Le prénom - Teatro Parioli Peppino De Filippo (Roma)

Scritto da  Lunedì, 30 Gennaio 2017 

La compagnia del Teatro Stabile di Genova porta in scena al Teatro Parioli Peppino De Filippo di Roma l'opera prima del duo francese Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière, "Le prénom", nota in Italia anche per il suo fortunato adattamento cinematografico "Cena tra amici": uno sguardo tagliente e profondo che incide il velo di ipocrisie sociali che nascondono rancori indicibili.

 

Teatro Stabile di Genova presenta
LE PRÉNOM - CENA TRA AMICI
di Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière
versione italiana Fausto Paravidino
con Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Davide Lorino, Aldo Ottobrino, Gisella Szaniszlò
scene e costumi Laura Benzi
luci Sandro Sussi
regia Antonio Zavatteri
assistente alla regia Mariella Speranza
assistente alle sene e ai costumi Elisa Gandelli
direttore di scena Salvatore Arena
capo macchinista Marco Campora
elettricista e fonico Davide Guido
amministratrice di compagnia Claudia Sario
ufficio stampa Mattia Scarsi
realizzatore e costruttore Angelo Palladino
pittrice elementi scenici Valentina Albino
fotografie di scena Bepi Caroli



Come ogni cena che si rispetti, anche quella "tra amici" (dal titolo dell'adattamento italiano del francese "Le prénom") deve il suo gusto sapido e delizioso all'ottima scelta degli ingredienti. La ricetta vuole che si prendano cinque quarantenni, compagni fin dall'infanzia, oggi ben inseriti nella media borghesia parigina. C'è il professore universitario benpensante e snob, l'intellettuale della sinistra al caviale, ovvero il padrone di casa Pierre Garaud (Alberto Giusta). C'è sua moglie, la donna di casa ossessivo-compulsiva, frustrata dalla promettente carriera accademica che è stata costretta a troncare per dedicarsi alla famiglia, Elisabeth Garaud-Larchet (Alessia Giuliani). C'è il fratello di lei, il provocatore sarcastico ed egocentrico, tutto calcio, pubbliche relazioni e soprattutto soldi, Vincent Larchet (Aldo Ottobrino), con la sua compagna che arriverà in ritardo, Anna Caravati (Gisella Szaniszlò). E infine c'è il migliore amico di Elisabeth, trombonista in un'orchestra sinfonica sospettato di omosessualità, taciturno e pacioso al punto di rifuggire vigliaccamente ogni confronto, Claude Gatignol (Davide Lorino).

Questi ingredienti, o personaggi se preferite, all'inizio vengono dosati con sapienza, come fa Elisabeth nei piatti marocchini che serve ai suoi ospiti nell'elegante salotto di casa. Poi, a un certo punto, qualcosa va storto: Vincent comunica l'inaspettato nome che lui e Anna hanno deciso di dare al loro nascituro figlio, e improvvisamente l'armonia dei sapori va a gambe all'aria, come se un cuoco sbadato avesse rovesciato i vasetti delle spezie. Ed è man mano che la temperatura di cottura si scalda, man mano che il litigio fa emergere la vera natura dei loro rapporti tenuta nascosta sotto un sottile velo di ipocrisie, che spuntano i reciproci difetti, quelli taciuti per anni e che nessuno è pronto a riconoscere, i segreti inconfessabili, i rancori coltivati troppo a lungo. Insomma, che spunta la vera natura umana, che in fondo è il condimento più autentico e genuino di tutti.

Con questa pièce (scritta nel 2010, che ottenne sei nomination ai Prix Molière dell’anno successivo e venne poi trasportata sul grande schermo sia in Francia che in Italia), gli autori all'epoca esordienti Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patelliére danno il via ad un fortunato filone poi ripreso, tra gli altri, dal grande Roman Polanski con il suo "Carnage" e, più recentemente, dal fortunato film italiano "Perfetti sconosciuti", non a caso tutti testi che ritraggono la meschinità di una generazione allo sbando. Con il loro meccanismo drammatico inappuntabile e i loro dialoghi pungenti, i due transalpini colpiscono nel segno, con un'acutezza al tempo stesso profonda e leggera che l'allestimento curato dal Teatro Stabile di Genova riesce a rendere alla perfezione, come testimoniano anche le risate e i numerosi applausi a scena aperta giunti dalla platea del teatro Parioli Peppino De Filippo. Senza mai scordare o farci scordare che sotto allo strato delle ipocrisie e a quello dei rancori se ne nasconde un terzo ancor più celato: quello dei sentimenti e dei legami veri. Che perfino una manciata di intellettuali della gauche non possono fare a meno di provare. Anche se non lo ammetteranno mai.



Teatro Parioli Peppino De Filippo - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.8073040, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: platea € 27, galleria € 22

Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Maurizio Quattrini, Ufficio stampa Teatro Parioli Peppino De Filippo
Sul web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it

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