Le Nuvole - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Sabato, 28 Marzo 2015 

L' Ensemble Stabile Attori di Fondazione Teatro Due di Parma, forse l'unico gruppo di attori italiani che lavora continuativamente in un teatro stabile, presenta all' Elfo di Milano, dal 17 al 29 marzo, dopo “Le rane” del 2010, un'altra sua produzione, “Le Nuvole” di Aristofane. Il suo stile meta-teatrale, comico e vitale, crea divertimento, attimi di smarrimento e tante risate. La regia è congiunta: Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio, Luca Nucera, Tania Rocchetta, Marcello Vazzoler. Colpisce la ricerca dell' arte scenica. Belle le musiche di Alessandro Nidi e le luci di Luca Bronzo.

 

Produzione Fondazione Teatro Due presenta
LE NUVOLE
di Aristofane
interpretato e diretto da Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio, Luca Nucera, Tania Rocchetta, Marcello Vazzoler
musiche Alessandro Nidi
luci Luca Bronzo
costumi Emanuela Dall’Aglio

 

Se Tespi attraversava la Grecia con il suo noto carro, l'ensemble arriva sul palco dell'Elfo a bordo di un vecchio macchinone color celeste cielo, che poco dopo va in panne. Ne scendono cinque attori, tre uomini e due donne. Gli uomini hanno un che di macedone, con tanto di gonnelline, calze e pennacchietti rossi ai polpacci. Le donne hanno abiti bianchi, ingombranti e vaporosi. Sono venuti per recitare la commedia di Aristofane, “Le Nuvole”, annunciano con un grande megafono.

Le Nuvole, nella commedia di Aristofane, sono i cattivi consiglieri che, cominciando con lo scalzare le divinità, finiscono con l'erodere i pilastri giuridici e sociali del vivere civile, per un proprio utile. In particolare Aristofane critica i sofisti ed il loro atteggiamento mentale e comportamentale che li porta a dire tutto e il contrario di tutto, a mutare, proprio come le nuvole, aspetto e pensiero secondo la loro convenienza.

Il gioco meta-teatrale dell’ensemble comincia da subito e gli attori diventano, quasi a loro insaputa, i personaggi, che si muovono nella nostra realtà. Protagonista è un uomo semplice ed ignorante, Strepsiade. Suo figlio Filippide però, sembra pensare solo ai cavalli e alle corse e per questo sta accumulando debiti che incombono sul padre. Dopo l'ennesima notte insonne, egli decide di mandare il figlio nel “pensatoio”, la scuola socratica. Davanti alla riluttanza del figlio, decide di andarci lui stesso per imparare, con la cultura, a difendersi dai creditori.

Nel Pensatoio apprende da un discepolo di Socrate alcuni suoi prodigi: Socrate è stato capace, immergendo i piedi di una pulce nella cera sciolta, di contare quanti passi questa possa percorrere con un salto; oppure ha capito che il ronzio della zanzara viene da “rumori intestinali”. Inizia così l'educazione di Strepsiade che però non conduce a grandi risultati, tanto che il figlio prende il suo posto. Ne esce affettivamente cambiato, arrogante, senza scrupoli. Un “furbetto del quartierino” che ha imparato il “Discorso Ingiusto” che, anche se tale, ha la meglio su quello giusto perchè riesce a sconvolgere l'idea stessa di giustizia. Così il figlio arriva sì a far scappare i creditori lanciandosi nella finanza creativa, ma anche a rivoltare l'ordine costituito: picchia il padre, ritenendo che sia giusto, e si accinge a fare lo stesso con la madre. A questo punto Strepsiade si pente di aver frodato i creditori e, prima che il figlio possa arrivare a picchiare la madre, incendia il Pensatoio.

La comicità e la fisicità degli attori, unite alla forza della scena, fanno forse, talvolta, perdere di vista il testo di Aristofane. Ma la vitalità e le risate che regala l'ensemble, le sue trovate, sono travolgenti. Il non senso sembra talvolta disorientare il pubblico che però poi ritrova il senso, cioè la direzione razionale della commedia, della vita e della storia dell'uomo. Perchè il percorso umano è un continuo divenire, una perenne dialettica tra senso e non senso. Viene da chiedersi: aveva ragione Solone a bandire Tespi e il suo teatro perchè "Se noi onoriamo la menzogna nei nostri spettacoli, la troveremo ancora nelle nostre promesse più sacre", o aveva ragione Tespi a portarla dal cuore della polis sul palco?

 

Teatro Elfo Puccini (Sala Fassbinder) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 16.30
Biglietti: intero € 30.50, martedì posto unico € 20, ridotto <25 anni - >65 anni € 16, scuole € 12, sostenitore € 40.50
Durata: 115' con intervallo

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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