La parola padre - Teatro Piccolo Eliseo (Roma)

Scritto da  Martedì, 12 Aprile 2016 

Sei attrici, selezionate nel corso di alcuni seminari tenuti da Koreja nell'Europa centro-orientale (tre italiane, una macedone, una bulgara e una polacca) ricordano, demoliscono, ricostruiscono il loro rapporto col padre e con la patria sotto la guida di Gabriele Vacis, in "La parola padre" andato in scena al Piccolo Eliseo.

 

LA PAROLA PADRE
БAЩA ОЈСІЕС ТAТКО
drammaturgia e regia Gariele Vacis
scenofonia e allestimento Roberto Tarasco
coordinamento artistico Salvatore Tramacere
con Irina Andreeva (Bulgaria), Alessandra Crocco (Italia), Aleksandra Gronowska (Polonia), Anna Chiara Ingrosso (Italia), Maria Rosaria Ponzetta (Italia), Simona Spirovska (Macedonia)
assistente alla regia Carlo Durante
training Barbara Bonriposi
tecnico Mario Daniele, Alessandro Cardinale
organizzazione e tournée Laura Scorrano
una produzione Cantieri Teatrali Koreja nell’ambito del Progetto Archeo. S., finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliero IPA Adriatico. Lead Beneficiary Teatro Pubblico Pugliese

 

Lunghe interviste alle protagoniste registrate dal regista Gabriele Vacis, incentrate sul rapporto col padre - questo il punto d'origine de "La parola padre", spettacolo che non si preoccupa di narrare una storia, ma che procede per accumulo, frammentario, mescolando lingue e linguaggi scenici a ricomporre un mosaico molto più ampio di quel che a prima vista sembra proporre a partire dal titolo.

La parola "padre", infatti, si rivela un grimaldello capace di far affiorare, su un piano più esistenziale che attuale, le paure e il conseguente desiderio di sicurezza di ragazze provenienti da due contesti differenti come la società patriarcale dell'Italia meridionale e quella comunista poco prima del crollo del muro di Berlino.

Sulla scena il piano privato ed il piano sociale si alternano, si intrecciano, si fondono fin dalle primissime battute, quando le protagoniste cominciano confrontando i vari modi di dire "papà" e "padre" nelle loro diverse lingue e finiscono per salutarsi alla maniera dei presidenti comunisti. Ed è proprio questo parallelismo - che, seppur annunciato abbastanza presto, viene fatto emergere gradatamente e spesso in modo simbolico - la vera forza dello spettacolo, che riesce così a uscire dalla dimensione puramente personale per spiccare con un colpo d'ala un volo in grado di abbracciare l'esperienza diretta o indiretta di molti, se non tutti.

Come non si manca di far notare, infatti, "padre" e "patria" condividono la stessa radice. In fondo, il loro ruolo fondamentale si direbbe lo stesso: proteggere e fornire ai propri figli le migliori condizioni possibili per crescere e svilupparsi come individui; per questo i tradimenti, le mancanze, il non potersi (af)fidare totalmente segnano più in profondità. Gli spunti autobiografici parlano di promesse non mantenute, di intransigenze soffocanti, di imperdonabili distrazioni, di spauracchi agitati da madri deboli, di insensibilità retrograde, ma anche di modelli irraggiungibili - amati ma motivo di divisioni - e di figure granitiche sulla via del disfacimento. In tutti questi casi, il rapporto - sia esso con una figura paterna concreta o ideale - non può che passare attraverso fasi di demolizione e ricostruzione, di ribellione e di malinconia, di condanna e di tenere premure.

Tra video, accenni di schiera, immagini sceniche (talune fulminanti), un sapiente uso della piccola Babele ricostruita sul palco e testimonianze di vita vissuta, le sei bravissime protagoniste conquistano per l'energia, la presenza, l'intensità mentre abbattono e riedificano, come il flusso e il riflusso di una marea inquieta e schiumosa, l'immagine di un padre (o di una patria) che ha tradito le aspettative, ma che risulta più difficile abbandonare che perdonare.


Teatro Piccolo Eliseo - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20; mercoledì e domenica, ore 16
Biglietti: intero 20 €, under 26/over 65/convenzioni 18 €, possessori Eliseo Card 16 €
Durata: 100 minuti

Articolo di: Pietro Dattola
Grazie a: Maria Letizia Maffei, Ufficio Stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP