Le Bal - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Sabato, 22 Ottobre 2016 

E’ stato prorogato a grande richiesta fino al 27 ottobre e il consiglio è di approfittare dell’occasione. Le Bal” è un originale e travolgente excursus a suon di musica e ballo attraverso 60 anni di storia d’Italia, dalla guerra mondiale al crollo delle torri gemelle. Un racconto senza parole in cui la forza comunicativa è nei corpi, nei dettagli, nei passi di danza. Il microcosmo di una balera che si dipana in una Storia più grande dando vita ad un affresco potente, vivido e dettagliato. Una colonna sonora di hit intramontabili, un cast numeroso e giovane dalla forte intensità espressiva, le coreografie precise e intriganti. Il risultato è uno spettacolo carico d’energia e novità.

 

L'isola trovata e Viola Produzioni presentano
LE BAL - L'Italia balla dal 1940 al 2001
da “Le bal”, una creazione del Théâtre du Campagnol
da un’idea e nella regia di Jean-Claude Penchenat
con Giancarlo Fares, Sara Valerio, Alessandra Allegrini, Riccardo Averaimo, Alberta Cipriani, Vittoria Galli, Alice Iacono, Matteo Lucchini, Francesco Mastroianni, Davide Mattei, Matteo Milani, Pierfrancesco Perrucci, Maya Quattrini, Michele Savoia, Patrizia Scilla, Viviana Simone
coreografie Ilaria Amaldi
scenografie Marco Lauria
costumi Francesca Grossi
disegno luci Luca Barbati
sound designer Giovanni Grasso
uno spettacolo di Giancarlo Fares

 

E’ un’esplosione di energia, “Le Bal”, spettacolo a base di note, danze e colori sull’Italia dagli anni Quaranta al 2001. E sebbene l'idea originale di questo format modellabile su ogni tipo di cultura o Paese e ideato dal Théâtre du Campagnol di Jean-Claud Penchenat risalga ormai al 1981 e ne siamo già stati tratti almeno due allestimenti prestigiosi (l’evento teatrale di Giancarlo Sepe e il film Oscar “Ballando ballando” di Ettore Scola), lo spettacolo continua a risultare nuovo e godibilissimo. E’ ora in scena, prorogata fino al 27 ottobre, al Teatro Sala Umberto di Roma, la versione diretta da Giancarlo Fares con le coreografie di Ilaria Amaldi.

Una lunga storia racchiusa tra due momenti drammatici - lo scoppio della guerra e il crollo delle torri gemelle - ma arricchita da tanti sapori diversi. E' la storia di un conflitto mondiale che strappa gli uomini alle proprie donne e costringe gli uni al fronte e le altre a lavorare in povertà. Del fragore dei bombardamenti, della paura, dell'odio del nazismo. E’ la storia dell'arrivo degli Americani, della libertà, della voglia di divertimento, di twist, tip tap, rock. E' la storia di violenze, droga e repressioni. Delle comitive in spiaggia, degli amori estivi, delle prime fotografie. E’ la storia di alti muri da abbattere. Di boom economici, discoteche, paillettes luccicanti e spalline imbottite. Della ricerca del lusso e del benessere. Di politici corrotti. E' la storia di un isolamento sempre più assoluto, di alienante musica elettronica, di cuffie che tagliano fuori il mondo. E' la storia di schianti d'aerei che il mondo lo cambiano.

Fares confeziona uno spettacolo fluido in cui le azioni sono inanellate una all'altra con naturalezza, attraverso espedienti riusciti e una linea di continuità musicale e narrativa che, senza stacchi netti, passa con grazia da un tono all'altro. Sceglie immagini d’impatto ed efficaci, capaci di trasmettere la gioia di vivere, la seduzione e il desiderio insiti nel ballo e nella musica e riesce a mantenere sempre un approccio leggero nel racconto, seppur senza tralasciare i periodi più cupi e duri.

Ad apertura di sipario, una curiosa sequenza di figure femminili va lentamente a popolare il palco. Otto donne entrano in silenzio una dopo l'altra e sempre in silenzio prendono posto sulle sedie ai lati del palcoscenico, unico elemento di una scenografia, sgombra quanto efficace, fatta di sole luci. Dopo di loro, mentre la voce di Mina canta “E' l'uomo per me”, arrivano gli uomini. Sulla scena c’è un campionario colorato e stravagante di tipologie umane, personaggi volutamente caricati, sopra le righe, stereotipati (il seduttore, l'imbranato, la donna fatale, ecc). Si formano le coppie, si aprono le danze. La balera che accoglie i protagonisti - spazio simbolico da cui si parte e a cui, a chiusura di un cerchio, si farà ritorno a fine spettacolo - inizia a trasformarsi per raccontare la storia d'Italia in un sorta di viaggio nel tempo a passi di danza. Sulla stessa musica le coppie si muovono su propri personalissimi balli che, più che espressione di capacità artistiche, diventano veri e propri rituali di corteggiamento, vorticosi e divertenti, giochi di sguardi, ripicche, abbracci, avances, rifiuti, gelosie, imbarazzi. Ne esce così lo spaccato di un'umanità variegata ma comune. Piccole storie che vanno a intrecciarsi con la grande Storia, quella di una nazione che in sessant'anni ha attraversato momenti bui e rinascite, drammi e gioie. Perché in fondo il vero protagonista della Storia è l’essere umano. Sono necessari i complimenti all’intero giovane cast: sedici ottimi interpreti (quasi sempre tutti contemporaneamente in scena) che nel corso dell'intero spettacolo, non pronunciando una sola parola raccontano alla perfezione ciascun personaggio. In una dimensione non-verbale in cui anche i momenti di silenzio e inazione diventano significativi, senza le parole parlano gli atteggiamenti, gli sguardi, la postura del corpo.

Ancor più irrinunciabile è la lode alle coreografie minuziose e originali curate da Ilaria Amaldi. In uno spettacolo in cui ogni singolo movimento è fondamentale, è ammirevole il lavoro scrupoloso e complesso per cui nessun dettaglio è lasciato al caso e in cui la bella immagine corale dei sedici interpreti si compone di numerosi vividi quadri. Ogni personaggio racchiude in sé un universo, ogni coppia è una storia nella storia, un micro mondo esplicitato da danza e movimenti.

Poi naturalmente c’è la Musica, ennesimo punto di forza dello spettacolo. Coinvolgente, potente, evocativa, contagiosa, epica: la colonna sonora si fa drammaturgia. La storia scorre sulle note delle canzoni più popolari in un riuscitissimo mix di generi, epoche e note; da Mina ai Pink Floyd, da Gloria Gaynor a Luigi Tenco, da Alan Sorrenti a Rita Pavone a Marlene Dietrich, sessant’anni di brani selezionati per simboleggiare vita e costumi di una società.

“Le Bal” è una rievocazione a tutto tondo, non solo di episodi storici ma anche di mode e costumi. Epoca dopo epoca, mentre i costumi cambiano (spesso piovendo letteralmente dal cielo o attraverso rapidi cambi a vista in scena, con le silhouette degli attori che si stagliano in controluce) anche la musica si trasforma, gli inni fascisti sostituiscono le arie d'amore, suono e immagine si fondono e supportano costantemente. Lo spettacolo è un felice intreccio di divertimento e tocchi di poesia nonché una riflessione nostalgica e malinconica sul passato, un viaggio alla ricerca del tempo perduto, come sottolineano le note struggenti di Battiato che chiudono le due ore di spettacolo. “Di voi che resta? antichi amori, giorni di festa, teneri ardori, solo una mesta foto ingiallita fra le mie dita. (…) Solo un motivo risento ancora d'un fuggitivo disco d'allora e a un luogo penso dove non so se tornerò”.

 

Teatro Sala Umberto - via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal lunedì al sabato ore 10:00/19:00 - domenica ore 10.00/18.00
Orario spettacoli: martedì-giovedi venerdi ore 21, mercoledi pomeridiana ore 17, sabato pomeridiana ore 17, sabato serale ore 21, domenica pomeridiana ore 17
Biglietti: platea € 32, balconata € 23 (interi)

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

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