La vela nera di Teseo - Teatro dell'Orologio (Roma)

Scritto da  Sabato, 18 Aprile 2015 

Un’inedita rilettura del mito di Teseo, completamente focalizzata sui moti psicologici del protagonista epico. Cosa sarebbe successo se Teseo avesse rifiutato il filo di Arianna, perché il buio della caverna si fosse rivelato molto più intrigante della luce esterna? A cercare di spiegarcelo è stato Gianni de Feo, nello spettacolo a firma di Valeria Moretti, in scena da martedì 14 a domenica 19 aprile al Teatro dell’Orologio di Roma.

Produzione Compagnia del Metateatro diretta da Pippo Di Marca presenta
LA VELA NERA DI TESEO
di e con Gianni de Feo
testo di Valeria Moretti
scene Roberto Rinaldi
costumi Sonia Piccirillo
aiuto regia Elisa Pavolini
foto di scena Manuela Giusto



Je suis, donc, le fils de deux pèeres, l’un mortel et l’autre divin”: questa la frase che Teseo scrive su un vetro posto al limite del palcoscenico per descrivere se stesso e farci subito scontrare con la sua essenza duale, con il conflitto interiore tra la figura del mito e quella terrena, fatta di carne e di ossa, di istinti e di necessità.

Proprio questa dualità è il centro dello spettacolo portato alla ribalta da Gianni de Feo, che ci accoglie, bendato ed immobile, sul piccolo spazio del palcoscenico del Teatro dell’Orologio, completamente buio e pervaso dall’odore dell’incenso. Sembra quasi l’inizio di una pratica esoterica quello a cui assistiamo: Teseo comincia a ballare un sirtaki, danzando tra gli angoli della stanza e riempiendo tutto lo spazio scenico.

Gianni de Feo incarna con un’interpretazione impeccabile, estremamente curata e senza sbavature, tutti i personaggi del mito, compresi quelli identificabili come antagonisti, Arianna e lo stesso Minotauro, portando alla luce tutta la drammaticità del conflitto che dilania il protagonista di questa versione del mito. Comprendiamo presto, infatti, che quello che ci troviamo di fronte non è il Teseo che sconfiggerà baldamente il Minotauro, né quello che, vittorioso ma sfortunato, si ritroverà costretto a issare sulla barca le vele nere, simbolo di esito funesto, spingendo al suicidio il proprio padre. Il Teseo che conosciamo, parola dopo parola, canzone dopo canzone, è un Teseo quanto mai umano, un’anima fragile che, desolata ed angosciata per la propria storia ormai scritta, cerca strenuamente di disegnare un finale diverso.

Il ‘nostro’ Teseo non vuole prendere in mano il filo che lo porterà alla salvezza (“Non darmi il filo!” chiederà disperato alla donna), preferisce il buio della grotta, l’ombra e l’incertezza alla luce del mondo esterno: si dimena all’interno di un labirinto reso simbolicamente da alcuni pali disposti dallo stesso attore sul palco e legati tra di loro proprio da quel filo che, invece che salvarlo, continua ad infittire ancora di più il dedalo mentale in cui è intrappolato.

Teseo, i cui moti dell’animo vengono restituiti anche grazie alle luci ed alle musiche che seguono l’attore per tutta la pièce, richiamando situazioni e luoghi, recide ad uno ad uno i fili che lo costringono, a testimonianza della propria voglia di libertà, di fuga da se stesso, anche se questo significa ritrovarsi tra le braccia del Minotauro (il cui volto campeggia come un totem sullo sfondo) - “Voglio che lui viva” ci dirà.

Una rilettura in chiave simbolista ed onirica di uno dei miti più popolari della tradizione ellenica.

 

Teatro dell'Orologio (Sala Gassman) - via dei Filippini 17/a, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.15, domenica ore 17.45
Biglietti: prezzo unico € 10,00 (tessera associativa annuale € 3,00)

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Stefania D'Orazio, Ufficio stampa Teatro dell'Orologio
Sul web: www.teatroorologio.com

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