato in scena dal fratello Peppe, leader della Piccola Orchestra Avion Travel.

 

Produzione Teatro di Roma, Piccolo Teatro di Milano-Teatro d'Europa, Teatri Uniti di Napoli presenta
LE VOCI DI DENTRO
di Eduardo De Filippo
regia Toni Servillo
aiuto regia Costanza Boccardi
scene Lino Fiorito
costumi Ortensia De Francesco
luci Cesare Accetta
suono Daghi Rondanini

Personaggi e Interpreti
Maria, cameriera - Chiara Baffi
Rosa Cimmaruta - Betti Pedrazzi
Michele, portiere - Marcello Romolo
Carlo Saporito - Peppe Servillo
Alberto Saporito - Toni Servillo
Pasquale Cimmaruta - Gigio Morra
Matilde Cimmaruta - Lucia Mandarini
Luigi Cimmaruta - Vincenzo Nemolato
Elvira Cimmaruta - Marianna Robustelli
Un brigadiere - Antonello Cossia
Zi' Nicola - Daghi Rondanini
Capa d'Angelo - Rocco Giordano
Teresa Amitrano - Maria Angela Robustelli
Aniello Amitrano - Francesco Paglino

Scritta di getto nel 1948, la commedia è il ritratto di un’Italia che, dietro l’euforia della fine della guerra e della conseguente ricostruzione e dietro le prime avvisaglie del boom economico, cela la difficoltà delle relazioni umane, spesso improntate al sospetto e alla cattiveria.

“Che è mai la vita? Una frenesia, un'illusione, un'ombra, una finzione... è il più grande dei beni e poi ben poca cosa, perché tutta la vita è sogno, e gli stessi sogni son sogni!” così recitava Pedro Calderón de la Barca. Alberto Saporito, insieme al fratello Carluccio, è un apparecchiatore di feste popolari e, inconsapevolmente, con un suo sogno, apparecchia la farsa dell'eterogenea famiglia Cimmaruta. Un sonnacchioso, borghese tinello offre un confortevole risveglio; l'arrivo in casa, inaspettato e apparentemente inoffensivo di Carluccio, inizia però a scandire, lentamente ma inesorabilmente, un sottile crescendo verso la manifestazione dell'insensatezza della società umana.

Le parole di Eduardo si srotolano, scandite, sottese, trattenute e incontenibili su di un inarrestabile piano inclinato. La fame strabuzza gli occhi e tratteggia l'omicidio del povero Aniello Amitrano, ci sono le prove, ci sono i rigatoni... prima i rigatoni! Sopraggiunge Alberto, esplode l'accusa, Carluccio ammutolisce Donna Rosa; il salotto buono, ormai tracimante di divise viene risucchiato, in pigiama, in questura.

Povero Aniello, i suoi panni insanguinati sono lì da qualche parte! Alberto ha le prove... ha i documenti... ha un dubbio... ha una certezza! E' stato solo un sogno!

Chiuso in casa, lo sventurato attende la vendetta dei calunniati, mentre Carluccio si preoccupa di speculare su ciò che resta dell'apparecchiamento. Zi' Nicola guarda tutto dall'alto del suo soppalco, parla solo attraverso i suoi petardi, che pronunciar parola, lo ha capito da tempo, non val la pena. Più della vendetta potè il sospetto e, alla spicciolata, i Cimmaruta avviano un carosello di singole udienze. Il povero Alberto non ha di certo il coraggio di tirar fuori i documenti ma di sicuro... è stato mio nipote, quel nullafacente! Sospira Donna Rosa. E' stata quella fedifraga di mia moglie! Si tormenta il pentito ruffiano della consorte cartomante. No, è stato...! “Albè, se la calunnia ti si porta, la prigione è per me che resto... firma la rinuncia alla tua parte di sedie!”

Efficace la controscena con l'arco di sedie e la casa sull'ascetismo dello Zio. Attraverso l'attualissimo testo di Eduardo, Toni Servillo dà voce, in modo magistrale, al detonatore dell'ipocrisia e della meschinità umana, all'irrefrenabile impulso di mostrarsi avventatamente crudeli l'un con l'altro: "Voi mò volete sapere perché siamo assassini ...” perché uccidiamo con leggerezza “La stima, don Pasqua', la stima! ... La fiducia scambievole ... senza la quale si può arrivare al delitto."

Le recitazione dei fratelli Servillo è scoppiettante, incontenibile, ricca di sfumature e rende onore, coadiuvata da una compagnia composta da ottimi ed affiatati attori, ad un autore che, forse più di tutti, ha saputo rappresentare la scanzonata malinconia del vivere.


Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684000346, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria Teatro Argentina: telefono 06/684000311 (ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17, lunedì riposo
Durata: un'ora e 50 minuti senza intervallo

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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