La verità, La patente, L’uomo dal fiore in bocca, All’uscita - Giardino della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino (Roma)

Scritto da  Carlo Studer Domenica, 08 Luglio 2012 
Pirandelliana 2012

Dal 6 luglio al 5 agosto (mercoledì, venerdì, domenica). La vita è una partita, e va giocata fino all’ultimo respiro, con tutte le risorse di cui si è dotati. Lo sanno bene i personaggi di Pirandello, pupi che si spogliano, si denudano della maschera che la società, la vita ha voluto per loro e giocano fino alla fine, fino alle più assurde e sovversive conseguenze, per una rivalsa, uno scacco a quella società, a quella vita che li ha voluti assoggettati, defraudati, vittime. E così via quei fili, via quella maschera, sfoggiare un’altra maschera adesso, per riscattarsi, per vincere, forse, per vivere. E i protagonisti di questi quattro atti unici ne sono il perfetto esempio.

 

Compagnia Teatrale La Bottega delle Maschere presenta

Pirandelliana 2012

LA VERITA’ - LA PATENTE - L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA - ALL’USCITA

di Luigi Pirandello

regia Marcello Amici

con Marcello Amici, Marco Vincenzetti, Anna Varlese, Umberto Quadraroli, Raffaella Zappalà, Alcide Pasquini, Lorenzo Messeri, Ilaria Carlucci, Valeria Pistillo, Carlo Bari

scenografia e ricerca musicale Marcello de Lu Vrau

direzione artistica e costumi Natalia Adriani

 

Potremmo incontrarli oggi, in un’aula di tribunale o semplicemente per strada, magari in un bar notturno di periferia. Potrebbero essere parenti, vicini di casa, amici di amici, perché i personaggi di Pirandello, le loro vite, sono quanto di più vero e moderno possa essere, allora come oggi. Trascorrono decenni, ma l’opera di Pirandello li attraversa viva, reale, perché lui, Pirandello, aveva guardato lontano, lontano più della sua stessa vita, più lontano della sua epoca e della Storia che quell’epoca la scriveva.

Tradimento ed omicidio: Tararà non avrebbe potuto fare altrimenti, era inevitabile, quel colpo d’accetta alla moglie. E inevitabile è raccontare la verità, che lo porterà in galera, che non può dissimulare, confondere con un’altra verità che lo salverebbe, quella dell’adulterio - delitto d’onore -, quando tutti sanno, tutti sanno che lui sa…

E tutti sanno anche che Rosario Chiarchiaro porta male: jettatore, è questa la maschera che gli altri, il mondo, gli hanno cucito sulla faccia. Ma il male, il danno, la jattura, è lui a subirli, segregato dall’ignoranza in panni troppo stretti, troppo soffocanti per riuscire a vivere, defraudato dei più essenziali diritti, della più sacrosanta dignità di uomo, costretto, per colpa di quegl’altri, a una vita di stenti, di povertà, trascinando, con sé, nel baratro, la sua famiglia. Ma la partita si gioca fino in fondo e allora Chiarchiaro esige un riscatto, un riconoscimento per il suo talento, una patente di jettatore, lo scotto che devono pagare, gli altri, per quest’infamia che gli hanno appioppato, una patente che ne formalizzi la fama, una patente che userà a suo vantaggio, adesso, per estorcere danaro ai suoi stessi piccoli, stupidi carnefici.

Carnefice come la malattia, la malattia che giorno dopo giorno, ora dopo ora trascina un uomo verso la morte. E’ un fiore, la sua malattia, la definisce così lui, un fiore che gli è spuntato in bocca ed ha un nome dolcissimo, più dolce di una caramella…E quest’uomo solo, che di notte vaga perché non può sprecare neanche un istante del tempo che gli rimane, ne parla con un improvvisato confidente. Parla della vita, del suo attaccamento alla vita a cui sta per dire addio, del suo aggrapparvisi, con tutte le forze, come un rampicante alle sbarre di una cancellata! Quanto dolore, quanta malinconica poesia ci regala l’uomo dal fiore in bocca, anch’esso attanagliato da una maschera, una maschera che lui stesso prova, vanamente, ad indossare: il disinteresse alla vita, tramutare in avversione il sommo piacere per la vita.

Ma aldilà della vita, aldilà di tutto quello che la vita ha dato e ha tolto, uscendo da tutto ciò che è stato c’è un’altra vita, quella di dopo, dove sempre tutto torna, dove tutto, come per un infinito circolo vizioso tutto confluisce per l’inesorabile resa dei conti. Anche qui vittime e carnefici, spettatori e ricordi lontani, tutto insieme, tutto nuovamente e per sempre insieme…

La compagnia La Bottega delle Maschere ci regala un ottimo spettacolo vecchio stile in cui la

parola viene messa al centro della scena, in cui il patrimonio pirandelliano viene rispettato e messo in risalto dalla bravura degli interpreti e da una buona costruzione scenica che non lascia vuoti tra un atto e l’altro, ma li rende un unicum attraverso delle monadi. Arte e professionalità, binomio perfetto per una rassegna giunta con successo alla quattordicesima edizione nell’Estate Romana.

 

Giardino della Basilica di Sant’Alessio all’Aventino – Piazza Sant’Alessio 23, Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6620982, mial Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: 21,15, apertura botteghino ore 20, lunedì riposo

Biglietti: intero €12,00, ridotto €10,00

Calendario completo della rassegna: Pirandelliana 2012

 

Articolo di: Carlo Studer

Grazie a: Ufficio stampa Valeria Buffoni

Sul web: www.labottegadellemaschere.it

 

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