La Scortecata - Teatro India (Roma)

Scritto da  Sabato, 17 Novembre 2018 

Dal 30 ottobre all’11 novembre, al Teatro India, Emma Dante ha affrontato Giambattista Basile scegliendo “La Scortecata”, affresco umano su due solitudini ai margini della società, liberamente tratto da “Lo cunto de li cunti overo lo trattenimiento de peccerille”, raccolta di cinquanta fiabe in lingua napoletana che l’autore scrisse fra il 1634 e il 1636.

 

Produzione Festival di Spoleto 60, Teatro Biondo di Palermo presenta
in collaborazione con Atto Unico, Compagnia Sud Costa Occidentale
LA SCORTECATA
liberamente tratto da “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile
testo e regia Emma Dante
con Salvatore D’Onofrio, Carmine Maringola
elementi scenici e costumi Emma Dante
luci Cristian Zucaro

 

Emma Dante, reinterpretando una delle bellissime favole contenute nella colorata raccolta di Giambattista Basile, ci porta in una Napoli truculenta e bassa, dove non entra la luce e dove la quotidianità è dominata dalle funzioni vitali, un luogo senza tempo in cui la povertà scava i corpi e lo sporco macchia ogni cosa, tra le case diroccate e i vicoli puzzolenti. Due vecchiette sul palcoscenico, la cui bruttezza deforme è lasciata all’interpretazione ed alla plasmabilità dei corpi dei bravissimi Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola, abbigliate con vesti da notte sdrucite, retine color carne nei capelli e calze alle ginocchia, brandelli di una civetteria ormai obsoleta: tutto di loro parla di povertà e di decadenza.

Dietro questi corpi ormai agli sgoccioli, un castello delle bambole, il castello del re che si scoprirà innamorato della voce di una delle due. Pochi elementi di scena bastano a Emma Dante per farci immergere nell’assurdità onirica di una situazione a metà strada tra la commedia dell’arte e il cinema di Fellini: a fare da protagonista nella drammaturgia libera e selvaggia della creativa regista palermitana è ancora una volta il rapporto con i corpi, spogliati, maltrattati, trascurati dei due interpreti, che fanno della fatica del gesto un elemento aggiuntivo ed esplicativo del linguaggio.

Il racconto fonte è molto noto e già ripreso da Garrone per il suo film, ma il finale viene leggermente modificato dalla Dante, stravolgendo completamente il significato della storia ed arricchendola di nuovi contenuti attuali: non sarà la sorella non scelta dal principe a chiedere di essere scorticata nella speranza di una nuova pelle liscia che le permetta di riacquistare la propria gioventù perduta, ma sarà l’altra sorella che, stanca di interpretare una fittizia storia di speranza e di rivendicazione, vessata dai dolori e dalla insignificante ripetitività delle proprie giornate, chiederà di essere scorticata viva, trovando finalmente nella morte un riposo consolatorio.

Non più quindi una critica alla vanesia ricerca della bellezza e della giovinezza, ma una malinconica riflessione sul tempo che passa e sulla solitudine angosciante, per superare la quale l’immaginazione non basta. Il dramma fa l’occhiolino alla farsa con arte e stravaganza, lasciandoci sognare ad occhi aperti.

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21, 8 novembre ore 19, domenica ore 18
Biglietti: intero 20€, ridotto 14€
Durata spettacolo: 60 minuti

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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