La pazza della porta accanto - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Domenica, 04 Dicembre 2016 

Dal 22 novembre all’11 dicembre. “Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi, le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita”, questa la riflessione di Alda Merini, contenuta nel suo libro del 1995 “La pazza della porta accanto”. Il periodo più duro e terribile della vita della celebrata poetessa, l’internamento in manicomio, viene raccontato nell’omonimo spettacolo in scena al Teatro Eliseo, con l’attenta regia di Alessandro Gassman e l’impeccabile interpretazione di Anna Foglietta.

 

LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO
di Claudio Fava
con Anna Foglietta
e con Angelo Tosto, Alessandra Costanzo, Sabrina Knaflitz, Liborio Natali, Olga Rossi, Cecilia Di Giuli, Stefania Ugomari Di Blas, Giorgia Boscarino, Gaia Lo Vecchio
regia Alessandro Gassman
ideazione scenica Alessandro Gassman con la collaborazione di Alessandro Chiti
costumi Mariano Tufano
musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi
disegno luci Marco Palmieri
videografie Marco Schiavoni
produzione Teatro Stabile di Catania - Teatro Stabile dell’Umbria

 

C’è una rete sul palco che separa gli attori dalla platea: questa rete invisibile, eppure sempre presente, sancisce la separazione tra la vita reale, quella fatta di possibilità e di speranze, di istinti e di affetti, e la vita non-vita in manicomio, soli con se stessi, in perenne equilibrio tra mille divieti, divieto di fumare, divieto di piangere, divieto di gridare, divieto di amare.

Ma la trentaseienne Alda, la poetessa dei navigli milanesi, forse la più grande della seconda metà del Novecento, non rinuncia a gridare il proprio amore per la libertà, non rinuncia ai suoi sogni e, soprattutto, non rinuncia ad amare. Tra elettroshock e medicinali, nella spersonalizzazione delle celle delle degenti, dove ciascuna malata viene identificata con una lettera dell’alfabeto, Alda si ricorda di se stessa quando incontra Pierre, un paziente come lei, un folle amore che la riporta alla vita, ai colori. Ma anche a questa parentesi di felicità verranno spezzate le ali: Pierre verrà allontanato, il figlio nato dal loro amore verrà strappato dal ventre di Alda: non esiste spazio per la speranza, non c’è possibilità di normalità. “Il domani qui dentro è già passato”, dirà Anna Foglietta: non esiste futuro in manicomio, si vive di soli ricordi e rimpianti.

Non resta che arrendersi ai confini invalicabili di quelle sbarre, nella consapevolezza che qualsiasi guarigione, benché possibile, non è voluta, e lasciarsi cullare dalla luce ovattata della poesia, la cui delicatezza viene resa attraverso la proiezione, in scena ma anche su tutta la platea, di soffici fiocchi di neve. Ma Alda verrà liberata dalla legge Basaglia che, inaspettata, schiuderà i cancelli e restituirà la vita ai fantasmi di chi un tempo aveva immaginato di poter essere curato.

Brava Anna Foglietta anche se in alcuni passaggi un po' troppo accademica nell’interpretazione di un’Alda Merini fuori di sé. Interessanti le prove recitative del romantico Pierre, portato in scena da Liborio Natali, che per tono e portamento ci ricorda i personaggi delle tragedie di Shakespeare e del dottor G., il direttore dell’istituto, interpretato dal bravo Angelo Tosto.

Fondamentale la scenografia mobile che, grazie a due blocchi staccati e componibili, ricrea, di volta in volta, la giusta ambientazione, recintando o liberando gli angosciati ospiti della casa di cura.

“Sono nata il 21 a primavera, ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle, potesse scatenare tempesta.”

 

Teatro Eliseo - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20, mercoledì e domenica ore 17
Biglietti: da 25 € a 40 € - Riduzioni e agevolazioni a norma di legge
Durata: 1 ora e 25’ senza intervallo

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio, Ufficio stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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