La stanza del tramonto - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da  Domenica, 11 Maggio 2014 

Sabato 10 e domenica 11 maggio è andato in scena al Teatro Vascello "La stanza del tramonto", scritto e diretto da Lina Prosa, autrice palermitana che sta conoscendo una stagione di particolare successo in Francia, dove è tradotta da Jean-Paul Manganaro, pubblicata da Les Solitaires Intempestifs e prodotta dalla Comedie Francaise.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Accademia Amiata Mutamenti presenta
LA STANZA DEL TRAMONTO
appunti sulla vita ordinaria di un mammifero
scritto e diretto da Lina Prosa
con Sara Donzelli e Giampaolo Gotti
consulenza alla drammaturgia e spazio scenico Claudia Sorace e Riccardo Fazi
collaborazione al progetto Anna Barbera, Centro Amazzone Palermo, Koïnè Languages Transartistiques Parigi
cura Giorgio Zorcù

 

 

Palermo, la Sicilia, il sud, sono una fucina inesauribile di autori e registi teatrali viscerali (si pensi ad Emma Dante) capaci d'intraprendere un viaggio nella psiche umana estremo, coraggioso, spesso scomodo per lo spettatore, a cui non viene lasciata alcuna scappatoia nel confronto con la crudeltà della vita. Lina Prosa con "La stanza del tramonto" costringe il suo pubblico ad avventurarsi in un percorso particolarmente tortuoso, perché è quello dei ricordi di infanzia, un tipo di reminiscenze in grado di smascherare il mondo dalle maschere sociali dietro cui si nasconde.


Il ricordo di infanzia mette la persona adulta nelle condizioni di rapportarsi con la propria puerilità, spesso rimossa, inconsapevole, frustrata, perché demonizzata dalla stessa società che esige dei ruoli ben definiti per ogni età. La puerilità dei due protagonisti, un fratello e una sorella che attendono nella sala di aspetto che si compia il destino della madre morente, è disarmante. Durante il confronto delirante tra i due protagonisti vengono snocciolati amori edipici, ossessioni morbose e rivalità, su chi sia più meritevole dell'amore materno. L'età adulta non esiste, è solo anagrafica, e vicine al tramonto le persone si mostrano per quello che sono: bambini spauriti.


Lina Prosa utilizza una scrittura non solo teatrale ma anche poetica e letteraria, servendosi con grande abilità di un linguaggio a volte volutamente ingenuo, ma non per questo privo di un forte impatto emotivo, e a volte quasi arcaico, attingendo dal folklore meridionale e persino dalla tragedia greca. La matrice surreale dell'opera, quasi fiabesca (lui che si butta con un paracadute per scrutare le condizioni della propria madre chiusa in un'arida stanza di ospedale, ad esempio) giustificano una scenografia che si avvale di oggetti metateatrali molto potenti: lo specchio, il muro bianco, il lampadario antico, che ci fanno apparire il tutto come un gioco spettrale, inquietante e rassicurante al contempo. Un sogno, dove il teatro è il mezzo per ricongiungersi agli aspetti primordiali della vita.


Gli attori protagonisti si rivelano all'altezza dell'arduo compito di portare in scena un rapporto incestuoso, spingendolo fino alle estreme conseguenze: un nudo integrale meraviglioso, dove la nudità simboleggia quell'eden lontano dalla vecchiaia e dalla morte. Peccato che all'inizio la loro emotività stenti a decollare e sembrino un po' freddini. Per fortuna quando la drammaticità viene spinta alle estreme conseguenze si lasciano andare maggiormente e donano al pubblico picchi di grandi interpretazione.


"La stanza del tramonto" è un'opera originale, commovente, provocatoria, degna della nostra grande tradizione teatrale. Merita grande attenzione non solo dagli addetti ai lavori ma anche da un pubblico più vasto. In Francia se ne sono ovviamente già accorti. Lina Prosa è un'autrice stimata e osannata dai nostri cugini d'Oltralpe. Vedremo quando anche in Italia se ne accorgeranno sul serio.

  

 


Teatro Vascello (Sala Giancarlo Nanni) - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (zona Monteverde Vecchio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5881021 – 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato; lunedì dalle 9 alle 18; sabato dalle 11 alle 21,30; domenica dalle 14 alle 19
Orario spettacoli: sabato 10 maggio ore 21, domenica 11 maggio ore 18
Biglietti: 10,00 euro posto unico

 


Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Cristina D'Aquanno, Ufficio stampa Teatro Vascello
Sul web: www.teatrovascello.it

 

 

 

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