La Straniera - Barnum Seminteatro (Roma)

Scritto da  Sabato, 08 Dicembre 2018 

Un percorso frammentario come uno specchio rotto, un puzzle dell'esistenza le cui tessere vengono rimontate con sensibilità e passione da Melania Fiore con un flusso di coscienza che attraversa la vita della grande scrittrice Anna Maria Ortese, un fiume carsico di madeleine che confluisce in una valigia in cui il tempo si ferma e da cui scaturisce la figura di una donna bambina sospesa tra sogno e nostalgia.

 

LA STRANIERA
Zingara assorta in un sogno
di Giovanni Scarfò, Matteo Scarfò e Angela Bubba
con Melania Fiore
contributi video Marco Parentela e Aldo Emanuele Castellani
musiche originali Lorenzo Sutton
luci Riccardo Santini
regia Matteo Scarfò

 

Non è un caso probabilmente che Melania Fiore, interprete sensibile capace di tradurre in emozioni gli input letterari da cui scaturiscono molti dei suoi personaggi, sia stata interprete, prima di questo lavoro dedicato a Anna Maria Ortese, di un romanzo del napoletano Carlo Bernari, “Tre operai”, del 1934 e del successivo “Speranzella” del 1949. Vi è infatti uno stretto rapporto tra la narrativa del Bernari, considerata l'incunabolo del neorealismo, e la generazione di scrittori napoletani che annovera tra i suoi rappresentanti Raffaele La Capria, Domenico Rea, Luigi Compagnone e la "partenopea" per adozione Anna Maria Ortese. I quali nel dopoguerra si sono trovati sdoganata una Napoli estrapolata dal contesto da cartolina, pittoresco, così trasformata in una metropoli creatrice di una letteratura critica fondata sulla rappresentazione della verità della vita carica di problematiche esistenziali, lontana dal paesaggismo ingannevole e superficiale del paese d'o sole. Una città dolente insomma, che anticipa “Le mani sulla città” di Francesco Rosi e dove, per dirla con un verso di Bernari, il sole si ferma sulla porta dei bassi e del vicoli privi di luce.

In uno spazio dell'anima come se fosse un riavvolgimento del nastro della vita, necessariamente frammentario, ricco di madeleine proustiane, schegge di memoria che si attaccano sul filo conduttore di un'esistenza rivissuta probabilmente nell'attimo della sua fine, come in un ultimo barlume di coscienza, la Anna Maria Ortese di Melania Fiore sembra giocare per strada come fanno le bambine saltando sulle caselle del proprio destino. Tutto sembra legato, questo è il segreto e la ricchezza spirituale dello spettacolo, non tanto in un tentativo documentaristico di testimonianza o di didattica letteraria, bensì ad un profondo e disperante senso di innocenza perduta e di nostalgia per l'incanto di una infanzia che magari riesce a sopravvivere e a perpetuarsi solo nel phatos letterario.

Melania Fiore, come una moderna Melusina, riesce a cogliere con spontaneità e forza di carattere questo duplice aspetto dell'anima dell'autrice di “Il mare non bagna Napoli”: da un lato la nostalgia per quella Napoli da sogno e d'incanto della giovinezza che non si ritrova più, dall'altro la disperazione della ricerca di un nuovo fondamento del proprio essere che si esprime anche attraverso l'instabilità, il cambio continuo di residenza (10 città e 39 dimore cambiate!), il ripetuto ritorno a Partenope, alle origini, che però mutatis mutandis non possono più essere le stesse, anche perché viste con altri occhi alla lente del tempo che passa e che tutto trasforma, a cominciare dallo spirito.

Melania Fiore, grazie al testo ben calibrato di Giovanni Scarfò, Matteo Scarfò e Angela Bubba ispirato alle opere della Ortese, è così la splendida "straniera" della vita, una "zingara assorta in un sogno" come fu definita la Ortese da Elio Vittorini - un sogno che svanisce all'alba quando è tempo di ricomporre la valigia del proprio viaggio e rientrare nell'Ade in cui lo spirito si ritrae lasciandosi dietro una scia di polvere di stelle nella memoria dei vivi.

Le partecipazioni straordinarie in voce di Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini ed Enzo De Liguoro conferiscono profondità e densità allo spettacolo che trova la sua location ideale nel piccolo ma suggestivo spazio del Barnum Seminteatro alla Garbatella grazie anche ai contributi video di Marco Parentela e Aldo Emanuele Castellani, le musiche originali sul filo del flusso di coscienza di Lorenzo Sutton e le luci semplici ma efficaci di Riccardo Santini.

 

Barnum Seminteatro - Via Adelaide Bono Cairoli 3, Roma (zona Garbatella)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 349/0573178
Orario spettacoli: sabato 24 novembre ore 21, domenica 25 novembre ore 18

Articolo di: Enrico Bernard
Grazie a: Paolo Leone, Ufficio stampa Barnum Seminteatro
Sul web: Facebook BarnumSeminteatro

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP