La vita ferma - Teatro India (Roma)

Scritto da  Sabato, 13 Maggio 2017 

Dal 3 al 21 maggio il Teatro di Roma dedica a Lucia Calamaro una “personale” nell’ambito della rassegna Ritratto d’artista, presentando al Teatro India un trittico attraverso cui declinare il suo percorso creativo: “La vita ferma” (in scena dal 3 al 14 maggio) è il suo ultimo spettacolo, “uno spazio mentale dove si inscena uno squarcio di tre vivi qualunque - padre, madre, figlia - attraverso l’incidente e la perdita. Una riflessione sul problema del dolore-ricordo, sullo strappo irriducibile tra i vivi e i morti che questo dolore è comunque il solo a colmare, mentre resiste. Un dramma di pensiero in tre atti che accoglie, sviluppa e inquadra il problema della complessa, sporadica e sempre piuttosto colpevolizzante gestione interiore dei defunti”.

 

LA VITA FERMA
Sguardi sul dolore del ricordo
dramma di pensiero in tre atti
scritto e diretto da Lucia Calamaro
con Riccardo Goretti, Alice Redini, Simona Senzacqua
assistenza alla regia Camilla Brison
scene e costumi Lucia Calamaro
contributi pitturali Marina Haas
direttore tecnico Loic Hamelin
produzione Sardegna Teatro, Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro di Roma presenta
coproduzione Festival d’Automne à Paris / Odéon-Théâtre de l’Europe
in collaborazione con La Chartreuse - Centre national des écritures du spectacle e il sostegno di Angelo Mai e PAV

 

Cosa resta di chi muore? Quanto è giusto vivere nel ricordo della persona amata? Come fare a ricordare e a tenere custodite dentro di sé tutte quelle particolarità fisiche e caratteriali, le abitudini, le manie di chi abbiamo amato in vita?

Lucia Calamaro torna in questo nuovo testo alle radici della sua ispirazione originale, la morte, ma stavolta lo fa partendo dalla memoria di chi vive, analizzando il dolore senza nome e confini del lutto, del vuoto incolmabile lasciato da chi non c’è più, e la necessità dell’oblio raramente estraneo ai sensi di colpa. Non uno spettacolo sulla morte quindi, ma una storia che parla del ricordo e della dissoluzione graduale, dolorosa ma ineffabile, di quest’ultimo nelle nostre vite.

La storia raccontata è quella di una famiglia normale, tre vite ingarbugliate e un po' nevrotiche alle prese con le manie di tutti i giorni: Simona (Simona Senzacqua), la madre, che sogna di fare la ballerina; Riccardo (Riccardo Goretti), il padre, scrittore e storico poco concreto e inconcludente; Alice (Alice Redini), la figlia, piccola vittima che sfoga nei suoi disegni di mostri le ossessioni assorbite da un ambiente familiare a tratti plumbeo. Li troveremo nel primo atto alle prese con gli scatoloni di un trasloco e capiremo quasi da subito che non si tratta di un banale cambio di casa: l’evento scatenante è stato la morte della madre, il cui spirito continua ad aleggiare battagliero, deciso a non farsi mettere da parte - fisicamente ancora prima che spiritualmente. Nel secondo atto facciamo un passo indietro e riviviamo, attraverso lo sguardo innocente della bambina, il momento della malattia: i pomeriggi tediosi passati a riposare sulle poltrone, le visite mediche e le amicizie di circostanza, il momento della verità.

La Calamaro è bravissima a far passare in secondo piano per oltre 100 minuti la vicenda funesta, come se l’ineluttabilità di quanto dovrà avvenire possa passare in qualche modo inosservata: per trovare lo strazio vero e profondo, dobbiamo aspettare la fine del secondo atto e dobbiamo cercarlo nella figura di Alice che, tra i continui battibecchi dei genitori, trova il tempo e lo spazio per ripercorrere la sofferenza ed identificarsi nella madre morta, fino a stendersi supina sotto gli occhi degli spettatori. Con il terzo atto, infine, compiamo un salto in avanti: Simona è morta da tempo e ormai Riccardo e Alice, i cui rapporti si sono allentati, si accorgono di non riuscire nemmeno a ricordare il posto preciso in cui è sepolta, finendo per pregare su una qualsiasi lapide. E’ giusto dimenticare? Cosa succede di quel dolore che per tanto arde dentro fino a farti dimenticare di te stesso? Bisogna sentirsi in colpa nel tornare alla normalità, abbandonando i ricordi?

I dialoghi serrati tra i personaggi ed una lingua scevra di qualsiasi retorica, densa, fanno sì che la scrittura di Lucia Calamaro faccia da vera protagonista sul palco, perfettamente interpretata dai bravissimi attori (in particolare esemplare la prova di Alice Redini). La Calamaro conferma ancora una volta la propria qualità di scrittrice e di autrice teatrale di indubbio spessore, con un talento innato per l’immediatezza e la naturalezza del parlato quotidiano uniti ad una commistione tra il pathos e l’ironia.

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 20, domenica ore 18
Biglietti: posto unico intero € 20, under 35 e over 65 €18, convenzioni €16, scuole e studenti €14
Durata spettacolo: I atto 50 minuti - II atto 60 minuti - III atto 35 minuti

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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