La Strana Coppia - Teatro Hamlet (Roma)

Scritto da  Domenica, 01 Maggio 2016 

Oscar Madison e Felix Ungar sono amici da anni, così diversi tra loro eppure così indissolubilmente legati da un profondo rispetto. L'uno è un giornalista sportivo dal carattere scorbutico e introverso, divorziato da qualche mese dalla moglie Blanch e inerte sostenitore di una vita da scapolo indomabile e inaffidabile. L'altro è il suo contrario: maniacalmente preciso e ordinato, ossessionato dalla pulizia e dal controllo. Anch'egli appena lasciato dalla moglie Franches. Così diversi eppure sempre pronti ad incoraggiarsi e farsi forza l'un l'altro, fin quando la vita stessa non li costringe a condividere lo stesso tetto. Entrambi in rotta di collisione con le prospettive di un tempo, dovranno mediare tra l'inerzia esistenziale di Oscar e l'ordine maniacale di Felix. Si preannuncia all'orizzonte una vera e propria guerra di caratteri... ma che accompagnerà lo spettatore sino alla conclusione finale, ossia che l'amicizia non è come il matrimonio, che va e che viene, ma piuttosto come lo spettacolo o come una partita di scacchi...deve continuare!

 

Produzione Fabio Feliziani presenta
LA STRANA COPPIA
una commedia di Neil Simon
con Alessandro Catalucci e Alberto Querini
regia Tania Benvenuti
aiuto regia Livia Saccucci e Daniele Aloisi
assistente alla regia Marco Ambrosia

 

Confrontarsi con "La Strana Coppia" è un po' come chiamare a raccolta gli amici del calcetto per giocarsi le qualificazioni in Champions League: un'impresa ardua ma che può nascondere grandi soddisfazioni. Definita una delle migliori commedie statunitensi, nonché tra le migliori trasposizioni cinematografiche al punto da consacrare definitivamente alla memoria collettiva il duo composto da Jack Lemmon e Walter Matthau, il testo di Neil Simon rappresenta un distillato di amara ironia, colorato di autocommiserazione esistenziale, pronto ad esorcizzare quella che rimane la paura più grande: restare da soli. Dalla forzata convivenza tra Oscar Madison e Felix Ungar, amici di lunga data, scaturisce la dissonanza di due mondi opposti, che collidendo sotto un unico tetto danno vita a gag esilaranti e risate mai scontate. Uno spettacolo, questa produzione curata da Fabio Feliziani e diretta da Tania Benvenuti, andata in scena al Teatro Hamlet, che, nonostante il confronto impari con le precedenti e imponenti trasposizioni del testo di Simon, offre spunti originali e viene accolto da una buona dose di applausi.

I due protagonisti Alberto Querini e Alessandro Catalucci non sembrano faticare ad immedesimarsi da subito nei loro personaggi, ben riconoscibili già dalle scenografie e costumi, essenziali eppure facilmente definibili. Oscar è un giornalista sportivo ormai in disarmo, divorziato da qualche mese dalla sua compagna Blanch, un tipo disordinato e solitario, con giornate sempre uguali e affetti ormai nascosti sotto il tappeto, proprio come la polvere del suo appartamento da otto stanze. Troppe per essere riempite di affetto e vita. Felix è invece l'opposto, un certosino calcolatore di amore, dedizione e ordine. Una persona maniacalmente precisa, ossessionato dall'ordine e dalla pulizia, sempre pronto a sostituirsi come affidabile protagonista a qualsivoglia zelo di indefinibile successo, restio a valorizzare bravure e competenze altrui. Un uomo tendenzialmente protagonista, ma allo stesso tempo estremamente accondiscendente se chiamato a riconoscere i propri limiti comportamentali e costretto a rivedere il suo ideale di vita coniugale dopo essere stato scaricato dalla moglie Franches.

Un binomio esplosivo, le cui scintille sono pronte a divampare in ogni ambito: donne, lavoro, vita domestica, figli, sport...un'amicizia che diventa una partita a scacchi, dove ad ogni mossa corrisponde una controffensiva, ad un'azione ecco pronta una reazione. "Non è come il matrimonio che va e viene", nell'amicizia così come nello spettacolo si deve continuare. E infatti i due attori continuano nonostante il timore iniziale, sciogliendosi sempre più ad ogni battuta, recuperando il ritmo del testo di Simon. Lo spasmo di dolore di Alberto Querini che diventa marchio di fabbrica, gli occhi iniettati di sangue di Alessandro Catalucci pronti a scrutare ogni angolo di (dis)ordine e la voluta incomprensione tra i due ad accendere le ultime sterpaglie di rancore. Una maggior cura dei riempitivi mimici "fuori inquadratura" avrebbe portato la rappresentazione ad un livello molto vicino alla perfezione scenica, secondo la severa quanto universale regola del linguaggio non verbale attraverso cui si veicolerebbe la stragrande maggioranza delle nostre intenzioni comunicative; la narrazione principale però funziona senza dubbio, diverte e porta a casa una gradevole rappresentazione e reinterpretazione dell'evergreen di Neil Simon.

 

Teatro Hamlet - via Alberto da Giussano 13, Roma (zona Pigneto)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/94842463 - 333/431308 - 335/6498058, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: intero 13 euro (+ 2 euro tessera annuale teatro), ridotto 11 euro (+ 2 euro tessera annuale teatro)

Articolo di: Gianluigi Cacciotti
Grazie a: Ufficio stampa Cinzia Zadro
Sul web: www.teatrohamlet.it

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