La Scala - Teatro Sette (Roma)

Scritto da  Domenica, 15 Novembre 2015 

Felice debutto per «La Scala», un testo inedito di Giuseppe Manfridi andato in scena in prima nazionale martedì 10 novembre sulle tavole del Teatro Sette. Molto bravi i sei artisti in scena che, diretti da Michele La Ginestra, hanno saputo convincere nell’interpretare i personaggi di una commedia caratterizzata da ritmi comici molto sostenuti.

 

#Mainagioia Spettacoli e Matteo Fiocco presentano
LA SCALA
di Giuseppe Manfridi
con Andrea Dianetti, Martina Pinto, Gabriele Carbotti, Ughetta D’Onorascenzo, Fabrizio D’Alessio e Sara Sartini
scenografie Mauro Paradiso
costumi Marco Della Vecchia
luci e fonica Francesco Mischitelli
regia Michele La Ginestra

 

Continua con successo il progetto del Teatro Sette ispirato all’idea di esplorare nuovi percorsi e, nel rispetto del carisma che lo contraddistingue, di fare largo a giovani talenti del palcoscenico italiano. Questa volta lo spazio romano ha deciso di allestire una commedia inedita nata dalla penna di Giuseppe Manfridi ed interpretata dai sei artisti dotati di una grande abilità nel rispettare i tempi serrati richiesti dal testo. «La Scala», questo il titolo del lavoro applaudito con grande entusiasmo dal pubblico nel corso della prima nazionale del 10 novembre, è uno spettacolo molto divertente, il cui buon esito è attribuibile in buona parte al lavoro svolto da Michele La Ginestra che, in qualità di regista, ha compattato alla perfezione il dinamico gruppo di attori.

L’ambientazione è nella zona Nord della capitale, al Nuovo Salario e, per la precisione, in via Suvereto 201. Il sipario si apre sul salone del seminterrato del geloso Mirko Mazinghi (Gabriele Carbotti) e della sua “caprettina” Miriam (Ughetta D’Onorascenzo), che hanno organizzato una cenetta in compagnia per inaugurare il nuovo appartamento fresco fresco di restyling e l’innovativa scala studiata per creare un ingresso diretto alla casa senza bisogno di circumnavigare il cortile. Fra gli ospiti c’è Elvi (Martina Pinto), una bella hostess che si esalta non poco al pensiero di essere la prima a mettere piede sui gradini di questa trovata stilistica ritenuta da tutti così originale. La accompagna il marito Nicolò Morabito (Andrea Dianetti), che svolge una non meglio definita attività nell’ambito delle fiction. A completare la comitiva sono i coniugi Castigliozzi, Corrado (Fabrizio D’Alessio) e Terry (Sara Sartini): impiegata all’Inps lei, funzionario di banca lui.

I sei ragazzi si ritrovano a sorseggiare vino, ad assaporare qualche antipasto, a chiacchierare in totale leggerezza fra allegre rievocazioni del passato ed innocue domande sulle attività attuali. Il clima è sereno, i toni sono gioiosi. Se poi si aggiungono le canzonature sulla riprogettazione del seminterrato durante la quale è stato installato uno sciacquone esageratamente rumoroso ed appeso in un angolo buio un quadro del De Pisis, si può ben dire che la girandola della serata festosa e scanzonata è pronta a partire. Eppure sin dall’inizio nell’aria aleggia la sensazione che ci sia qualcosa di stonato, di evidentemente falso: troppi sono i complimenti, così come i tentativi di compiacersi o di entrare in armonia.

Un inaspettato incidente domestico farà crollare questo equilibrio forzatamente brioso. Nicolò, urtando la scala si rompe una gamba, o almeno così si presume. Dal momento in cui il malcapitato tira fuori il forte malumore derivante dal dolore provocato dal ruzzolone, la conversazione degenera in un’incredibile discussione destinata ad autoalimentarsi minuto dopo minuto. Tutti i toni dettati dal buonsenso e le tacite regole di dialogo ispirate ad un civile vivere sociale improvvisamente vengono meno. Le tre coppie si allineano su fronti diversi, e travolte da un turbinio di parole, offese ed insulti, passano in continuazione da un tema all’altro, dimenticando il problema originario e tirando fuori il peggio del proprio carattere.

In alcuni tratti, lo spettacolo richiama alla mente la pellicola di Roman Polanski, «Carnage», con il suo proposito di raccontare la storia della crescita iperbolica di un contrasto fra coppie apparentemente in armonia e di ironizzare sulle molteplici sfaccettature che l’animo umano di ciascuno può assumere nel momento in cui deflagra una miccia. In questo caso, è l’infortunio ad offrire il pretesto per attaccarsi sul piano personale, per tirare fuori rancori mai sopiti, per rilanciare vecchie recriminazioni, per dare sfogo a pregiudizi - vedi la hostess automaticamente associata ad una escort - alimentati da un immaginario collettivo deformato dall’influenza dei media.

Fra selfie da postare, amicizie da condividere su Facebook, ricerche supportate da Wikipedia, tentativi di arrivare a scorciatoie burocratiche, la commedia ha la capacità di mostrarci, in modo brioso ma tristemente vero, quella frazione di realtà che si alimenta giorno dopo giorno sotto i nostri occhi.

I sei ragazzi hanno mostrato una buona dimestichezza con il mezzo teatrale, rispettando con destrezza i tempi delle battute, elemento imprescindibile per il buon esito di questo lavoro caratterizzato da un ritmo tanto serrato. L’armonia, dunque, è dovuta indubbiamente alla scioltezza dei protagonisti ma anche, e soprattutto, alla guida di Michele La Ginestra, la cui approfondita padronanza delle dinamiche sceniche - che ha sempre sperimentato sia in veste di autore che di attore e di regista - ha permesso di poter colorare a chiare tinte ogni singolo momento, dando all’intera impalcatura un tocco di classe.

Molto gradevole l’ambientazione studiata da Mauro Paradiso che, con verosimiglianza, ha riprodotto l’interno di un piccolo appartamento abitato da una giovane coppia. L’idea di fondo è quella di fotografare il salone, centro della pièce, da due diverse prospettive: mentre nella prima, il movimento dei presenti si spinge dal divano al tavolo e viceversa, nella seconda il perno della vicenda è costituito dalla famigerata scala, cardine di tutta la trama. I costumi sono di Marco Della Vecchia. Repliche fino al 29 novembre.


Teatro Sette - via Benevento 23, 00161 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.44236382, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal lunedì al sabato 10.30-21.00; domenica 16.00-18.00
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietti: intero € 22, ridotto € 17 (prevendita compresa)

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Andrea Martella, Ufficio stampa Teatro Sette
Sul web: www.teatro7.it

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