Le Rane - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Domenica, 02 Dicembre 2018 

Dal 27 novembre al 9 dicembre. Dopo lo straordinario successo dello scorso anno al Teatro Greco di Siracusa, tornano “Le Rane” di Aristofane con Ficarra e Picone, in una nuova edizione pensata per i teatri all’italiana. Riuscire a far ridere con un testo di 2500 anni fa, questa è la missione dei due celebri comici: ci riusciranno?

 

LE RANE
di Aristofane
traduzione Olimpia Imperio
con Salvo Ficarra e Valentino Picone
scene Massimo Troncanetti
costumi Francesco Esposito
musiche originali composte ed eseguite dai SeiOttavi: Massimo Sigillò Massara, Alice Sparti, Ernesto Marciante, Germana Di Cara, Kristian A. Cipolla, Vincenzo Gannuscio
assistente alla regia Fabio Condemi
disegno luci Marco Giusti
riprese video Igor Renzetti, Lorenzo Bruno
marionette ispirate alle sculture di Gianni Dessì
realizzazione marionette Einat Landais
maestro di marionette Marzia Gambardella
costruzione marionette Carlo Gilè
preparazione musicale del coro degli iniziati Sei Ottavi
regia Giorgio Barberio Corsetti
Produzione INDA - Istituto Nazionale del Dramma Antico
Riallestimento Teatro Biondo Palermo, Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale, Fattore K

Personaggi e interpreti:
Santia - Valentino Picone
Dioniso - Salvatore Ficarra
Eracle - Roberto Rustioni
Un morto - Gabriele Portoghese
Caronte - Giovanni Prosperi
Corifeo - Gabriele Portoghese
Eaco - Francesco Russo
Ostessa - Valeria Almerighi
Servo - Giovanni Prosperi
Plutone - Giovanni Prosperi
Euripide - Gabriele Benedetti
Eschilo - Roberto Rustioni
Coro di Rane della palude infernale: Kristian A. Cipolla, Germana Di Cara, Vincenzo Gannuscio, Alice Sparti, Massimo Sigillò Massara, Ernesto Marciante
Coro dei sacri iniziati ai Misteri Eleusini e Marionettisti: Danilo Carciolo, Chiara Cianciola, Roberta Giordano, Elvio La Pira, Mariachiara Pellitteri


Riuscirà la cultura a salvare la società contemporanea da un’involuzione che sembra essere irreversibile? Un interrogativo che pare quanto mai attuale tormentava il commediografo greco Aristofane 2500 anni fa, spingendolo a scrivere quest’opera.

La storia è nota. La guerra del Peloponneso, durata trent’anni, lasciava Atene vessata e senza più nessun poeta e drammaturgo valido che fosse in grado di elevare lo spirito dei cittadini; per far fronte a questa aridità spirituale, Aristofane immagina Dioniso ed il suo servo Santia che si recano nell’Ade per riportare nel mondo dei vivi Euripide, scomparso un anno prima. Dioniso, giunto nel regno dei morti, dopo aver fatto sfidare Eschilo ed Euripide in una battaglia all’ultimo verso, decide, nonostante la sua amicizia consolidata con Euripide, di riportare con sé Eschilo in cui riconosce le qualità morali elevate utili a risollevare il proprio Paese, di fatto esplicitando la preferenza di Aristofane per una poesia ispirata a valori classici.

Giorgio Barberio Corsetti riprende il testo tradizionale conservandone lo spessore semantico ed arricchendolo con i rimandi comici affidati alla coppia consolidata formata da Salvo Ficarra, nei panni di Dioniso, e Valentino Picone, in quelli del servo Santia, nell’abituale antagonismo comico cattivo/buono, il dio prepotente e vigliacco e lo schiavo vittima.

Elemento di forza dello spettacolo, altrimenti a tratti un po' artificioso nell’introduzione della comicità, sono le musiche ed il canto dei Sei Ottavi che, in un’interpretazione a cappella che funge da vera e propria orchestra vocale, danno vita ad un piacevolissimo e divertente coro delle rane canterine e musicano le voci del Coro degli Iniziati ai Misteri Eleusini, interpretati dagli allievi dell’Accademia del Dramma Antico e capitanati dal corifeo Gabriele Portoghese. Il massivo e piacevole ausilio della musica rende scorrevole e più fruibile il testo classico, trasformando i tempi in quelli di un musical.

Altro elemento da non trascurare sono le essenziali scenografie di Massimo Troncanetti, impreziosite dalle marionette di cartapesta realizzate da Einat Landais, su ispirazione delle sculture di Gianni Dessì, e costruite da Carlo Gilè: il risultato è quello di moltiplicare i piani della scena, effetto amplificato dalla riproduzione in tempo reale di alcune scene su uno schermo posizionato in fondo al palco.

A chiudere lo spettacolo un breve video che ricorda il tema della conflittualità tra due modi diversi di fare letteratura, un’intervista realizzata da un giovane Pier Paolo Pasolini ad un anziano Ezra Pound, la cui riconciliazione è condensata nelle parole di Pound a chiusura: “Amici allora… pax tibi… pax mundi”.

 

Teatro Eliseo - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: lunedì ore 13/19, dal martedì al sabato ore 10/19, domenica ore 10/16
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20; mercoledì e domenica ore 17
Biglietti: da 15 € a 35 €
Durata spettacolo: atto unico - 1 ora e 40 minuti

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio, Ufficio stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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