La Regina di Ghiaccio - Teatro Brancaccio (Roma)

Scritto da  Giovedì, 16 Marzo 2017 

Lorella Cuccarini torna protagonista di un musical fiabesco per famiglie, stavolta omaggiando un caposaldo dell’opera lirica, la Turandot di Puccini: “La Regina di Ghiaccio”, favola rivisitata in chiave moderna, in scena fino al 26 marzo al Teatro Brancaccio di Roma.

 

Viola Produzioni presenta
Lorella Cuccarini in
LA REGINA DI GHIACCIO, IL MUSICAL
musica Davide Magnabosco, Paolo Barillari, Alex Procacci
testi Maurizio Colombi, Giulio Nannini
scene Alessandro Chiti
costumi Francesca Grossi
disegno luci Alessio De Simone
disegno suono Emanuele Carlucci
videografica Marco Schiavoni
direzione musicale e arrangiamenti Davide Magnabosco
coreografie Rita Pivano
aiuto regia Davide Nebbia
assistente coreografie Francesco Spizzirri
con Lorella Cuccarini nel ruolo di Turandot
e con Pietro Pignatelli (Calaf), Simonetta Carta (Chang’è), Sergio Mancinelli (Yao), Valentina Ferrari (strega Tormenta), Federica Buda (strega Gelida), Silvia Scartozzoni (strega Nebbia), Giancarlo Teodori (Ping), Jonathan Guerrero (Pong), Adonà Mamo (Pang), Paolo Barillari (Altoum), Flavio Tallini (Principe di Persia), Laura Contardi (Zelima)
Ensemble: Luca Contini, Martina Gabbrielli, Filippo Grande, Camilla Maffezzoli, Antonella Martina, Eleonora Peluso, Ivan Trimarchi
regia Maurizio Colombi

 

Squadra che vince non si cambia: così, dopo il grande successo di “Rapunzel il Musical”, il gruppo composto da Lorella Cuccarini come interprete principale, Maurizio Colombi alla regia, Alessandro Longobardi produttore per Viola Produzioni e gran parte del team creativo, è tornato al Teatro Brancaccio con un nuovissimo musical. L’omaggio va stavolta all’antica leggenda persiana della Turandot che ispirò prima Carlo Gozzi per una fiaba teatrale e poi Giacomo Puccini che la rese immortale nell’Opera, bellissima e incompiuta, che tutti conosciamo e che debuttò a La Scala di Milano nel 1926.

Oggi, nella versione di Colombi, la storia dell’affascinante e crudele principessa Turandot, vittima di un incantesimo per cui il suo cuore congelato le impedisce di amare e il suo sguardo maledetto fa sì che chiunque la guardi ne rimanga incantato, diventa un musical con tocchi pop per grandi e piccoli. Uno spettacolo ben sviluppato, ben interpretato, ben realizzato, ma che manca però proprio di quella magia evocata dal sottotitolo “sciogli l’enigma troverai la magia”. E’ un ottimo musical classico, “La regina di ghiaccio”, in cui la voglia di modernizzare e vivacizzare sembra però essere troppo poco incisiva e intuizioni originali e nuove aggiunte appaiono spesso fuori contesto o superflue. Si sorride ma non si ride, si applaude ma non si sogna. Ci si emoziona davvero solo quando partono le immortali note del Nessun Dorma

Il sipario si apre in un museo di oggi, mentre una guida illustra la storia di Puccini e l’abito della Turandot è esposto in una teca al centro della sala. Tra i visitatori ci sono anche tre strane donne attraverso cui, poco dopo, veniamo trasportati nella leggenda e indietro nel tempo, in una gelida Pechino al tempo delle favole… Per non sposarsi, Turandot ha ideato un crudele stratagemma e sottopone ogni pretendente a tre difficilissimi enigmi; chi riuscirà a rispondere potrà averla in sposa ma alla prima risposta sbagliata sarà ucciso. Sono già dodici i cavalieri che Turandot ha spietatamente decapitato quando in scena entra il Principe Calaf, il cui nome racchiude Calore, Fuoco e Amore, le armi per sciogliere, nell’arco di una notte, il cuore di ghiaccio della principessa.

La versione originale è stata qui rimaneggiata in una trama più articolata e dinamica, con l’inserimento di elementi fantastici e mitologici, personaggi nuovi e tocchi comici, più vicini ad un pubblico di bambini e famiglie. Gli eunuchi consiglieri dell’Imperatore, Ping, Pong e Pang (Giancarlo Teodori, Jonathan Guerriero, Adona Mamò), la Dea della Luna Chang’é (Simonetta Cartia) e il Dio del Sole Yao (Sergio Mancinelli), opposti e complementari e ripresi dalla mitologia cinese, sono i personaggi inseriti per divertire il pubblico più giovane con tormentoni a base di «dice Confucio…», fumettistiche parlate alla cinese e gags comiche che però, non sempre così divertenti, a tratti appesantiscono il ritmo.

Decisamente più efficace, invece, l’inserimento delle ancelle di Turandot che qui diventano tre streghe - le tre fiere dantesche, le tre streghe di Macbeth - Tormenta, Gelida e Nebbia. Responsabili dell'incantesimo e della crudeltà della principessa, rock e aggressive nei costumi come nelle musiche che le accompagnano, sono un elemento moderno e stridente, accompagnato da efficaci effetti speciali in accordo con i loro poteri magici e sono uno degli elementi migliori dello spettacolo, grazie anche alla bravura delle interpreti (Valentina Ferrari, Federica Buda e Silvia Scartozzoni).

Gli effetti di luce e di suoni, curati da Alessio De Simone e da Emanuele Carlucci per coinvolgere il pubblico e stupire i bambini, prevedono nevicate sul palco e nebbia e tuoni che invadono la platea, giochi di illusionismo e luci stroboscopiche. Le scene di Alessandro Chiti, con pannelli mobili e cambi continui, ben ricreano ambienti ed atmosfere con momenti particolarmente riusciti come quello in cui luna e sole si contrappongono o quello dell’albero del peccato che suscita addirittura applausi a scena aperta.

E se gran parte delle coreografie, curate da Rita Pivano per il corpo di ballo di 20 elementi, è volta a ricreare suggestioni e atmosfere orientali con ventagli, bastoni e movimenti d’arte marziale, ci sono poi diverse scene che esulano spazio-temporalmente dallo svolgersi del racconto. Uno fra tanti, il momento nelle stanze di Turandot in cui la principessa gioca con le sue ancelle, in una colorata scena che potrebbe essere uscita da Grease o High School Musical. Inserzioni originali o stacchi inutili?

Diciotto brani musicali scandiscono lo spettacolo, curati da Davide Magnabosco, Alex Procacci e Paolo Barillari. Accanto a musiche originali troviamo riferimenti melodici alle arie di Puccini (la gelida manina da La Boheme) e citazioni di vario genere, dall'Habanera dalla Carmen di Bizet a Don’t let me be misunderstood. Poi arriva il brano che da solo identifica l’intera opera, il più atteso e il più rischioso: il Nessun Dorma rimane integro ma è presentato con un arrangiamento pop e un inusuale duetto tra Turandot, affacciata alla luna e Cafal. Pietro Pignatelli, che lo interpreta con sicurezza, non sfigura.

L’ultima nota è per Lorella Cuccarini, bellissima nei costumi regali e nivei (pensati per lei da Francesca Grossi) a contrasto con il nero corvino dei capelli. Cinquantenne dal fisico e l'energia di una ventenne, mantiene sempre intatta la sua grazia sia quando con movimenti marziali decapita i pretendenti, sia quando vibra d'amore nell'abbraccio di Cafal, sia quando ritorna glaciale e spietata. Utilizza poco, purtroppo, la danza in cui eccelle e convince più nelle parti cantate, con una voce limpida e potente, che in quelle recitate troppo forzatamente. Ormai arrivata al quinto musical (mentre quel Grease con cui debuttò va festeggiando i vent’anni in un tour celebrativo), è elegante padrona della scena e ancora la più amata dagli italiani.

 

Teatro Brancaccio - via Merulana 244, 00185 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/80687231-2, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal 7 al 12 marzo martedì/sabato ore 21, sabato/domenica ore 17 (pomeridiana) – dal 16 al 26 marzo giovedì/venerdì ore 20.30, sabato ore 17 e ore 21, domenica ore 15.30 e ore 19.30
Biglietti: interi poltronissima gold (fila 1-11) 55€ – poltronissima (fila 12-21) 45€ - poltrona A (fila 22-27) o galleria A (fila 3-9) 39€, poltrona B (fila 28-30) o galleria B (fila 1-2; fila 10-12) 29€ - ridotti poltronissima gold (fila 1-11) 49,50€ – poltronissima (fila 12-21) 40,50€ - poltrona A (fila 22-27) o galleria A (fila 3-9) 35€, poltrona B (fila 28-30) o galleria B (fila 1-2; fila 10-12) 26€

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Brancaccio
Sul web: www.teatrobrancaccio.it

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