La Strega - Teatro dell'Orologio (Roma)

Scritto da  Domenica, 24 Maggio 2015 

In una notte di gennaio del 1590, una bambina viene abbandonata davanti all’ingresso dell’Orfanatrofio di Novara. Antonia Spagnolini, così battezzata per via degli occhi e dei capelli nerissimi, cresce in istituto. Crescendo, Antonia si fa sempre più bella; viene adottata da una coppia di contadini di Zardino e si trasferisce nel villaggio della Bassa. La ragazzina si innamora di Gasparo, un camminante, un vagabondo del tempo, un anarchico di campagna. Iniziano a circolare voci orribili sul suo conto: la si accusa di essere una strega, le si fa il vuoto attorno, si diffondono leggende di malefici e crudeltà; quando Antonia, per amore, inizia a scomparire nel bosco tutte le notti, la gente si convince che partecipi a un Sabba.

 

Teatro Cargo presenta
LA STREGA
dal romanzo "La Chimera" di Sebastiano Vassalli (Premio Strega 1990 - Edizioni Giulio Einaudi)
adattamento e regia Laura Sicignano
con Fiammetta Bellone
musiche di Paolo Vivaldi
costume di Francesca Marsella
luci Enzo Monteverde

 

Premio Strega nel 1990, il romanzo di Sebastiano Vassalli "La Chimera" fu all’epoca un best-seller e tutt’oggi risulta essere tra i libri più venduti e studiati nelle scuole italiane alla stregua de "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni. Un’opera fondamentale della nostra letteratura che ha conosciuto anche varie trasposizioni teatrali (ricordiamo quella di Lucilla Giagnoli) continuando a suscitare nel pubblico curiosità e commozione.

E’ da un paio d’anni che l’attrice Fiammetta Bellone e la regista Laura Sicignano portano sui palcoscenici italiani “La Strega”, una riduzione teatrale del romanzo di Vassalli, mietendo sempre ottimi consensi di critica e di pubblico. Non ci meravigliamo di questo. Lo spettacolo in effetti è una piccola gemma.

La regia di Laura Sicignano è piuttosto semplice. Conta su una messa in scena fatta di candele, veli e mele che di volta in volta verranno infilzate dalla straordinaria Fiammetta Bellone, man mano che l’odio e l’accanimento della comunità del Novarese, nei riguardi di Antonia, giovane e bellissima ragazza accusata di stregoneria, prenderanno il sopravvento.

Ottima l’idea di affidare a una misteriosa narratrice la storia di questa povera ragazza la cui unica colpa è quella di essersi innamorata di un vagabondo e di non volersi sottrarre ai propri sentimenti. La figura di una narratrice la cui identità resta enigmatica conferisce alla storia un alone di mistero. Ci sembra quasi di assistere al racconto di una leggenda, una di quelle storie maledette che si tramandano all'interno delle comunità di generazione in generazione.

Il vero punto forte di questo monologo a più voci è ovviamente Fiammetta Bellone. Al di là dell’indubbia bellezza del testo e dell'intensità e puntualità della regia, l’ interpretazione di questa bravissima attrice è potente, viscerale, magica. Il suo talento è così genuino da trascendere perfino le qualità dell’opera di Vassalli. Nel vedere l’attrice vestire i panni di volta in volta delle comari di un paese o di un ottuso prete ossessionato dal male si resta rapiti dall’abilità e dalla naturalezza con cui passa da un registro all’altro. La Bellone è spontanea, autentica. La sua autenticità trasuda verità. Nel vederla in scena lo spettatore rimane vittima di un incantesimo. Ne resta ammaliato. E non perde una parola del testo. Cosa difficilissima per un monologo. Ci sorge un sospetto: che sia lei la vera strega di questo prezioso spettacolo teatrale?

 

Teatro dell'Orologio (Sala Gassman) - via dei Filippini 17/a, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 17 maggio ore 20.30
Biglietti: intero 12 €, ridotto 10 €, gruppi di 4 10 € (obbligatoria la prenotazione), RidottissimoDCQ 7 €

Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Ufficio stampa Artinconnessione
Sul web: www.teatroorologio.com

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