Le donne gelose - Piccolo Teatro Studio Melato (Milano)

Scritto da  Mercoledì, 28 Ottobre 2015 

Al Piccolo Teatro Studio, dal 22 ottobre al 22 novembre, va in scena in prima assoluta Le donne gelose di Carlo Goldoni, la nuova produzione del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Giorgio Sangati, dipingendo una Venezia scura, tra culto del denaro e angosce di miseria.

 

Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa presenta
LE DONNE GELOSE
di Carlo Goldoni
regia Giorgio Sangati
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci Claudio De Pace
trucco e acconciature Aldo Signoretti
con (in ordine alfabetico) Fausto Cabra, Leonardo De Colle, Federica Fabiani, Elisa Fedrizzi, Ruggero Franceschini, Sara Lazzaro, Valentina Picello, Paolo Pierobon, Marta Richeldi, Sandra Toffolatti
e con Alfonso De Vreese, Benedetto Patruno e Marco Risiglione (allievi corso Luchino Visconti della Scuola Luca Ronconi del Piccolo Teatro)
assistente scenografa Giulia Breno
assistente costumista Sara Gomarasca
assistenti alla regia volontari Valeria De Santis, Andrea Tonin
in dialetto veneziano con sovratitoli in italiano

Personaggi ed interpreti:
Lucrezia Sandra Toffolatti
Giulia Valentina Picello
Boldo Paolo Pierobon
Tonina Marta Richeldi
Todero Leonardo De Colle
Orsetta Sara Lazzaro
Chiaretta Elisa Fedrizzi
Baseggio Ruggero Franceschini
Arlecchin Fausto Cabra
Siora Fabia Federica Fabiani
Maschere/servitori del ridotto Alfonso De Vreese, Benedetto Patruno e Marco Risiglione (allievi del Corso Visconti della Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa)

 

Fedeltà, quasi per ossimoro, è la prima parola che viene in mente per descrivere “Le donne gelose” in scena al Piccolo Teatro di Milano.

Fedeltà all’autore, perché la commedia di Goldoni viene messa in scena come il commediografo veneziano avrebbe voluto, rispettandone tempi, modi, stile e soprattutto spirito.

C’è, infatti, nella messa in scena firmata da Giorgio Sangati tutto il sapore della Venezia dei bottegai, dei giocatori d’azzardo, delle sale da caffè, del carnevale più suggestivo della penisola. C’è un languore che emerge in questa città di laguna di fine Settecento, ma quasi impercettibilmente, nascosto ad arte dalla cadenza della pièce, tesa e vibrante tanto da rendere piacevoli tre ore di spettacolo, per di più in dialetto veneziano, anche se con sottotitoli.

Una regia di impianto tradizionale, che rifiuta con fermezza lungaggini e artificiosità, concentrandosi invece sul ritmo giocoso e vivace che la scrittura richiede, senza risparmiarci critiche al vetriolo che, sebbene rivolte alla borghesia veneta di quattro secoli fa, ben si adattano anche alla nostra società.

In un freddo febbraio veneziano, due coppie (Giulia e Boldo, Tonina e Todero) della media borghesia conducono una tranquilla vita coniugale basata sull’astio e il disamore, coltivando invidie e gelosie, mentre i più giovani (Baseggio, Orsetta, Chiaretta) si perdono tra ripicche e capricci amorosi.

Tra Giulia e Boldo volano insulti e botte, perché quest’ultimo frequenta spesso la casa di una vedova, indipendente e “chiaccherata”, la Signora Lucrezia, scatenando sospetti e gelosie nella consorte.

La stessa donna è motivo di scompiglio tra Tonina e Todero, perché quest’ultimo si reca spesso dalla vedova, generando liti e incomprensioni con la moglie.

Entrambi i mariti frequentano sì la Signora Lucrezia per soddisfare un vizio, ma non di lussuria si tratta bensì di gioco. Boldo gioca al lotto, e chiede alla vedova consigli sui numeri da giocare; Todero è un giocatore di carte e va a fare visita alla donna per chiedere soldi per poter pagare i debiti di gioco.

Momenti di raffinata ed irresistibile comicità legano gli episodi fino al lieto fine. Irruento e vigoroso Boldo non ha pietà quando si scaglia contro la moglie con ingiurie e botte a cui lei risponde con la stessa moneta, scivolando a volte nel grottesco. Dai toni meno aggressivi sono i rapporti tra Tonina e Todero che coltivano comunque rancore e ostilità.

Ma la “chicca”della commedia è la signora Lucrezia, splendidamente interpretata da Sandra Toffolatti; artefice di dialoghi in veneziano godibilissimi, porta in scena una comicità audace ma mai volgare, pur interpretando la donna “chiacchierata”, trasgressiva per la sua indipendenza, avida ma onesta, sguardo lucido e impietoso su una società opaca.

Altro personaggio femminile carismatico è Giulia, interpretata da Valentina Picello, irruenta nei modi e nei toni, incapace di trattenere la propria verve nei confronti di un marito che la vorrebbe zitta e accondiscendente, tratteggiando un bizzarro rapporto coniugale.

Interpretazione di alto livello da parte di tutti gli attori, che con sapiente lavoro di mimica, di voce e di gestualità hanno superato “la barriera” del dialetto veneziano, valorizzandone il colore.

L’impianto scenico ha ricreato una Venezia buia, quasi spettrale, ma ha mantenuto alcuni tratti essenziali come l’acqua alta, con pedane montate appositamente, le piogge (proiettate sul fondo) e il tradizionale carnevale con le maschere caratteristiche.

 

Piccolo Teatro Studio Melato - via Rivoli 6, Milano (M2 Lanza)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 848800304
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16; lunedì riposo
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata: 3 ore compreso intervallo

Articolo di: Laura Timpanaro
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro
Sul web: www.piccoloteatro.org

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