La paranza dei bambini - Teatro Piccolo Eliseo (Roma)

Scritto da  Domenica, 03 Dicembre 2017 

Dal 29 novembre al 17 dicembre. Piccoli pesci guizzanti di vita che cadono nella rete della criminalità organizzata: questo il tema de “La paranza dei bambini”, di Mario Gelardi, regista, direttore artistico del Nuovo Teatro Sanità di Napoli e co-autore dello spettacolo assieme a Roberto Saviano, che l’anno scorso aveva firmato il romanzo omonimo. Gelardi porta in scena storie di violenza, ancora più crude perché vedono come protagonisti degli adolescenti allo sbando.

 

Un progetto Nuovo Teatro Sanità
Produzione Mismaonda presenta
in collaborazione con Marche Teatro
LA PARANZA DEI BAMBINI
di Roberto Saviano e Mario Gelardi
con Vincenzo Antonucci, Antonio Orefice, Ivan Castiglione, Antimo Casertano, Riccardo Ciccarelli, Mariano Coletti, Giampiero de Concilio, Simone Fiorillo, Carlo Geltrude e Enrico Maria Pacini
scene Armando Alovisi
costumi 0770 di Irene De Caprio
luci Paco Summonte
musiche Tommy Grieco
collaborazione alla regia Carlo Caracciolo
regia Mario Gelardi

 

La paranza è un tipo di pesca che si svolge di notte, quando i pesci vengono attratti dalla luce abbagliante di grosse lampade proprio al centro della rete che ne decreterà la morte: il bottino dei pescatori sono tonni e spigole, ma in fondo alla rete ci sono anche tanti pescetti piccolini, insapori, inutili, buoni solo se cucinati fritti ed in grandi quantità. Di pari passo con questa metafora ittica, anche i giovani protagonisti della malavita napoletana, abbagliati dalla luce del guadagno facile, trovano la propria forza nella condivisione e nell’unione, ma vengono alla fine schiacciati dalle dure leggi che regolano la camorra, uguali per tutte le età. Ed è proprio con questa metafora della luce che si apre lo spettacolo: ad illuminare il volto degli spettatori sono le torce dei ragazzini della “Paranza”, uno dei tanti clan di giovani adolescenti che portano avanti attualmente l’eredità criminale della generazione precedente, ormai in crisi.

Squarciano il buio del teatro e ci trasportano in un mondo chiassoso e inquietante, una sorta di Sin City da graphic novel, che trascende la realtà napoletana assurgendo a luogo metafisico, per farsi portavoce di un messaggio universale di condanna.

Tutto sembra un gioco nell’allestimento scenico curato da Gelardi e Caracciolo, in un continuo movimento dinamico verticale, dove pedane oblique scivolano sul pavimento portando ad un piano superiore, simbolo del potere. Ed è proprio come un gioco che inizia l’avventura per molti ragazzini, desiderosi di entrare nel clan di malavitosi per sentirsi eroi - “Il mio desiderio più grande è entrare nella Paranza” dirà Dumbo, senza sapere che il suo rito di iniziazione sarà proprio la morte - per affermare la propria personalità, per essere qualcuno, senza poi accorgersi che si tratta di un processo irreversibile che può portare soltanto alla morte ed alla sconfitta morale. A sottolineare quest’aspetto della criminalità infantile ci pensano i costumi di 0770, neri e con cappucci in stile rapper americano, le luci di Paco Summonte che generano degli effetti di controluce in grado di ricreare sul palco atmosfere tipiche dei fumetti, e le musiche originali e ansiogene di Tommy Grieco.

Bravissimi, naturali ed estremamente duttili gli attori del Teatro Sanità, quel luogo di speranza nel cuore del difficile quartiere napoletano, di resistenza, di formazione e di condivisione per ragazzi che nascono con poche speranze di integrazione nel tessuto sociale ed economico della città.

Uno spettacolo disincantato e di condanna, che lascia ben pochi spiragli di speranza. Da non perdere.

 

Teatro Piccolo Eliseo - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 20, domenica ore 17 (matinée per le scuole: 1 e 5 dicembre)
Biglietti: posto unico € 20, prezzi per le scuole € 12
Durata spettacolo: 1 ora e 30 minuti, atto unico

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio, Ufficio Stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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