Lapins - Campo Teatrale (Milano)

Scritto da  Giovedì, 25 Dicembre 2014 

Uno spettacolo nuovo e fresco va in scena al Campo Teatrale di Milano, un piccolo spazio situato in una scuola di periferia che in pochi anni si è trasformata in piccola accademia teatrale, ha rinnovato il suo interno e pure l’esterno e appare un luogo davvero accogliente. In scena dal 9 al 14 dicembre la compagnia I LOVE YOU SUBITO propone ‘Lapins’, uno spettacolo scritto da Alessandro Timpano, diretto da Gipo Gurrado e interpretato da Gianluca Follo, Francesco Modugno, Andrea Rinaldi, Elena Scalet e Alberto Zambelli. Sul palco piuttosto limitato ma pulito troviamo il profilo metallico di un cubo grande oltre un paio di metri, vuoto e poggiato su delle travi nere. Sarà utilizzato come spazio da cui gli attori potranno mostrarsi all’interno o all’esterno di un luogo simbolico, il posto di lavoro di una grande società pubblicitaria dove ognuno vive in continua competizione con l’altro, seguito e guidato da un capo che comunica con la sua squadra di quattro elementi, tre giovani uomini e una ragazza, attraverso le grosse cuffie bianche che indossano sempre e dalle quali arrivano loro gli ordini.

 

Compagnia I Love You Subito presenta
LAPINS
di Alessandro Timpano
regia Gipo Gurrado
con Gianluca Follo, Francesco Modugno, Andrea Rinaldi, Elena Scalet, Alberto Zambelli
luci Monica Gorla
musiche Gipo Gurrado

 

Una musica pop fa ancheggiare per quasi tutto il tempo i quattro giovani in carriera, capaci di sacrificare il week-end per lavorare ad un progetto richiesto dal loro capo, mister Todd, e veniamo a sapere che il Todd Business Care è un luogo dove si sistemano le aziende e si spingono i prodotti, come il ‘Burlo Snack’, la merendina che tutti i bambini devono voler mangiare. Deve essere nel copione che tra musica e parole ci scappino grida che i muri in cemento armato non assorbono e che la regia dovrebbe forse modulare. D’altra parte i nostri protagonisti sono tutti eccitati da una crudele competizione che rischia di farli cadere in ogni momento, rovinando loro la carriera se non daranno sempre il meglio di sé e anche di più. Ecco perché i giovani continuano a lavorare preoccupandosi per l’ultima campagna pubblicitaria, che è tutta da rifare secondo il capo, il quale non si è mai visto ma solo sentito e che d’un tratto appare all’interno del cubo aperto.

Stranamente pure lui è giovane ma la sua voce è quella di chi ama comandare, solo che per diventare un boss ha lavorato tantissimo, sacrificando tutta la propria vita personale fino a identificarsi completamente nel lavoro, non comprendendo che lo stress colpisce tutti. Così, fra confessioni dei giovani della squadra che sono in realtà ben diversi da come fingono di essere sul lavoro, nonchè pieni di problemi specialmente sessuali, il grande capo semplicemente impazzisce e comincia a vedere, al posto delle cuffie bianche dentro le quali risuona sempre la sua voce, delle orecchie di coniglio. Prima si rivolge alla ragazza, che obbliga a “togliersi quella roba che ha in testa” e, poiché Agata, la giovane, era appena stata dal più celebre coiffeur della città per migliorare il suo look, crede di doversi lavare i capelli per tornare come prima. Purtroppo le visioni aumentano e alla fine il capo, Darrell Todd, viene portato in manicomio per allucinazioni continue: dovunque si sente circondato da conigli e non più dai suoi collaboratori.

La società ora si chiama Poletti-Smith - e ancora mi chiedo perché tanta passione per farci credere che il tutto si svolga in Gran Bretagna, come se da noi non accadessero esattamente le stesse cose e forse anche peggio - però possiamo compiangere l’ex grande capo il quale, rilasciato dalla clinica perché l’assicurazione non paga più, buttato fuori casa perché senza lavoro e senza soldi, è diventato un barbone senzatetto. La sua schizofrenia gli ha mostrato quanto fosse fragile la sua presunta forza, ma desidera ancora sfidare il destino ed entra nella vecchia azienda che un tempo portava il suo nome. L’incontro con la vecchia squadra è traumatico, li provoca uno a uno e li costringe a rivelare i loro peggiori difetti: Agata è quasi alcolizzata, beve di nascosto e ha perso il marito e i figli, John è omosessuale e odia la madre, Tony è un erotomane, Willie confessa “io amo il denaro!”. Poi, come fossimo in un reality, si sentono voci di sottofondo. Talvolta non si capisce quali sottintesi possano esserci, oltre ai sottofondi.

Si tratta di uno spaccato forte sul mondo moderno e i suoi guasti ma il finale appare un po’ esagerato. Qui l’autore ha proprio calcato la mano perché il rumore che non è di un terremoto ma che porterà morte e distruzione richiama alla mente l’orrore dell’11 settembre 2001 con il crollo delle torri gemelle e un suono acutissimo si spande ovunque, trapanando i timpani già provati. Qualche limatura gioverebbe allo spettacolo, ma non vi è alcun dubbio sull'intensità degli interpreti e sulla bravura dell’intera compagnia che viene applaudita con forza e passione. Soprattutto complimenti al Campo Teatrale, che sembra stia davvero favorendo la rinascita del quartiere in cui è posizionato, in un connubio di impegno artistico e sociale indiscutibilmente prezioso.


Campo Teatrale - via Cambiasi 10, Milano (MM2 Udine)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/26113133, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: ore 21 (domenica ore 18.30)
Biglietti: intero € 18, ridotto € 15 (se scrivi sul tuo status Facebook: le date, il titolo e il link dello spettacolo taggando Campo Teatrale), ridotto € 12 (se porti una bottiglia di vino o 2 confezioni di taralli da condividere dopo lo spettacolo; oppure se siete un gruppo di 5 persone)

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Chiara Mironici, Responsabile Comunicazione Campo Teatrale
Sul web: www.campoteatrale.it

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