La Santa sulla Scopa - Teatro Ghione (Roma)

Scritto da  Lunedì, 19 Ottobre 2009 
sandra collodel

Dal 14 al 25 ottobre. Nella notte più magica e tenebrosa dell’anno, quella festa di San Giovanni Battista in cui Roma si popola di presenze demoniache, fantasmi e streghe, i destini di due donne, interpretate magistralmente dalle eccezionali Sandra Collodel e Franca D’Amato, si incrociano all’insegna della solidarietà femminile e del riscatto contro il soverchiante strapotere maschile, infrangendo ogni barriera sociale e culturale.

 

 

 

Teatro Ghione presenta

Dal 14 al 25 ottobre 2009

Sandra Collodel e Franca D’Amato in

LA SANTA SULLA SCOPA

Una commedia di Luigi Magni

Regia di Massimiliano Giovanetti

 

La tradizione della festa di San Giovanni Battista affonda le proprie radici sin nel profondo dell’era precristiana e nel cuore delle tradizioni popolari più sentite e partecipate della romanità. A ridosso del solstizio d’estate, nella notte a cavallo tra il 23 ed il 24 giugno, si credeva che il cielo della città eterna si popolasse di spiriti maligni e presenze demoniache e che le streghe si radunassero per innalzarsi in volo alla volta di un sabba plenario da celebrarsi presso la Quercia di Benevento. I cittadini romani erano allora soliti riversarsi nelle strade e nelle piazze sia per esorcizzare la paura di sortilegi malefici facendosi coraggio l’un l’altro sia per cercare di avvistare le streghe, catturarle, imprigionarle e condannarle immediatamente al rogo. Nel pieno del periodo della Controriforma e con sullo sfondo la cornice di questa notte oscuramente magica, prende corpo una storia squisitamente umana, un incontro di due donne che assurgono a simboli della primigenia antitesi tra Bene e Male ma che, in conclusione, comprenderemo rappresentare l’una il completamento indispensabile dell’altra, due facce inscindibili della medaglia dell’esistenza. Il testo teatrale di Luigi Magni, drammaturgo capace di dipingere vividissimi ritratti femminili con particolare attenzione al contesto storico e sociale e alle leggende più radicate nella tradizione popolare, racconta con emozionante sensibilità le dinamiche dell’incontro-scontro tra questi due personaggi femminili, coniugando in maniera equilibrata, trascinante ed originale il divertimento di una commedia garbata ed incredibilmente spassosa con la riflessione su alcune delle tematiche esistenziali più intime e profonde, oggetto di costante riflessione umana attraverso i secoli. Il tutto reso ancor più prezioso e godibile da un linguaggio corposo, espressivo, ricco di accenti e sfumature che è inconfondibile cifra distintiva dello stile drammaturgico di Magni, e soprattutto da due attrici protagoniste di incredibile spessore, perfette nell’incarnare questi due ruoli e nell’immergersi nell’atmosfera così sapientemente ricreata dalla penna di colui che, non a caso, è stato definito il “re del cinema romano”.

Sandra Collodel, attrice in grado di coniugare eccezionale esperienza teatrale e cinematografica (per citare solamente alcune tappe particolarmente significative della sua carriera ricordiamo le pellicole “Concorrenza Sleale” di Ettore Scola, “La riffa” e “Persone perbene” di Francesco Laudadio ed “Assolto per aver commesso il fatto” di Alberto Sordi) ed una freschezza recitativa davvero stupefacente, torna sul palcoscenico del Teatro Ghione dopo aver portato in scena nella scorsa stagione la fortunatissima pièce “La Papessa Giovanna”. In questa occasione il ruolo da lei interpretato è quello di una devota, caritatevole e religiosissima suora della Confraternita della Consolazione e delle Grazie, talmente altruista e venerata dal popolo da essersi meritata in vita l’appellativo di santa, Sant’Apollonia.

Franca D’Amato, attrice altrettanto trascinante ed esperta (al suo attivo esperienze televisive al fianco di nomi di straordinario prestigio come Gino Bramieri, Oreste Lionello e Pietro Garinei e lavori teatrali con Paolo Stoppa, Gianrico Tedeschi e Renzo Montagnani) oltre che doppiatrice tra le più richieste e talentuose (ha prestato la sua voce ad Helen Hunt, Julianne Moore, Juliette Binoche, Tilda Swinton, Madonna e a Marcia Cross, la memorabile Bree Hodge della serie televisiva “Desperate Housewives”) interpreta invece il ruolo di Silvestra, una strega veracemente romana, simpatica ed appassionata che, proprio nella notte di San Giovanni Battista, è stata catturata, imprigionata in una oscura cella e destinata inesorabilmente al rogo.

L’intero spettacolo teatrale è basato proprio sull’incontro-scontro tra questi due personaggi dalle caratteristiche apparentemente così diametralmente diverse ed inconciliabili ma che in realtà, dopo battibecchi, zuffe ed inganni, finiranno per essere legati da una profonda comprensione reciproca e da una inevitabile, umanissima e toccante solidarietà. Apollonia si reca difatti nel carcere dove Silvestra dovrà trascorrere le ultime ore prima dell’esecuzione della sentenza capitale con l’intento di assisterla e darle conforto: le due donne avranno modo di raccontarsi le proprie esperienza di vita, finendo per comprendere di essere entrambe vittime di clichè imposti da una società egemonizzata da un potere maschile opprimente ed insensibile.

Due atti che scorrono via fluidi ed impetuosi, grazie anche alla direzione registica senza sbavature di Massimiliano Giovanetti, catturando il pubblico con una sequenza di emozioni contrastanti ma sempre di grande intensità. Alcuni episodi comici sono davvero memorabili: tra tutti come non menzionare il tranello teso da Silvestra allorché, per cercare di fuggire dalla cella a bordo di una scopa magica, prepara una gustosa zuppa a base di lumache per suor Apollonia e quest’ultima, cedendo alla gola, ne fa una scorpacciata; peccato che in realtà l’intingolo sia pieno zeppo di erbe magiche e sarà causa di una (per gli spettatori divertentissima) possessione demoniaca per l’alquanto strampalata suora, non solo golosa ma anche imbarazzantemente dedita a pratiche masochistiche ed autoflagellazioni che sembrano donarle un grottesco piacere e dei cui segni e cicatrici si vanta fieramente. Particolarmente struggente invece è la parte conclusiva del secondo atto in cui le esperienze di vita delle due donne convergono in una affettuosa ed inaspettata comunanza di anime che conferisce ancora maggiore valore a quest’opera teatrale, sino al finale con lo scioglimento della trama che condurrà ad una inevitabile (per il contesto storico in cui si sono trovate a vivere) svolta dolorosa per entrambe le protagoniste.

Uno spettacolo di Grande Teatro, quello al quale il Ghione ci ha piacevolmente abituato ed a cui non sono necessari roboanti mezzi produttivi, un cast di decine di attori o scenografie sfavillanti: un testo teatrale suggestivo, intelligente e spumeggiante e l’interpretazione di due attrici carismatiche e talentuose, questi gli ingredienti che rendono “La Santa sulla Scopa” uno spettacolo assolutamente da non lasciarsi sfuggire.

 

Sandra Collodel e Franca D’Amato presentano lo spettacolo:

www.youtube.com/watch?v=sVRuiUXGloU

 

Teatro Ghione – via delle Fornaci 37

Per informazioni: telefono 06/6372294, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario botteghino: dal martedì al sabato 10.30-13.00 e 16.00-20.00

Costo biglietti: a partire da 16€, prevendita 2€

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio stampa Teatro Ghione

Sul web: www.teatroghione.it

 

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