Lady Diana, colpevole o innocente? - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da  Domenica, 04 Marzo 2018 

“Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia”, l’ ottava edizione 2017-2018 del “Format che cambia la Storia”, dopo il grande successo dei primi due appuntamenti, torna con “Lady Diana, colpevole o innocente?” a cura di Elisa Greco, una serata unica ed intrigante intorno alla cosiddetta “Principessa del popolo” o “Principessa dagli occhi tristi”, che ha creato una rottura nella famiglia Reale inglese, diventando un idolo, a cominciare dalla stampa: manipolata o manipolatrice? Al di là del verdetto della giuria - gli spettatori - probabilmente la verità sta nel mezzo. Un’occasione diversa di teatro-giornalismo in forma e sostanza di processo. In primo piano le interpretazioni dell’avvocato Annamaria Bernardini De Pace, nel ruolo della difesa, e dei testimoni: lo scrittore Derek Allen, per l’accusa, ed il giornalista Antonio Caprarica, per la difesa. Una formula divertente e curiosa, di vera improvvisazione teatrale.

 

LADY DIANA
Colpevole o Innocente?
a cura di Elisa Greco



Serata unica, lunedì 26 febbraio, al Teatro Manzoni per il penultimo appuntamento dove si processa la Storia. E’ l’ottava edizione del format “Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia - Colpevole o Innocente?” a cura di Elisa Greco che dev’essere certamente menzionata per l’idea originale anche nell’organizzazione.

Protagonista di questo nuovo appuntamento Lady Diana Spencer, al centro del dibattimento processuale condotto da magistrati, avvocati e personalità della vita civile che, rigorosamente a braccio, si sono confrontati in un susseguirsi di tesi contrapposte tra accusa e difesa. Al termine il pubblico in sala è stato chiamato ad emettere il suo giudizio, con un risultato di circa 400 voti a favore (fiche gialla) contro 110 condanne (fiche rossa). “Lady Diana, indimenticata icona, protagonista assoluta della scena mondiale - ha commentato l’autrice Elisa Greco - morta tragicamente, è stata una vittima oppure ha innescato una spirale da cui è stata travolta? Quale il confine tra la propria vita privata e l’immagine pubblica? E quest’ultima deve o può prendere il sopravvento? Queste le domande alle quali risponderà il pubblico in sala con il suo verdetto”.

Principessa del popolo o manipolatrice della stampa? A rendere pubblici i capi d’accusa, il Presidente della Corte Giudicante, imparziale e silenzioso arbitro regolatore dei tempi, il magistrato Giuseppe Cernuto, giudice del Tribunale di Milano. Ha sostenuto l’accusa il Pubblico Ministero Giovanni Polizzi, sostituto procuratore della Repubblica presso la Procura di Milano, brillante nell’oratoria nella difficile opera di imputazione là dove, al di là della criticabilità della figura - che la stessa sottoscritta non ama per nulla - non è facile accusare realmente di qualcosa, se non forse di aver accettato un gioco più grande di lei e non averne rispettato le regole: quelle della famiglia Reale inglese, non di una famiglia qualsiasi che negli anni Ottanta del Novecento era ancora molto influente. Cartellino rosso - sono d’accordo con l’accusa - per la Monarchia contro la Repubblica ma di questo non era colpevole Diana, non in prima battuta. Il confronto con la difesa è stato con l’Avvocato Annamaria Bernardini De Pace, agguerrita e implacabile giudice degli uomini, che ha esaltato il ruolo di Diana mamma e moglie ferita, avendo facile gioco e presa sulla giuria, vista anche la notorietà del personaggio.

In contraddittorio ci sono le testimonianze per l’accusa della giornalista di Radio24 Marta Cagnola e del professore nonché scrittore Derek Allen, definito dalla difesa “trotzkista” e per questo pieno di pregiudizi, che smonta in modo decisamente simpatico l’idea di una principessa del popolo; mentre per la difesa sono la giornalista di TgCom24 Marina Maltagliati, nel ruolo di Madre Teresa di Calcutta - alla quale, in modo forse un po’ spericolato, è affidata la difesa della principessa - e il giornalista, già corrispondente Rai e scrittore esperto conoscitore della monarchia inglese Antonio Caprarica, autore di un libro su Lady D, che con la carica di simpatia e ironia di chi la sa lunga ha ben raccontato il côté inglese della vicenda, lo spirito britannico. A vestire i panni della protagonista Lady Diana, la scrittrice e firma del Fatto Quotidiano Januaria Piromallo, principessa, con tanto di corona, battagliera e in prima linea per liberarsi dalle catene, che certo non ricorda la remissiva Diana della prima ora.

A parte le immagini anche quasi inedite di Diana piccola, la casa di famiglia, tutt’altro che popolare, la storia di Carlo con la sorella più grande della Principessa e altri particolari sugli scarsi rendimenti scolastici di Lady D, è da notare che al di là della finzione scenica i documenti citati sono tutti reali e anche le singole posizioni dei personaggi esprimono un sentire diffuso e non solo un’opinione individuale. In tal senso mi pare interessante recuperare, al di là del giudizio personale, come il sentire diffuso amplificato e spesso sostenuto dalla stampa oggi condizioni i processi: il mito della morte di un personaggio giovane, magari di per sé non eroico, come James Dean citato dall’accusa, interprete nemmeno eccelso di appena tre film, che tutti ancora conoscono; il fascino della bellezza; l’icona di stile; il lato filantropico; qualcosa di “scandaloso” ma non troppo che lega la vittima al suo riscatto, tutti elementi nei quali facilmente la gente comune si riconosce. Tutto ciò contribuisce a una visione diffusa della realtà che finisce per essere autenticata, perfino dalla stampa più critica, basti pensare che - come l’accusa sottolinea - perfino un quotidiano come L’Unità, l’indomani della tragica fine della Principessa titolava “Diana perdonaci”. Era davvero riuscita a conquistare tutti. Manipolatrice forse, magari solo seduttrice involontaria con malizia ma questo non è un reato. In Italia non esiste nemmeno più il plagio d’altronde.

L’incontro è patrocinato dall’Associazione Nazionale Magistrati di Milano e dall’Ordine degli Avvocati di Milano e si ringrazia per la collaborazione il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. L’ultimo appuntamento della stagione sarà con Steve Paul Jobs il 26 marzo prossimo.



Teatro Manzoni - Via Alessandro Manzoni 42, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni : telefono 800914350, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì 26 febbraio, ore 20.45
Biglietti: posto unico € 13,00

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Manola Sansalone, Ufficio stampa Teatro Manzoni
Sul web: www.teatromanzoni.it

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