La scuola delle scimmie - Teatro Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Domenica, 04 Febbraio 2018 

Dal 25 gennaio all’11 febbraio al Teatro Filodrammatici di Milano è in scena “La scuola delle scimmie”, scritto e diretto da Bruno Fornasari, con Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi, Luigi Aquilino, Sara Bertelà, Silvia Lorenzo, Giancarlo Previati ed Irene Urciuoli, una produzione del Filodrammatici, con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo - Progetto NEXT 2017/2018. Uno spettacolo originale che conferma un rinnovato slancio nella programmazione del teatro milanese, testi nuovi, cartellone estremamente vario, attenzione all’attualità e a temi sociali, senza perdere la capacità di volare. Uno spettacolo complesso nella struttura, con attori di grande versatilità e padronanza scenica.

 

LA SCUOLA DELLE SCIMMIE
di Bruno Fornasari
con Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi, Luigi Aquilino, Sara Bertelà, Silvia Lorenzo, Giancarlo Previati, Irene Urciuoli
scene e costumi Erika Carretta
disegno luci Fabrizio Visconti
video Francesco Frongia
regia Bruno Fornasari
movimenti coreografici Marta Belloni
assistente scene e costumi Federica Pellati
direzione tecnica Silvia Laureti
assistenti alla regia Gaia Carmagnani, Ilaria Longo
produzione Teatro Filodrammatici di Milano
con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo - Progetto NEXT 2017/2018
prima nazionale

 

Il Filodrammatici conferma la sua vocazione di squadra e di essere scuola nella produzione e nell’interpretazione di testi originali, con uno spettacolo che non è solo sul palco ma coinvolge lo spettatore nel dietro le quinte. La vicenda trae spunto da un fatto storico: siamo nel Tennessee nel 1925 dove John Thomas Scopes, professore supplente di biologia - interpretato da Tommaso Amadio, con il psysique du rôle perfetto per questo personaggio - viene processato per aver violato una legge che vieta l’insegnamento della teoria darwiniana a scuola. Nello specifico Scopes (nato a Paducah il 3 agosto 1900 e morto a Shreveport il 21 ottobre 1970) è stato un insegnante statunitense che all'età di 24 anni, il 25 maggio 1925, fu accusato e processato per violazione del Tennessee's Butler Act, che proibiva di insegnare la Teoria dell'evoluzione nelle scuole del Tennessee. Il fatto contestato avvenne mentre faceva una supplenza di biologia, avendo egli in realtà un incarico da allenatore di football americano.

Lo spunto suscita un dibattito di grande attualità, in quel frangente legato a creazionisti ed evoluzionisti. Il tema vero è però quello del fanatismo, della non accettazione del dialogo sulla diversità delle opinioni altrui e sul ruolo della scuola nella formazione di una società aperta o chiusa. In effetti cambiano le coordinate storico-geografiche ed i temi, ma non il nodo dello scontro.

L’azione si trasferisce nell’Italia del 2015 dove un professore di scienze naturali torna ad insegnare nel suo quartiere di origine. Le difficoltà di integrazione sono il principale problema della scuola di periferia in cui si trova ad operare e il rischio di radicalizzazione delle differenze tra le varie etnie e culture è una bomba dalla miccia molto corta e infiammabile. Lui stesso ha perso un fratello che, convertitosi all’Islam, è partito per combattere la sua guerra santa, scomparendo. Dei martiri infatti non si restituiscono i corpi e il dolore maggiore del protagonista è di non aver capito i segnali di questa deriva. Il senso di responsabilità e il vuoto lasciato da quella perdita spingono il professore a cercare di educare i ragazzi alla scienza come anticorpo del fanatismo religioso, prefiggendosi a sua volta di non educare contro la religione, ma piuttosto in favore della libertà di pensiero e dell’idea della ricerca scientifica come un denominatore comune che possa unire, non dividere, al di là delle diverse credenze, perché se si può dire “il mio dio”, non si può dire “la mia scienza”, come ad un certo punto sostiene Scopes.

In scena, con quella che cinematograficamente potrebbe essere una sorta di dissolvenza, le storie sfumano una nell’altra, stile al quale il Filodrammatici si sta affezionando. Ecco che si stabilisce un dialogo tra due epoche lontane nel tempo ma in realtà più vicine di quanto si immagini, messe a confronto da Fornasari (autore anche di “N.E.R.D.s - sintomi” e “Il turista”). Con la cifra stilistica che contraddistingue la sua scrittura, sempre ironicamente sagace e pungente, questo nuovo progetto è portato in scena da un cast molto affiatato, capitanato da Tommaso Amadio insieme ad Emanuele Arrigazzi, Silvia Lorenzo, Luigi Aquilino ed Irene Urciuoli. Con loro, per la prima volta in una produzione del Teatro Filodrammatici, Giancarlo Previati e Sara Bertelà, assolutamente convincente nel doppio ruolo di madre del giovane professore del Tennessee che lo sostiene dovendo combattere l’avversione bigotta del marito e della preside, anzi del dirigente scolastico, della vicenda italiana.

La scenografia è complessa anche per il gioco di luci, molto dinamica, ma non appesantita dai pur tanti elementi che si alternano e costruiscono scenari diversi, mossi dagli stessi attori e da “uomini scimmia”, nonché impreziosita anche da un uso dosato dei video: la casa di Scopes e poi la prigione dov’è detenuto, la scuola, anzi le scuole, il bar dello zio del professore di scienze naturali italiano, quindi interni ed esterni con un movimento dei personaggi che creano doppie scene utilizzando anche la platea, e l’elemento degli uomini scimmia, trovata spiritosa che alleggerisce il clima polemico. Nella vicenda contemporanea tra l’altro il tema della rigidità dei programmi scolastici che non permette spesso di affrontare temi centrali come l’integrazione e il dialogo tra religioni e culture diverse si intreccia con la problematica del confronto inter-generazionale e quella degli episodi di mobbing veri o presunti tra docenti e allievi che è materia di questi tempi. L’attualità entra sempre prepotentemente sul palco del Filodrammatici ma nella stagione 2017-2018, rispetto ad alcuni anni fa, lo fa con la giusta distanza.

Tra le curiosità del dietro le quinte, non siamo riusciti a salutare Tommaso Amadio che era corso a lavarsi i capelli, sì perché il padre della ragazzina allieva, genitore distratto e troppo preso dai propri problemi di coppia per seguire una figlia, ritiene il professore colpevole di averla sedotta e così gli rompe una bottiglia in testa. Una bottiglietta che si spacca sotto lo sguardo attonito dello spettatore: niente vetri né sangue vero ma una resina particolare che con il calore si scioglie e si appiccica alla testa.

 

Teatro Filodrammatici - Via Filodrammatici 1 (ingresso Piazza Paolo Ferrari 6), 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550; mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 21, mercoledì e venerdì ore 19.30, domenica ore 16
Biglietti: intero 22 euro, ridotto convenzionati 18 euro, ridotto under 30 16 euro, ridotto over 65 e under 18 11 euro, online con prezzo dinamico da 10 euro

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

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