Le luci di Laramie - Piccolo Teatro Campo d’Arte (Roma)

Scritto da  Laura Branchini Sabato, 18 Ottobre 2008 

Piccolo Teatro Campo d’Arte, Roma. Dal 16 ottobre al 2 novembre 2008. E' il 3 Ottobre 1998: Matthew Shepard, ragazzo ventunenne del Wyoming, muore assassinato perché omosessuale. La ferocia di quell’evento colpì l’opinione pubblica e da allora si erge a simbolo della lotta all’intolleranza. “Le luci di Laramie” rievoca i fatti che portarono alla tragedia di quei giorni attraverso le testimonianze degli abitanti della piccola cittadina.

 

 

Piccolo teatro “Campo d’Arte”, Via dei Cappelari 93 (zona campo dei fiori) - Roma

Dal 16 ottobre al 2 novembre, dal giovedì alla domenica alle 21.00

Le luci di Laramie di Massimo Stinco, tratto da “The Laramie Project” di Moises Kaufman

Regia di Gianluca Ferrato

Con: Alessandro Tirocchi, Annabella Calabrese, Emanuela Maiorani, Gianpiero Pumo, Guido Saudelli, Igor Petrotto, Imma Dante e Valentina Chisci.

 

Chi non ricorda il barbaro assassinio di Matthew Sephard, giovane gay di appena ventuno anni, trovato legato ad una palizzata in aperta campagna nei pressi della tranquilla cittadina di Laramie? Era il 3 ottobre del 1998 e il giovane Matthew non sopravvisse alle torture subite. Morì dopo 6 giorni di coma.

Un anno dopo, Moises Kaufman mise in scena “The Laramie Project”, con la sua compagnia newyorkese, proponendosi di far rivivere i fatti di quei giorni attraverso le testimonianze dei cittadini di Laramie, persone della vita di Matthew o quelle coinvolte nei fatti.

Gianluca Ferrato riprende il testo di Moises Kaufman e manda in scena un gruppo di giovanissimi che animano, nel piccolo teatro, la cittadina di Laramie.

In un’ambientazione essenziale, gli attori si prestano a continui cambiamenti di personaggi e situazioni. I loro costumi di scena? Semplici vestiti bianchi. Ma non hanno bisogno di altro, loro. Così, semplici e neutri, sono pronti a balzare da un punto all’altro della vicenda, senza mai confonderci e tenendo sempre vivi interesse e attenzione. Basta qualche oggetto tirato fuori all’occorrenza e la scena è pronta. Sempre chiare e ben delineate le loro personalità, che spaziano dalla maestra della scuola di Mat, al poliziotto, a Matthew, ai suoi aguzzini.

Gli spazi ridotti del Piccolo Teatro Campo d’Arte giocano a favore in questo viaggio rievocativo. Lo spettatore è letteralmente trasportato nella piccola cittadina ed è faccia a faccia con i suoi abitanti. Per non parlare dell’emozione travolgente che ne deriva.

Il ritmo è sempre quello giusto. Sostenuto e senza un attimo di vuoto, ma mai frenetico o caotico. Il giusto spazio ad ogni emozione, insomma.

Una perfetta coordinazione che è la firma di una premurosa regia.

Uno spettacolo da vedere per chi è disposto a lasciarsi guidare in un viaggio toccante e vedere nel profondo di ciò che accaduto. Impossibile non commuoversi.

 

 

Articolo di: Laura Branchini

Grazie a: Teatro Campo d’Arte

Sul Web: MySpace - www.campodarte.com - www.gianlucaferrato.com

 

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