La resistibile ascesa di Arturo Ui, progetto interscolastico di Lino Guanciale - Teatro India (Roma)

Scritto da  Sabato, 14 Maggio 2011 
Arturo Ui

Il 10 maggio 2011, al Teatro India di Roma, si è svolta la messa in scena de “La resistibile ascesa di Arturo Ui”, un progetto di sensibilizzazione teatrale interscolastico tra gli Istituti Superiori di Roma e provincia gestito da Lino Guanciale; un cercare di re-interpretare il libretto brechtiano secondo la fantasia dei ragazzi.

 

 

Istituti Superiori di Roma e Provincia - Teatro India presentano

LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI

di Bertolt Brecht

Progetto teatrale di Lino Guanciale

 

Giunto al mio ultimo articolo sull’Arturo Ui, mi si permetta di fare i dovuti ringraziamenti alle persone con cui ho condiviso entusiasmo, emozioni e riflessioni: Lino Guanciale, Luca Micheletti, Cira Russo, Alice Santacroce, Simone Francia, Giulia Santilli, Claudio Longhi, Giacomo Pedini, Rosanna Magrini, Eleonora Carboni, Simone Sammarone e i ragazzi degli Istituti superiori di Roma e provincia in particolare Sara Fiodi, Chiara A. Perrini, Alice Palombarani e Giulia Proietti. Senza la vostra gentilezza, affetto e disponibilità realizzare tutti i miei articoli sull’Arturo Ui sarebbe stato impossibile. Vorrei poter dirvi molte più cose, ma non basterebbero le pagine. Grazie di cuore.

Scritti cinque articoli e dopo aver assistito a ben tre rappresentazioni de “La resistibile ascesa di Arturo Ui” di Claudio Longhi al Teatro Argentina di Roma, un giornalista medio dovrebbe essere a corto d’entusiasmo o provare una nausea indescrivibile per lo spettacolo. Tenendo conto, però, di non aver mai goduto dei benefici della ‘normalità’ direi che, per me, quel libretto costituisce tutt’ora una fonte inesauribile di spunti sul quale riflettere.

Il giorno 10 maggio 2011, al Teatro India di Roma, sono giunto infatti alla mia quarta messa in scena del libretto brechtiano in questione: una tra le più singolari che mi sia capitato di vedere. In quell’occasione ho avuto modo non solo di elaborare dei pensieri, ma di vedere realizzata l’essenza della ‘poetica’ di Brecht attraverso dei ‘piccoli attori’, il nucleo centrale di un progetto di sensibilizzazione del pubblico sul teatro istituito da Lino Guanciale (Ernesto Roma nell’Arturo Ui): la ri-lettura de “La resistibile ascesa di Arturo Ui” secondo la fantasia e il gusto dei ragazzi di quindici (o più) Istituti superiori di Roma e provincia.

Arturo UiIl progetto, in base a quanto affermato prima, si propone non solo di ri-definire la parola ‘teatro’ come un linguaggio universale che può essere compreso da tutti, ma soprattutto d’istituire una vera e propria dialettica con i giovani sulla comprensione del libretto brechtiano mediata, ovviamente, attraverso la ‘supervisione’ di attori come Simone Francia, Luca Catello Sannino, Giulia Santilli e molti altri. Da qui scaturisce una delle ‘chicche’ dello spettacolo: vedere come gli attori, presenti all’evento, del cast originale dell’Arturo Ui (Luca Micheletti - Giuseppe Givola; Lino Guanciale e Simone Francia - Bowl/Dogsbourough Junior) si siano divertiti a osservare attentamente i loro personaggi e il lavoro sull’opera ‘trasformati’ o ‘ri-formulati’. In questo scambio dialettico sta il vero messaggio del teatro brechtiano.

Lo spettacolo (per una durata di cinque ore circa; cosa che non sarebbe stata possibile senza l’aiuto di Sandro Piccioni, responsabile delle attività culturali al Teatro di Roma) ha ri-proposto ogni singola scena dell’Arturo Ui presentandole secondo l’interpretazione che i ragazzi hanno avuto del libretto: il dittatore tedesco è stato un ciclista fallito (Liceo Ignazio Vian; Bracciano), uno scolaretto alla prese con il trust delle figurine (Liceo Ginnasio E.Q. Visconti; Roma) o un uomo di buon cuore (Liceo Ginnasio Statale Terenzio Mamiani; Roma) e molto altro ancora.

Due sono state le ‘recite’ che maggiormente hanno attirato la mia attenzione poichè sono risultate dirette, istruttive e, allo stesso tempo, divertenti: la scena del litigio tra i vari gangster gestita dal Liceo Artistico Colonna-Gatti di Anzio (con la supervisione di Giuseppe Vespia) e quella del negozio di fiori del Liceo Morgagni di Roma (supervisione di Luca Catello Sannino).

Nella prima citata i vari personaggi (Giuseppe Givola, Emanuele Giri ed Ernesto Roma) si ‘azzuffano’ a causa del falso testamento di Dogsbourogh che stabilirà i loro ruoli all’interno della società come ministri o pubblici ufficiali. Il Colonna Gatti ha saputo re-interpretare al meglio l’intera sequenza trattandola come un piccolo ‘dramma comico’ all’interno della grande ‘farsa storica’ dell’Arturo Ui (in collaborazione hanno partecipato allo spettacolo anche Sara Fiodi - supervisione tecnica; Marika La Torre e Lisa Liberini - maschere teatrali che mostravano dei cartelloni esplicativi durante la rappresentazione; e Daniele Rosatelli - Clark): ci troviamo all’interno dell’ufficio del manager Ui (Daniela Botya) mentre Dogsbourogh (Carlo Lucci) scrive il testamento; giunge la soubrette Givola (Giorgia Nevigato; la quale caratterizza lo ‘zoppicare’ del personaggio attraverso la mancanza di una scarpa) la quale apporta delle ‘modifiche’. Solo in un secondo momento scopriamo che il testamento è in realtà il cartellone dello spettacolo Riccardo III, del quale si stanno decidendo i ruoli; il tronista Giri (Fabio Schiavottiello) ha preso la parte dell’attore Ernesto Roma (Chiara A. Perrini) il quale è furioso con Arturo perchè non riesce a vedere l’inganno che si sta tramando alle sue spalle. L’evento si risolverà con l’elaborazione di un piano che prevede il controllo di tutti i teatri italiani, dei media e l’accordo con la Signora Dullfeet (Ilenia Palumbo) per l’uccisione di Roma.

Il Liceo Morgagni, invece, ha rappresentato la parte più tenebrosa dell’intera vicenda: la scena del negozio di fiori di Giuseppe Givola che uccide col gas il Cancelliere d’Austria Ignazio Dullfeet, mentre Ui cerca di sedurre la futura vedova. Per rappresentarla si è pensato ad una faida tra i bar dell’Istituto Tecnico ‘Caffè’, il quale deve vendere della merce di bassa qualità al Morgagni. La vera sorpresa di questa mini ‘recita’ (senza nulla togliere agli altri ragazzi ugualmente bravi: Alice Palombarani, Tommaso D’Amelio, Francesca Ansanelli, Giorgia Faraoni, Giulia Sacco e Federico Boris) è stata il ragazzo Giulio Gorissen, il quale riporta in scena la sicurezza e la sfrontatezza - in stile romano - del dittatore tedesco: egli sa benissimo che riuscirà a convincere Betty Dullfeet ad allearsi con lui.

Degna di nota è stata anche la scena finale, gestita dall’ Istituto Tecnico Commerciale Statale - Vincenzo Arangio Ruiz di Roma, dove Arturo Ui è stato rappresentato come il capo di un’azienda dalla quale si veniva licenziati se non si sottostava a delle regole precise. Il discorso finale del dittatore altro non era che un ‘miscuglio’ di un insieme di frasi dette da un noto personaggio politico molto simile al personaggio in questione (lo stesso fece Brecht ‘assemblando’ vari discorsi hitleriani). Da ciò si può evincere il grande lavoro che è stato fatto sul testo dai ragazzi e dagli attori che li hanno aiutati: non si è perso di vista il messaggio sociale dell’opera neanche per un secondo.

Finite le recite, i ragazzi delle scuole di Roma e provincia hanno gioito del loro lavoro insieme agli attori dell’Arturo Ui i quali sono stati davvero entusiasti di ciò che era avvenuto al Teatro India: un evento unico e, si spera, non irripetibile nei prossimi anni di cui l’arte teatrale è stata la reale protagonista.

A conclusione dell’articolo affermo che la speranza di Lino Guanciale, grazie al progetto per le scuole, di vedere i ragazzi ‘affollare’ il teatro è stata ampiamente realizzata: a repliche finito posso dire, con certezza, che non c’è mai stato così tanto interesse ed entusiasmo per una spettacolo come l’Arturo Ui. La rappresentazione di Longhi, gli incontri che si svolgevano ogni giovedì sera (gratuitamente) al Teatro Argentina e il progetto di Guanciale, hanno decisamente ‘mosso’ qualcosa negli animi degli spettatori: di cosa si tratti non ci è dato saperlo, ma è sicuramente qualcosa che deve molto al ‘lavoro brechtiano’ fatto dal cast dell’Arturo Ui e alla sua prole di ‘piccoli attori’ i quali non faranno altro che condividere con gioia, come me, ciò che hanno visto e di cui sono stati reali protagonisti.

 

Articolo di: Simone Vairo

Grazie a: Lino Guanciale

 

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