La terza parte di due - Teatro Sala Uno (Roma)

Scritto da  Antonella Vercesi Sabato, 06 Giugno 2009 
la terza parte di due

Dal 3 al 7 giugno. Nove corti teatrali elaborati da giovani scrittori con la supervisione di Rodolfo di Gianmarco, scandiscono le molteplici situazioni di un rapporto di coppia su cui incombe la figura di un terzo, che mette in crisi, rafforza, determina la massima unione tra i due o il loro declino.

 

La terza parte di due

di Maria Teresa Berardelli, Rosalinda Conti, Pietro Dattola, Alessandro Fea,

Francesca Macrì, Vincenzo Manna, Luca Romani, Gaia Termopoli, Franca Zucca

con Roberto Manzi, Giandomenico Cupaiuolo, Arianna Gaudio,

Eugenia Rofi, Livia Castiglioni, Davide Gagliardini, Andrea Volpetti

Regia di Andrea Baracco

Assistente alla regia Giulia Dietrich

Musiche dal vivo di Giacomo Vezzani

Disegno luci Camilla Piccioni

Costumi di Manuela Stucchi

 

I nove atti unici che si susseguono nella serata di “La terza parte di due”, sono il frutto del corso di drammaturgia “Officina Teatrale” condotto da Rodolfo di Gianmarco. Il filo rosso del terzo incombente è il tema principale, il collante che unisce le diverse realtà rappresentate.

 5x4” di Alessandro Fea apre l'evento, portando in scena due carcerati, rinchiusi insieme da  diversi anni, il rapporto tra loro è ambiguo; uno più debole (Enrico), lascia che l'altro forte e arrogante (Aldo), si prenda cura di lui, subendone le  continue violenze. Il nuovo compagno di cella, cercherà invano di porre fine alle apparenti sofferenze dell'uomo sodomizzato, senza riuscirci, e morirà vittima di un raptus di gelosia, in seguito ad una lotta efferata con Aldo.

In “Perdersi” di Maria Teresa Berardelli una ragazza ama una poetessa che l'ha abbandonata e le parole lente e cadenzate nel ricordo del loro rapporto non permetteranno alla nuova arrivata di occupare il suo cuore. Chi meno ama è più forte si sa … chi è troppo amato amore non da?

Fausto” di Franca Zucca Fausto è conteso tra il fidanzato Andrea e Chiara, una donna che sopraggiunge a creare un disequilibrio nelle certezze del creativo; il suo arrivo determina

una nuova vita nella scrittura del ragazzo, in dubbio, non sa dove andare e cosa scegliere.

In “Prendimi” di Gaia Termopoli una moglie avrebbe voluto risolvere i problemi con il proprio marito ma invece ha cercato conforto altrove, tra le braccia di un amante, con cui però è tutto finito ed anche il consorte ha fatto lo stesso, ma forse lui si è innamorato.

In “La Famiglia” di Vincenzo Manna due genitori lasciano alle spalle la loro vita da single e non riescono ad affrontare l'impegno di un figlio. La madre metterà in pratica tutti gli sforzi in suo potere per reggere la fatica soffocante che questo bambino richiede, ma è sola. Centrati sul loro interesse personale, individualisti ed egoisti, cadranno entrambi nel baratro della follia.

In “Stai qui con me” di Rosalinda Conti ad una panchina lei ritrova il suo primo amore; tra imbarazzo, farfalle nello stomaco e meraviglia dimenticata, Viola si chiede se lasciare il fidanzato in cerca di una casa per vivere insieme. L'ex mette in crisi tutto e il destino è dalla sua parte.

In “Il ritratto di Isabella” di Luca Romani sono protagonisti un pittore sulle nuvole e la sua musa, amata da anni, all'opposto invasata procacciatrice di assicurazioni matrimoniali; la ragazza annuncia i vari motivi che la inducono a mettere la fede al dito del povero malcapitato. Una procace gallerista di turno affiancherà però il giovane per distrarlo dalle responsabilità incombenti.

In “L'Altro” di Pietro Dattola Mimì lascia Arturo per un tradimento ed un amico di famiglia, le offre una spalla su cui piangere, sino ad arrivare a sposarsi. Dopo un incidente a causa del quale la donna perde la memoria, comprenderà che l'unico amore che vuole vicino a sé è Arturo, il quale avrà una seconda possibilità e non vorrà farsela scappare.

In “Milano” di Francesca Macrì troviamo una donna leggera, sorridente, bonaria, sposata da diverso tempo con un uomo, cupo, tranquillo, indifferente alla vita. Guardando fuori dalla finestra la neve che batte sui binari del tram, lei gli confessa di averlo tradito per anni con il fratello per cui ha nutrito un amore infinito, i due si capivano, avevano la stessa visuale del mondo. Ma i poli opposti si attraggono, questa dichiarazione unisce i due che si riscopriranno, forse, ancora innamorati.

Davvero interessante l'idea di mescolare la scrittura di molti autori, bravi e innovativi.

Le interpretazioni degli attori sono credibili ed emozionanti, nello specifico, sono assolutamente da menzionare Livia Castiglioni, con una spiccata verve comica alla Woody Allen, Gianmarco Cupaiuolo, intenso ed energico, Roberto Manzi, camaleontico e con la capacità di cambiare notevolmente tra una scena e l'altra con i pochi secondi di tempo a disposizione, ed Eugenia Rofi grottesca e tragica per la quale si può, senza alcune difficoltà, affermare che affidarsi alla sua interpretazione è come intraprendere un viaggio in un mare imprevedibile.

 

Teatro Sala Uno

Piazza di Porta San Giovanni, 10

00185 Roma

Telefono 06/7008691, contatto mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: ore 21,00 (anche domenica)

Biglietti: 12€ (ridotto 7€)

 

Articolo di: Antonella Vercesi

Grazie a: Silvia Signorelli, Ufficio Stampa SVS

Sul web: www.salauno.com

TOP