La Voce Umana - Teatro Brancaccino (Roma)

Scritto da  Martedì, 08 Novembre 2016 

"Nulla è più drammaticamente attuale delle tragedie per amore. L’amore è pazzia e l’abbandono è il vuoto." Marco Carniti porta in scena “La voce umana” di Jean Cocteau, con Carmen Giardina, in apertura di stagione del Teatro Brancaccino.

 

Beat 72 presenta
LA VOCE UMANA
di Jean Cocteau
regia Marco Carniti
con Carmen Giardina
scena Marco Carniti / Paolo Carbone
musiche Pivio
foto Arturo Carniti

 

Il titolo che chiaramente rimanda all'opera di Cocteau, conferma le attese non appena il sipario si apre e il dramma comincia a prendere vita sotto i nostri occhi. E’ sin dal primo momento, infatti, che ci rendiamo conto di trovarci di fronte ad una donna sulla trentina "sull'orlo di una crisi di nervi" o forse più precisamente in procinto di suicidarsi. L'unica cosa che pare tenerla ancora esilmente in vita è il filo invisibile di un telefono cellulare con cui realizzare un'ultima, infinita, telefonata, la telefonata del commiato definitivo dal suo ormai ex amore (che, come poi risulterà chiaro nel corso dello svolgersi dell'azione, già veleggia verso altri lidi).

Non ci troviamo più di fronte ai malmessi servizi telefonici della Parigi degli anni Trenta, come nell’opera di Cocteau, ma la rilettura della pièce originale francese mette a disposizione della protagonista tutta la più moderna tecnologia, tra whatsapp, messaggini e social network. La spasmodica morbosità con cui la nostra sfortunata eroina cerca di tenere in vita il suo telefono cellulare controllando la linea, la batteria, cercando di aprire più canali di comunicazione possibili (Whatsapp, Skype e così via), rende chiaramente l’idea dell’estrema solitudine della donna, il cui estraniamento dal mondo esterno è ancor più accentuato dalla presenza ingombrante delle moderne tecnologie.

L'unico squarcio di luce e di umanità nel solitario mondo del personaggio è rappresentato da un cane, anche quello dell’ex compagno, che ben presto si rivelerà essere solo uno strumento, un possibile punto di contatto con l'amante perduto, di cui prendersi cura solo in funzione di un possibile futuro incontro.

Una scenografia scarna ma al contempo d'impatto ed ironica, accompagnata da effetti di luce e da una colonna sonora ben studiati e strutturati, ci trasportano nel mondo alienato e piccolo della protagonista, fondamentalmente ridotto ad uno smartphone. La dinamicità e la fisicità con cui l'attrice trasmette la sofferenza del personaggio rimandano alle origini di Carniti ed al suo contatto con la danza, efficace strumento per dipingere una divertente e leggera caricatura di tutta quella serie di ineffabili follie, contraddizioni e idiosincrasie che caratterizzano l'amore e i nostri giorni.

 

Teatro Brancaccino - via Mecenate 2, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
botteghino telefono 06/80687231, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 20, domenica ore 18
Biglietti: intero 15,50€ (comprensivo di prevendita); ridotto 11,50€

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Marzia Spanu, Ufficio Stampa Compagnia; Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Brancaccino
Sul web: www.teatrobrancaccio.it - www.marcocarniti.com - www.carmengiardina.com

TOP