Le relazioni pericolose - Teatro Sala Uno (Roma)

Scritto da  Giovedì, 29 Ottobre 2009 

Dal 20 ottobre al 15 novembre 2009. Potremmo definire eroica l’impresa in cui si è cimentato Rinaldo Felli nel portare in scena quel “Le relazioni pericolose” che diede i natali ad un tanto celebre quanto meraviglioso film del 1988. Un suicidio premeditato? Ebbene, sono lieto di poter dire che non è così.

 

 

 

 

TEATRO SALA UNO - Roma

Dal 20 ottobre al 15 novembre 2009

LE RELAZIONI PERICOLOSE

versione teatrale di Christoper Hampton

Regia di Rinaldo Felli

 

PERSONAGGI E INTERPRETI:

VISCONTE DI VALMONT         Francesco Mastrorilli

M.ME MERTEUIL                   Cristina Nicolini

M.ME TOURVEL                    Sabrina Paravicini

CÉCILE                               Gisele Martino

DANCENY                            Eric Gimelli

M.ME VOLANGES                  Stefania Pascucci

M.ME ROSEMONDE                Dedè Furitano

ÉMILIE                                Alessandra Evangelisti

AZOLAN                              Rocco Maria Franco

IL MONACO                          Antonio Gallo

LA CAMERIERA                      Marta Lapiana

LA SERVA                            Maria Pia Iannotta

 

Costumi creati e realizzati da: Bettina Bimbi, Rita Carta e Maria Spigarelli

Musiche originali di PierLuigi Pietroniro

Scenotecnico: Alberto Panciocco

Disegno luci: Gillian McBrige

Assistente alla regia: Lucrezia Lanza

Potremmo definire eroica l’impresa in cui si è cimentato Rinaldo Felli nel portare in scena quel “Le relazioni pericolose” che diede i natali ad un tanto celebre quanto meraviglioso film del 1988. Eroica perché certamente non si può prescindere il paragone con un pezzo da novanta del cinema contemporaneo. Eroica perché gli attori devono vedersela con artisti del calibro di Glenn Close, Michelle Pfeiffer e John Malkovich.

Un suicidio premeditato? Ebbene sono lieto di poter dire che non è così. Che lo spettacolo “Le relazioni pericolose” in scena al Teatro Sala Uno è veramente un bel pezzo di teatro.

Christopher Hampton firmò la sceneggiatura originale del film (con cui vinse un oscar), tratta da “Les liaisons dangereuses”, romanzo epistolare di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos (1782) poi trascritta quasi fedelmente per il teatro e in Italia si conta solo un precedente da palcoscenico, nel 1994,  con la non indifferente firma di un certo Mario Monicelli. Trascurabile il remake cinematografico postumo, Cruel intentions, del 1999, migliore la quasi contemporanea (1989) pellicola, “Valmont”, per la regia di Milos Forman.

Ambientato in una Francia pre-rivoluzionaria, si raccontano le avventure del Visconte di Valmont, nobile decadente, libertino per professione, in eterna sfida con la sua amica/amante,musa, feticcio, la marchesa de Merteuil, sua emula femminile, incarnazione di una delle figure romantiche più affascinanti, incarnazione dell’imminente emancipazione femminile, simulacro dell’invadente pragmatismo asessuato che avvolge il ruolo della donna contemporanea.

“Ho sempre saputo di essere nata per dominare il vostro sesso e vendicare il mio”. Una frase, un destino.

Il testo, condito da aforismi in stile wildiano è uno spaccato modernissimo del rapporto tra i sessi. Le molteplici chiavi di lettura, quella politica (la decadenza della nobiltà in favore del popolo, l’affermarsi dell’emancipazione femminile) e quella sociale (il rapporto tra uomo-donna-potere) rendono lo sviluppo della trama sempre nuovo e intrigante. L’intreccio, vivissimo e geniale, mantiene desto l’interesse nello spettatore come in un oliato gioco ad incastri. Tutti i nodi, nel finale tornano al pettine.

Felli firma una regia fedele e ossequiente al testo originale, mettendo perfino in scena un narratore, struttura portante del romanzo epistolare da cui nasce il testo. Una regia pulita, cinematografica con cambi rapidi, scene sincopate, ritmo velocissimo. Consapevole di una pietra di paragone che non si può nascondere, Felli non nega certamente la paternità cinematografica dello spettacolo ma ne esalta le caratteristiche.

Gli attori, quasi tutti generosi di splendide interpretazioni, non cercano chiaramente il paragone con i colleghi d’oltreoceano ma affrontano i personaggi con lo spirito originario. Senz’altro degni di nota i tre protagonisti. Francesco Mastrorilli (Valmont) regala un interpretazione migliore nel secondo atto, quando si lascia indietro la recitazione leggermente forzata del primo. Sciolto da scene un po’ troppo colorite, il suo Valmont dimostra pienamente la fragilità insita del personaggio che, innamorato, scopre drammaticamente il fianco ai fendenti della marchesa. Lei, la de Merteuil, (una bellissima e affascinante Cristina Nicolini) ci regala un interpretazione magnifica che viaggia alta in tutto lo spettacolo. Un interpretazione giocata su più piani, quella tecnico vocale, quella interpretativa. La sua marchesa è una maschera demoniaca. Il diavolo fatto donna che gioca con le sue pedine; la sua è introspezione viva anche quando muta. Per ultima, ma certamente non per minor bravura, Sabrina Paravicini, che eguaglia tanto in bellezza e somiglianza Michelle Pfeiffer quanto in bravura. La fragilità, la castità. La Paravicini ci regala un personaggio tra l’etereo e il santo, sempre sull’orlo del precipizio dove l’amore, quello vero, a volte può portarci.

Menzione d’onore a Eric Gimelli con il miglior Danceny che abbia mai visto, anche più vivo e sincero dell’originale, semplicemente perfetto; protagonista di quella che probabilmente è il momento migliore dello spettacolo, in un duello di spada che lascerà il pubblico letteralmente senza fiato.

Le Relazioni Pericolose” è senza dubbio una delle sorprese del 2009, un testo portato in scena con grande competenza e capacità, nonché con un valore artistico notevole. Non da meno i costumi, curatissimi fin nei dettagli e gli arredi di scena, mobili in stile sì ma con un attenta ricerca all’arredamento d’epoca. Rinaldo Felli cura una regia con umiltà e sapienza del mestiere e mette mano al testo quel tanto che basta per dare un tagli privato; finale a parte che qui non sveleremo ma che lascia intuire un interpretazione del testo differente dall’originale. Forse si sarebbe potuto osare di più nel nudo, nel mostrare come si viveva il sesso allora, considerando che i letti alla fin dei conti, sono i protagonisti, loro malgrado, della vicenda.

Le musiche forse deludono un po’ le aspettative. Ci si sarebbe aspettato qualcosa di più frizzante e intrigante a sottolineare il ritmo così alto, invece sorretto ma sottofondi al piano molto leggeri e composti.

“Le Relazioni Pericolose” pone senz’altro la pietra di paragone per questo testo nella sua incarnazione teatrale.

Uno spettacolo da non perdere.

 

TEATRO SALA UNO

Roma - P.zza di Porta S. Giovanni, 10

Info e prenotazioni Tel/Fax +39 06 7009329

Biglietti: Costi biglietti:€ 18,00 ; €15,00 ; € 12,00. – Orario spettacoli: dal martedì al sabato re 21,00 la domenica ore 17,30
http://www.salauno.it/

 

Articolo di: Mario Fazio

Grazie a: Ufficio Stampa Maya Amenduni

Sul web: www.salauno.it

 

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