Le mammelle di Tiresia - Teatro Trastevere (Roma)

Scritto da  Domenica, 17 Marzo 2019 

Dal 12 al 17 marzo. La compagnia “hangar duchamp”, diretta da Andrea Martella, al suo secondo lavoro dopo l’esordio, nella scorsa stagione, con “Il Cuore a Gas”, opera dadaista di Tristan Tzara, porta in scena, al Teatro Trastevere, il dramma surrealista di Guillaume Apollinaire “Le Mammelle di Tiresia”. Uno sberleffo al machismo ed un grido di emancipazione femminile, mai così necessario in tempi come questi in cui la recrudescenza medioevale si fa sempre più sfacciata e selvaggia.

 

L'Associazione Culturale Teatro Trastevere in collaborazione con hangar duchamp presenta
LE MAMMELLE DI TIRESIA
dramma surrealista in due atti e un Prologo
di Guillaume Apollinaire
regia Andrea Martella

Personaggi ed interpreti
Teresa-Tiresia / La Cartomante: Simona Mazzanti
Il Marito: Flavio Favale
Il Gendarme: Edoardo La Rosa
Il Chiosco / Presto / Il Figlio: Vania Lai
La Giornalista parigina / Lacouf / Una Signora: Giorgia Coppi
Il Direttore / Il Popolo di Zanzibar: Walter Montevidoni

ambienti sonori Attila Mona
disegno luci Pietro Frascaro
costumi Anthony Rosa
installazione scenografica Valerio Giacone *
foto Manuela Giusto *
* per gentile concessione della galleria d’arte FABER [un ringraziamento a Cristian Porretta]

 

Con "Le mammelle di Tiresia", Apollinaire dipinge un affresco sarcastico dell’antico mito dell’indovino Tiresia, costretto a cambiar sesso come punizione per aver disturbato il coito di due grandi serpenti. Messa in scena, per la prima volta, nel giugno 2017, l’opera conserva tutta la sua attualità ed urgenza nell’infinita battaglia per l’emancipazione femminile, che sembrava conquistata negli anni ’60 ed ora appare, purtroppo, di nuovo, violentemente usurpata da una società sempre più maschilista e sempre meno umana.

La protagonista è Thérèse-Tirésias, moglie che si ribella al ruolo di remissiva consorte a lei destinato e conquista i vertici del potere. Resta sminuita, però, nell’opera dell’autore francese, la tempra del genere femminile che, per divenire forte, è costretto a lasciar volare via caratteristiche essenziali come i seni. Vedremo, infatti, l’ex marito, interpretato da Flavio Favale, avvolto da un abito da sposa, indebolirsi e trasformarsi in una donna. Rivendica, nelle sue nuove vesti, il compito di mettere al mondo dei figli, tanti, una corposa manovalanza, 49.051 bambini in un solo giorno, che gli garantiranno una copiosa sussistenza, fama e nuovi pretendenti.

La regia conserva lo spirito surrealista dell’opera, tratteggiando in modo brillante i singoli personaggi e sostenuta da efficaci accompagnamento musicale ed ambientazione sonora. I rimandi “pop” ed infantili rendono l’opera giocosa e spumeggiante. I dettagli ed i movimenti in scena sono curati e ben distinti. Pregevoli i costumi. Ben caratterizzati i personaggi, in veste singola e corale, sostenuti da una recitazione puntuale ed efficace. Un valore aggiunto lo offre l’installazione artistica che resta sul fondo della scena, offerta dall’artista Valerio Giacone. Uno spettacolo piacevole, che diverte e ci ricorda che una società che non rispetta le proprie donne è destinata ad estinguersi, a buona ragione.

 

Teatro Trastevere - Via Jacopa de'Settesoli 3, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5814004 – 328/3546847, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (tessera associativa 2€)

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Vania Lai, Ufficio stampa Teatro Trastevere
Sul web: www.teatrotrastevere.it

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