Lacci - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Sabato, 03 Febbraio 2018 

Dal 30 gennaio all’11 febbraio. Dopo il grande successo di “La scuola”, Silvio Orlando porta sul palcoscenico dell’Eliseo un altro testo di Domenico Starnone, “Lacci”, tratto dal romanzo omonimo che racconta di una famiglia separata che si ricompone e finisce definitivamente sfaldata.

 

Produzione Cardellino S.r.l. presenta
LACCI
tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone
con Silvio Orlando (Aldo)
e con (in ordine alfabetico) Pier Giorgio Bellocchio (Sandro, il figlio), Roberto Nobile (Nadar), Maria Laura Rondanini (Anna, la figlia) Vanessa Scalera (Wanda, la moglie) e Matteo Lucchini (carabiniere)
regia Armando Pugliese
scene Roberto Crea
costumi Silvia Polidori
luci Gaetano La Mela
musiche Stefano Mainetti

 

Al centro della scena Aldo (Silvio Orlando) tace, sfogliando pagine che poi capiamo essere le lettere scritte dalla moglie Wanda (Vanessa Scalera) che, alle sue spalle, urla con voce roca parole di addolorato risentimento all’uomo che, di punto in bianco, ha deciso di lasciarla per una donna più giovane, senza mai voltarsi indietro se non dopo quattro lunghissimi e logoranti anni. A fare da sfondo a questa scena straziante, il grande salone di un ricco appartamento borghese, dalle pareti grigie occupate di libri anch’essi grigi: unica nota di colore in quest’atmosfera tetra, un cubo blu elettrico, che poi scopriremo contenere le fotografie della “colorata” - così verrà descritta dagli occhi ingenui della figlia in età infantile - amante di Aldo.

Questa sala spoglia rende subito l’idea dell’assenza di sentimenti e di gioia che regna nella casa: a nulla è servito il rientro di Aldo, l’armonia familiare è sfasciata e quello che è stato un nucleo di protezione e di amore adesso non è nient’altro che il mezzo per esercitare potere e sfoderare recriminazioni e rabbia, in un logorante e snervante gioco al massacro.

“Il tempo non passa, ti pesa addosso e ti fa male”: è l’attesa dell’amore che ha distrutto Wanda, è l’attesa della rassegnazione che distrugge Aldo, è l’attesa della serenità che distrugge i due giovani figli Sandro e Anna, le vere vittime di questo sistema perverso. Figli che, ormai adulti, odieranno a tal punto i genitori da devastargli casa e rubargli il gatto, Labes - forse abbreviazione di “labestiadicasa” o forse, più probabilmente, dal latino labes, disgrazia, sciagura - pensando a come ripartirsi il guadagno della vendita di quella enorme casa, l’unico loro magro riscatto per il tanto dolore subito.

Non esistono giusto e sbagliato, nella narrazione di Domenico Starnone non ci sono giudici, vittime e carnefici: ci sono cinque diverse verità a confronto (i due coniugi, i figli ed il vicino di casa), cinque versioni diverse della stessa storia, ed ognuno è libero di scegliere quale fare propria.

Una tragedia familiare, quasi mascherata da commedia, che mette in discussione il concetto stesso di famiglia, lenta in un mondo in costante accelerazione, ma che allo stesso tempo palesa l’enorme difficoltà nello sciogliere, o almeno allentare, quei lacci invisibili che ci tengono legati.

 

Teatro Eliseo - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: lunedì ore 13/19, dal martedì al sabato ore 10/19, domenica ore 10/16
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20; mercoledì e domenica ore 17
Biglietti: platea 40 € - I balconata 35 € - II balconata 27 € - III balconata 20 €
Durata spettacolo: 1 ora e 45 minuti, atto unico

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio, Ufficio stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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