La parola canta - Auditorium Parco della Musica (Roma)

Scritto da  Domenica, 14 Febbraio 2016 

I fratelli Servillo tornano a calcare assieme il palcoscenico con "La parola canta": dopo l’esperienza de “Le voci di dentro”, Toni e Peppe si ripropongono al pubblico accompagnati dai bravissimi musicisti del Solis String Quartet. In cartellone all’Auditorium Parco della Musica di Roma fino al 14 febbraio per poi proseguire con il Teatro Lliure di Barcellona.

 

LA PAROLA CANTA
di e con Peppe Servillo e Toni Servillo
con i Solis String Quartet:
Vincenzo Di Donna - violino
Luigi De Maio - violino
Gerardo Morrone - viola
Antonio Di Francia - cello
suono Massimo D’Avanzo
disegno luci Francesco Adinolfi
direzione di scena Daghi Rondanini
foto di scena Luigi Maffettone
produzione Teatri Uniti

 

Il palcoscenico è completamente vuoto, privo di qualsiasi scenografia. Eppure riempie completamente i nostri sensi, con le note sapientemente e gioiosamente suonate dai bravissimi musicisti del Solis String Quartet con i loro archi, con la voce istrionica di Peppe Servillo, con l’interpretazione viscerale di Toni Servillo, ma soprattutto con le parole di poeti ed artisti di ogni tempo che ci mostrano, visibile a tutti, Napoli, con i suoi colori e contraddizioni.

Toni e Peppe Servillo tornano sul palco per dare vita alla loro più grande fonte di ispirazione, abbandonando la molteplicità interpretata nelle “Voci di dentro”, e indossando nient’altro che i propri abiti, di attore il primo, di cantante il secondo. In modo che, così come le personalità quanto mai differenti dei due artisti, la musica e la parola diventino alleate, si incastrino perfettamente per riuscire ad arrivare lì dove l’altra non può.

Ed è proprio grazie a questa perfetta fusione tra la parola scandita e passionale di Toni e le note cantate spesso in modo incomprensibile, così personale, così sonoro da Peppe, che prende vita Napoli, quella delle canzoni d’amore e della uapperia, quella frenetica ma ormai stanca, Napoli osannata e bistrattata, Napoli dalle tante lingue, Napoli corrotta e superba, quella a cui viene reso omaggio nel mantra ossessivo di Mimmo Borrelli, splendidamente interpretato tutto d’un fiato, in un ritmo impetuoso che somiglia a quello di una tamurriata, fino a perdere la dimensione di parola e diventare quella di musica.

A partire da questo incipit, ritroviamo alcune delle vette più alte della cultura scenica partenopea, dalla povertà dei bassi raccontata da Eduardo de Filippo in “Vincenzo de Pretore”, alla Napoli batterica e gravida di Enzo Moscato di “Litoranea”, in cui la città viene vista dai ragazzini che, nudi sugli scogli, prendono il sole, e della canzone napoletana, dai brani intramontabili di E. A. Mario e Libero Bovio alla voce ignota che, nel 1839, firmò il brano “Te voglio bene assaje”.

Napoli scorre tra le parole e nelle parole, con la sua lingua capace di coniugare alto e basso, sfrontata e nuda, come raccontato dai versi, letti quasi a conclusione dello spettacolo, di Michele Sovente: “Cuce questa lingua smarrita, racconta questa lingua stordita schegge e cocci di esistenze che più dei sogni al buio sono restate. Chiama questa lingua selvaggia un turbinio, una festa di nomi voci colori. Questa lingua così discreta, questa lingua così … nuda.”

 

LA PAROLA CANTA - poesie e canzoni *
Napule, di Mimmo Borrelli (2011)
Tarantella del Vesuvio, di Antonio Di Francia (2001)
Canzone appassiunata, di E. A. Mario (1922)
L’ommo sbagliato, di Raffaele Viviani (1931)
‘A Sciaveca, di Mimmo Borrelli (2007)
‘O guappo ‘nnammurato, di Raffaele Viviani (1910)
Litoranea, di Enzo Moscato (1991)
Guapparia, di Libero Bovio e Rodolfo Falvo (1914)
Commedianti, di Franco Marcoaldi (2010)
Allegretto pizzicato, dal Quartetto n. 4 di Bela Bartok (1927)
O’ festino, di E.A. Mario e Pacifico Vento (1918)
Mozartango, di Antonio Di Francia e Gerardo Morrone (2004)
Vincenzo De Pretore, di Eduardo de Filippo (1948)
Està - Nun voglio fa’ niente, di Libero Bovio e Nicola Valente (1913)
‘A casciaforte, di Alfonso Mangione e Nicola Valente (1928)
Dove sta Zazà, di Raffaele Cutolo e Giuseppe Cioffi (1944)
Maruzzella, di Enzo Bonagura e Renato Carosone (1954)
Movimento di tarantella, dal Quartetto n.4 di Fabio Vacchi (2009)
Fravecature, di Raffaele Viviani (1930)
Sconcerto, di Giorgio Battistelli (2010)
Sogno biondo, di Peppe Servillo e Mario Tronco (2003)
Minuano, di Pat Metheny (1987)
Cose sta lengua sperduta, di Michele Sovente (2002)
Te voglio bene assaje, di ignoto (1839)
* elenco dei brani suscettibile di variazioni

 

Auditorium Parco della Musica - viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma
Biglietteria: telefono 892.101
Orario spettacoli: dal lunedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: platea 30 €, balconata 23 € (riduzioni: giovani fino a 26 anni, over 65 anni, American Express, Carta Per Due, Interclub, ACI, Bibliocard, Carta Giovani, Arion Card, CTS e cral convenzionati)

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Massimo Pasquini, Ufficio stampa Fondazione Musica per Roma
Sul web: www.auditorium.com

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