La vita che ti diedi - Teatro Carcano (Milano)

Scritto da  Domenica, 11 Gennaio 2015 

È una tragedia di Pirandello, scritta nel 1923, quella che Marco Bernardi, il regista, Patrizia Milani e Carlo Simoni propongono al pubblico del Teatro Carcano di Milano da mercoledì 7 a domenica 18 gennaio in una produzione del Teatro Stabile di Bolzano. Una di quelle meno visitate, un po’ scivolose, in bilico tra realtà e follia, proprio come la scena di Gisbert Jaekel, che appare inclinata, in pendenza, quasi un piano di un flipper beffardo, dove la follia è l’unica risposta al grande dolore di una madre che perde il proprio figlio ritornato dopo una lunga assenza di sette anni, solo per morire a casa. La morte come vera vita, contrapposta alla vita dei vivi che appaiono come poveri morti affaccendati.


Produzione Teatro Stabile di Bolzano presenta
Patrizia Milani e Carlo Simoni in
LA VITA CHE TI DIEDI
di Luigi Pirandello
con Irene Villa, Giovanna Rossi, Gianna Coletti, Karoline Comarella, Paolo Grossi, Sandra Mangini, Riccardo Zini
scene di Gisbert Jaekel
costumi di Roberto Banci
suoni di Franco Maurina
luci di Massimo Polo
regia di Marco Bernardi

 

La scena è chiara, semi-vuota, fredda, pervasa da luce luminosa ma surreale, quasi lunare. E della luna ha qualcosa anche questa mamma che rifiuta la morte del figlio: Donna Luna è il suo nome. Ha una luce strana negli occhi, è consunta dal dolore, emaciata, a tratti serena e sicura; avanza sola, nonostante altre presenze, custode del suo mondo delirante e della sua maternità che ha dato la vita al figlio e che adesso non accetta che la morte gliela tolga.

In nome di questa maternità, che come la Luna si tinge di simbologia arcaica, si isola sempre più dal mondo perché entra in conflitto con la realtà, con le regole stabilite, che vogliono morti i morti, con “la vita che ci mette una pietra sopra”. Lei infatti continua a negare la morte del figlio, a raccontare che è partito, che non si sa quando torni. Ha una strategia psicologica lucida, razionale che arriva a confondere. Ma il monito del parroco arriva puntuale: “a sviarsi così dagli altri, dagli usi, ci si può smarrire, e… e non trovar più compagni al dolore nostro".

E sola sembra essere Donna Luna, sino all’arrivo annunciato di Lucia, amante del figlio, di lui incinta, che ha lasciato marito e due figli, per correre da lui, ignara della sua morte. Lucia sarà l’unica a seguire Donna Luna, restando con lei; due donne unite dalla morte dell’uomo concepito da una, amato dall’altra, ma anche dalla nuova maternità. Se Donna Luna la rivendica per non accettare l’idea di morte del figlio, Lucia lo fa per ribellarsi alle convenzioni che la vorrebbero sposata ad un uomo freddo, animale, interessato solo agli affari. La maternità ed il conseguente amore materno, come unici elementi capaci di non piegarsi alle convenzioni ed ipocrisie di una società da poco uscita dal primo conflitto mondiale.

Pirandello scrisse "La vita che ti diedi" nel 1923 per Eleonora Duse, ormai donna matura, che però non fece in tempo a interpretarla: morì infatti in tournée a Pittsburgh nell’aprile del 1924.

Spettacolo molto riuscito, dove i gesti, le parole, gli sguardi, ondeggiano tra il reale e il metafisico. L’atmosfera si fa densa al punto da dare corpo, in una particolare scena, all’assenza del figlio.

Si intuisce un grande lavoro su psiche e corpo da parte di Patrizia Milani, per arrivare a muoversi in sintonia con l’ universo allucinatorio di Donna Luna.

 

Teatro Carcano - corso di Porta Romana 63, 20122 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02 55181377 - 02 55181362, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 20,30 - domenica ore 15,30 - lunedì riposo
Biglietti: poltronissima € 34,00 - balconata € 25,00
Durata spettacolo: 1 ora e 30 minuti senza intervallo

Articolo di Raffaella Roversi
Grazie a: Brunella Portoghese, Ufficio stampa Teatro Carcano
Sul web: www.teatrocarcano.com

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