Le cinque rose di Jennifer - Teatro dell’Orologio (Roma)

Scritto da  Sabato, 29 Ottobre 2011 
Le cinque rose di Jennifer

Dal 19 ottobre al 6 novembre. Nel venticinquesimo anniversario della sua prematura morte, la messa in scena dello spettacolo “Le cinque rose di Jennifer” vuole essere un sentito omaggio ad Annibale Ruccello, commediografo, attore e regista tra i più promettenti della scena campana degli anni Ottanta.

 

 

 

 

 

Compagnia Teatro Il Quadro presenta

LE CINQUE ROSE DI JENNIFER

di Annibale Ruccello

regia di Agostino Marfella

con Leandro Amato e Fabio Pasquini

scene e costumi Carlo De Marino

voci della radio Gioia De Marchis Giannini e Enzo Avolio

foto Pino Le Pera

luci Zothause

 

Sin dalla sua opera di esordio “Il Rione”, commedia in due atti scritta nel 1973, Annibale dimostra una particolare propensione e sensibilità ai temi della cultura popolare perché è lì che l’emarginazione, la solitudine e l’abbandono si manifestano con tutta la loro drammaticità, quella stessa “ghettizzazione” che per certi versi il grande commediografo napoletano aveva vissuto sulla propria pelle.

Temi questi che vengono sviluppati e declinati in forme diverse ma sempre con la medesima delicatezza artistica e al tempo stesso crudezza espressiva, che ne evidenziano il carattere di attualità e concretezza cinica, riuscendo con un taglio netto e brusco a squarciare la coltre di perbenismo maniacale imperante, catapultandoci in uno spaccato di vita reale fatto di disagio inespresso e sofferenza inascoltata.

La sua capacità di scrittura e di messa in scena vengono confermate anche con le sue successive commedie “Notturno di donna con ospiti” e “Weekend” del 1983 e con quest’ultima opera in particolare vince il premio IDI under 35. Nel 1985 scrive il suo capolavoro, la commedia  “Ferdinando”, con la quale vince ben due premi IDI, uno, nello stesso anno, come testo teatrale, e un secondo nel 1986, come migliore messinscena, curata dallo stesso autore con la scenografia di Franco Autiero. A completare la sua commediografia  “Anna Cappelli” e “Mamma”: piccole tragedie minimali, scritte nel maggio del 1986.

Ritornando a “Le cinque rose di Jennifer”, in scena al Teatro dell’Orologio fino al 6 novembre, le numerose versioni sinora rappresentate dimostrano come questo testo abbia acquisito uno spessore stilistico affermandosi come un classico della drammaturgia contemporanea.

Nella messa in scena di Agostino Marfella, come lo stesso regista ha sottolineato, vengono messe in risalto atmosfere antinaturalistiche attingendo alla tradizione nordica dei Kammerspiel, conferendo all’intera rappresentazione un clima di “suspence” e di tensione psicologica.

La commedia è incentrata sul mondo dei travestiti ed è ambientata in un monolocale della zona degradata di Napoli in cui Jennifer vive, tra rituali programmati, l’attesa spasmodica della telefonata di Franco, amante forse mai esistito, in cui Jennifer riversa tutte le sue speranze di riscatto dalla propria condizione di solitudine e abbandono.

La sua attesa viene sistematicamente disillusa dalle telefonate che per sbaglio pervengono alla sua utenza a causa di un problema tecnico, ma queste sono l’occasione per entrare nel mondo intimo e nella sensibilità di Jennifer permettendoci di condividere le aspettative, le speranze, le violenze, e le illusioni di cui il nostro protagonista è vittima.

L’interpretazione di Leandro Amato merita un apprezzamento senza riserve per la capacità di esprimere il degrado e lo squallore di una dolorosa condizione di isolamento, riuscendo a conciliarla con momenti di sensibile comicità interpretativa che contribuiscono a disegnare un personaggio completo e di grande spessore umano.

A lui si aggiunge Fabio Pasquini, nel ruolo di Anna, il travestito che chiede ospitalità nell’appartamento di Jennifer; l’attore riesce, attraverso una recitazione intensa, a mettere in scena un personaggio ambiguo e misterioso, producendo un clima da thrilling psicologico e garantendo cosi l’incalzante tensione che ci condurrà verso il drammatico epilogo.

La scenografia particolarmente suggestiva, priva di elementi strutturali, è caratterizzata da uno spazio metaforico in cui primeggiano una serie di oggetti che caratterizzano la quotidianità di Jennifer, dalle scarpe con vertiginosi tacchi a spillo ai vestiti da sera particolarmente eleganti fino ad arrivare al simbolico vaso con le cinque rose rosse, anelito di una vita di passione  auspicata ma mai vissuta, il tutto inserito in un quadrato fatto di petali di un rosso intenso quasi a delimitare un’area di degrado e violenza.

Particolarmente intenso e di determinante efficacia emotiva è risultato il disegno luci che, quale innegabile valore aggiunto, ha impreziosito ogni istante della commedia scandendo i cambi emotivi dei vari momenti drammaturgici, accompagnando lo spettatore con discrezione nella sofferenza di Jennifer.

 

Teatro dell’Orologio - via dei Filippini 17/a (Corso Vittorio Emanuele,Piazza della Chiesa Nuova)

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/97840472

Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle 21,15 - la domenica alle 17,30

Biglietti: intero 12,00 €, ridotto 10,00 €

 

Articolo di: Dino De Bernardis

Grazie a: Ufficio Stampa Maya Amenduni

Sul web: www.teatrorologio.it

 

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