La Patetica. Tre sgangherati movimenti sulle note di Cechov - Carrozzerie n.o.t. (Roma)

Scritto da  Lunedì, 06 Aprile 2015 

Ha debuttato alle Carrozzerie n.o.t., coraggiosa fucina di drammaturgia contemporanea ed accogliente spazio performativo, il nuovo progetto teatrale della romana Compagnia Marabutti, concepito e sviluppato in sinergia con la bolognese Associazione Culturale Nahìa. Nell'articolato groviglio metateatrale innescato dal testo di Lorenzo De Liberato, abilmente dipanato dalla brillante direzione registica di Paolo Zaccaria e dello stesso De Liberato, uno sgangherato manipolo di attori si riunisce in un fatiscente teatrino della desolata provincia russa nel poco convinto tentativo di mettere in scena "Il Gabbiano" di Anton Cechov. In un inconsueto quanto straniante cortocircuito i componenti della compagnia sono proprio alcuni dei protagonisti del capolavoro cechoviano da rappresentare, in un costante intersecarsi di piani narrativi e livelli semantici. Dubbiosi sulle loro effettive potenzialità artistiche, ben più coinvolti da continui attriti, malintesi, delusioni amorose e sbornie moleste, vedranno il fantasma del fallimento concretizzarsi in maniera sempre più distinta ed ineluttabile.

 

Compagnia Marabutti e Associazione Culturale Nahìa presentano
LA PATETICA
Tre sgangherati movimenti sulle note di Cechov
testo di Lorenzo De Liberato
regia di Paolo Zaccaria e Lorenzo De Liberato
con Benedetta Corà, Fabrizio Milano, Stefano Patti, Chiara Poletti, Mario Russo e Paolo Zaccaria

 

Un sottile, disturbante filo rosso annoda il torpore sonnolento e inconcludente di questi attori/personaggi con il destino di incerta sospensione che incombe sulla generazione di oggi, in particolare su quei giovani temerari che si avventurino sul sentiero di una qualsivoglia aspirazione artistica. Lorenzo De Liberato traccia, attraverso un sofisticato intreccio metaforico, un impietoso profilo di quelle aspirazioni neglette e di quei sentimenti infranti che attraversano diametralmente la storia, portando il teatro ad assumere il ruolo di vivido paradigma esistenziale.

Dopo i successi di "Cyrano" (liberamente tratto dal "Cyrano De Bergerac" di Edmond Rostand) e del recente "Un uomo è un uomo" da Bertolt Brecht, la giovane compagnia Marabutti incontra l’Associazione Culturale Nahìa in un progetto che torna ad attingere ispirazione e spunti di riflessione dal patrimonio drammaturgico tradizionale, per reinterpretarlo in chiave inedita e personale, assolutamente moderna, capace di riverberare con limpidezza le assurdità e le ingiustizie del vivere quotidiano. Gli immortali caratteri dell'epopea cechoviana - dall'implacabile Arkadina divisa tra tedio ottundente e insaziabile smania di protagonismo, al debole e inquieto suo figlio Konstantin Treplev, sino all'irrequieta Nina e alle sue velleità di attrice - sembrano progressivamente smarrire focus e centralità, sino a soccombere dinanzi alle asperità di una messa in scena il cui compimento diviene sempre più un pallido miraggio; si impongono invece con sempre maggior decisione l'irresolutezza dettata dall'angoscia della disfatta, i desolanti battibecchi e le dispute di una routine che si trascina stancamente senza il benchè minimo slancio, i capricci amorosi abissalmente lontani dalle vertigini emotive dipinte dal grande drammaturgo russo.

Ritmo sostenuto, dialoghi arguti, sensibilità nell'insinuarsi tra pieghe recondite delle umane debolezze rappresentano le carte vincenti di questo esperimento teatrale, caustico nel delineare un feroce parallelismo tra la crisi della borghesia russa fin de siècle e il più modesto annaspare odierno. Dunque forse ricercare miracolose panacee nel passato non sarà sufficiente per curare i malanni del presente? Ha ancora senso lottare strenuamente per il raggiungimento dei propri scopi, che si tratti della messa in scena di uno spettacolo teatrale oppure dei più pragmatici obiettivi che la società ci propone, con il sempre incombente e orrorifico rischio, dopo interminabili sacrifici, di sentirsi dire che “avevano del talento, ma sempre meno di altri”? Il gioco vale ancora la candela, o forse è più semplice abbandonarsi all'inerzia di una vita senza voli pindarici, appendendo ogni anelito artistico al chiodo di una tombolata come quella che segna l'epilogo di questi tre sgangherati movimenti sulle note di Cechov?

La regia congiunta di Paolo Zaccaria e Lorenzo De Liberato plasma con ingegno questo insolito materiale drammaturgico, dirigendo con maestria e vivacità una compagnia di interpreti tanto giovani quanto solidi e talentuosi; in particolare rivolgiamo un plauso allo sprezzante ed incisivo Stefano Patti, alla ricchezza emotiva di Mario Russo e all'altera e pungente primadonna decaduta incarnata da Chiara Poletti.

Un nuovo, risoluto passo avanti compiuto dalla dinamica e creativa compagnia Marabutti, affermatasi nel breve lasso di tempo di un paio di anni come una delle realtà più interessanti e promettenti della scena teatrale romana.


Carrozzerie | n.o.t. - via Panfilo Castaldi 28/a, 00153 Roma (Ponte Testaccio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 347/1891714 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da giovedì 5 a sabato 7 marzo ore 21
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 7 euro (+ 3 euro di tessera soci)

Articolo di: Andrea Cova
Foto di: Valeria Tomasulo
Grazie a: Stefania D'Orazio, Ufficio stampa Compagnia; Francesco Montagna, Ufficio stampa Carrozzerie | n.o.t.
Sul web: www.carrozzerienot.com

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