Le ventre de Paris - Chiostro Nina Vinchi (Milano)

Scritto da  Mercoledì, 17 Giugno 2015 

Il Chiostro Nina Vinchi, in via Rovello a Milano, giovedì 11 giugno si è riempito di note e arie in francese, di operette di Offenbach, Hervé, Audran, Lecocq. Il progetto arriva al Piccolo Teatro con il patrocinio di Expo Milano 2015 «Nutrire il pianeta», in coproduzione con Palazzetto Bru Zane - Centre de musique romantique française, il Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, l’Ambasciata di Francia in Italia e l’Institut français Italia. La commedia musicale con toni burleschi, ruota infatti attorno alla gastronomia.

 

LE VENTRE DE PARIS
soprano Camille Poul, mezzosoprano Caroline Meng, tenore David Ghilardi, baritono Arnaud Marzorati
violino Cyrielle Eberhardt, violoncello Isabelle Saint-Yves, pianoforte Daniel Isoir
concezione e direzione artistica Arnaud Marzorati
drammaturgia e regia Florent Siaud
con il patrocinio di Expo Milano 2015 «Nutrire il pianeta»
nell'ambito di La Francia in scena, questo concerto è co-prodotto dal Palazzetto Bru Zane - Centre de musique romantique française, dal Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa e dall'Institut français Italia
spettacolo in lingua francese

 

Siamo lontani dal romanzo di Zola, “Il ventre di Parigi”, cioè le Halle, il grande mercato, una sorta di inventario naturalista del cibo, che si ammucchia, si smista, si compra, si vende. Lontani anche dal dipinto che l’autore traccia della borghesia francese, grassa, tutta pancia e niente cuore, che sostiene l'impero di Napoleone terzo, lo stesso che porterà la Francia al disastro di Sedan, soglia della prima guerra mondiale.

Nel bel Chiostro Nina Vinchi, va in scena un'altra Francia, quella golosa, leggera, divertita e divertente, quella della belle époque, dei cappelli piumati di Toulouse Lautrec. Le note di un pianoforte, di un violino e di un violoncello accompagnano i quattro cantanti che rendono omaggio al cibo, alla tavola, alternando arie da chansonnier a briose pagine di Hervé, Offenbach, Lecocq, Audran o Serpette. La gastronomia come fonte di felicità ha infatti attraversato la società francese dell'Ottocento ed è stata oggetto della canzone popolare, dell'opera e naturalmente dell'operetta, cui Hervé prima e Offenbach poi danno nuovo vigore.

Le arie ci raccontano, tra un cosciotto d'agnello, un'anguilla ed una testina, di come sia impossibile vivere di acqua e amore. Dunque serve ogni mattino un bicchiere di Chambertin. Bibi canta poi che non ama lo sciroppo, piuttosto vino e champagne che lo aiutano anche a trovare coraggio con le donne. Vi è un' ode anche all'aperitivo, che rende il nostro spirito più attivo, il cuore più gaio ed espansivo, il linguaggio più sbrigativo e, senza apparir eccessivi, è il migliore stimolante per l'apparato digestivo! Certo, c'è il rischio di ubriacarsi un po', ma silenzio non si dice. Nè bisogna scandalizzarsi se parlando ci si impappina, se si cammina a zig e zag. Il vino è cosi eccellente, che si può correre il rischio. C'è anche l'inno alla tavola, al mangiare insieme, alla convivialità che rende il burbero più amabile, la vecchia più baldanzosa, lo stupido più sensato. Come potrebbe arrivare il sognatore con la pancia vuota alla gloria agognata?

Spettacolo fresco. Unico neo: l'acustica e la condivisione dello spazio con i clienti del ristorante del chiostro i quali, prendendo alla lettera Lecocq e il suo inno alla tavola “mangiavano, bevevano e, rinvigoriti”, vociavano incuranti del pubblico e delle noti musicali.

 

Chiostro Nina Vinchi - via Rovello 2 (M1 Cordusio), Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 848800304
Orario spettacolo: mercoledì 11 giugno ore 21.30
Biglietti: ingresso gratuito con prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Durata: 70 minuti senza intervallo

Articolo di Raffaella Roversi
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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