Le Serve - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Mercoledì, 04 Ottobre 2017 

Dal 3 al 15 ottobre il Piccolo Teatro Grassi mette in scena “Le Serve” per la regia di Giovanni Anfuso. Il dramma in atto unico fu scritto da Jean Genet nel 1947 ed è ispirato a un evento di cronaca nera risalente al 1933 - due cameriere massacrarono la padrona e sua figlia dopo essere state riprese per un futile motivo - che colpì molto l’autore, da sempre affascinato dagli emarginati, gli oppressi e i reietti.

 

Produzione Teatro e Società presenta
LE SERVE
di Jean Genet
traduzione Gioia Costa
regia Giovanni Anfuso
con Anna Bonaiuto, Manuela Mandracchia, Vanessa Gravina
scene Alessandro Chiti
light designer Umile Vainieri
costumi Lucia Mariani
musiche Paolo Daniele

 

È sera, la Signora è uscita e le sue due cameriere, le sorelle Clare e Solange, sono sole in casa. Come sempre, dunque, si ritrovano nella bella camera da letto padronale per mettere in scena la loro cerimonia: una specie di teatrino, in cui una delle due interpreta la Signora, imitandone i gesti e le parole e indossandone i vestiti, e l’altra gioca il ruolo della sorella. Ogni sera la “Signora” di turno opprime la povera domestica, la insulta e la sminuisce con ogni mezzo possibile, e ogni sera quest’ultima si ribella e in uno scoppio d’ira gloriosa uccide la padrona. Dopo la conclusione del rito, le due sorelle si ricompongono e mettono a posto la stanza in attesa del ritorno a casa della vera Signora.

La sera in cui è ambientato il dramma, però, c’è qualcosa di diverso. Le sorelle sono troppo agitate: si sono spinte fino a un punto di non ritorno nella loro finzione di vendicarsi della padrona, perché hanno sfiorato la dimensione della vita reale, e questo avrà sicuramente delle conseguenze. Per evitarle, Clare e Solange decidono di uccidere davvero la Signora con una tisana avvelenata, ma completare l’atto che hanno più volte immaginato risulterà essere più difficile di quello che pensavano, così la tragedia avrà una conclusione inaspettata.

La rappresentazione in scena al Teatro Grassi è interpretata da Anna Bonaiuto (Solange), Manuela Mandracchia (Clare) e Vanessa Gravina (la Signora) e si svolge in una camera da letto riccamente e densamente arredata. I toni prevalenti sono quelli scuri del verde e sulle pareti campeggiano specchi alti e gigantografie di Madame in pose sensuali. L’effetto d’insieme è cupo e opprimente, proprio come oppresse sono le due serve, colte nel momento di mettere in atto la loro cerimonia.

È evidente fin da subito che quelli magistralmente dipinti da Anna Bonaiuto e Manuela Mandracchia sono personaggi spezzati, profondamente segnati da una vita che forse non ha mai regalato loro alcuna gioia e non necessariamente per colpa della padrona, che è sì un elemento frustrante nelle vite delle due cameriere, ma in un modo del tutto inconsapevole. La Madame di Vanessa Gravina è bellissima, sensuale e prepotentemente frivola; una donna che recita il suo dramma perché è consapevole che la tragedia le dona e che considera le sue domestiche come le spalle del suo spettacolo personale. Se i suoi sbalzi d’umore sono repentini e inconsistenti, quelli delle due sorelle - che si odiano e si amano alla stessa maniera, opprimendosi, perché l’oppressione è tutto quello che abbiano mai conosciuto -, invece, sono via via più frequenti e tendenti al parossismo nevrotico.

La tensione nell’animo delle due sorelle è accentuata dal cambiamento delle luci e della scena stessa - le gigantografie di Madame si trasformano in una selva oscura: è qui che comprendiamo che la stanza in cui si svolge la vicenda non è tanto fisica, ma costruita nella mente di Clare e Solange -, a cui si accordano i costumi di Lucia Mariani. La sensualità e la frustrazione erotica del testo di Genet sono rese in modo sottile tanto attraverso i costumi - notevole l’attenzione per gli indumenti intimi: sottovesti, parigine, reggicalze, vesti da camera - e l’apprezzabilissima interpretazione delle tre attrici in scena.

Soprattutto la Bonaiuto e la Mandracchia si barcamenano egregiamente nell’intricata alternanza tra finzione e realtà, i cui confini, sempre nebulosi, scompaiono completamente dall’uscita di scena della Signora, tutta frizzi, lazzi e champagne, per raggiungere il climax del finale.

La favola noir di Genet portata in scena da Giovanni Anfuso al Teatro Grassi si dipana così per un’ora e mezza di spettacolo senza intervalli, in cui tra crisi, suggestioni provocatorie e battute dissacranti lo spettatore affronta un’analisi inquietante e sorprendentemente lucida del rapporto tra oppresso e oppressore.

Note:
Jean Genet: Parigi 1910 - 1986. Scrittore, drammaturgo e poeta francese dall’animo tormentato. Intreccia vita vissuta e opere d’arte così strettamente che anche nella sua biografia è difficile discernere la verità dalla finzione. Nei suoi lavori dimostra attenzione verso gli emarginati della società, i reietti e gli animi fragili, e una tensione erotica che si esprime in reazioni violente.
Cerimonia: Clare e Solange definiscono più volte il loro gioco di ruolo in questo modo.
Madame: la Signora, nel testo in lingua originale.


Piccolo Teatro Grassi - via Rovello 2, Milano (M1 Cordusio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/42411889, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16, lunedì riposo
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata spettacolo: 90 minuti

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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