La notte poco prima della foresta - Piccolo Eliseo Patroni Griffi (Roma)

Scritto da  Giovedì, 18 Marzo 2010 
claudio santamaria

Dal 9 al 28 marzo. Claudio Santamaria è protagonista, con la regia di Juan Diego Puerta Lopez, al teatro Piccolo Eliso Patroni Griffi  di “La notte poco prima della foresta” di Bernard-Marie Koltes, il drammaturgo francese che ha fatto della ribellione il suo stile di vita, rendendola argomento principale dei propri scritti.

 

 

9 | 28 marzo 2010

Claudio Santamaria in

LA NOTTE POCO PRIMA DELLA FORESTA

di Bernard-Marie Koltès

traduzione di Luca Scarlini

musiche originali Giuliano Sangiorgi

sassofono Raffaele Casarano

scene Carmine Guarino

opera installativa Loredana Longo

costumi Caterina Nardi

installazione sonora Giuliano Lombardo

assistente alla regia Daniela Perticarà

regia Juan Diego Puerta Lopez

        

Luci soffuse e rumore di acqua, nessuno sul palco, una scenografia allestita solo con sabbia bianca, pietre, frammenti di sanitari e ferri che fuoriescono dal suolo, probabilmente gabbie metalliche sopravvissute a palazzi ormai distrutti: questa è la prima immagine che ci accoglie non appena accomodati tra la platea, curiosi di assistere alla performance inusuale dell’attore cinematografico, sex symbol osannato da ragazzine e non solo.

Claudio Santamaria compare in scena dopo qualche secondo di buio, vestito solo con un paio di pantaloni ed un impermeabile nero consunto, che stringe al petto nudo e glabro, quasi come se fosse uno schermo protettivo. Ed inizia il suo monologo, che riempirà interamente i 75 minuti della rappresentazione. Un flusso di pensieri e di emozioni, senza respiro, un testo vissuto con tutti e cinque i sensi, portato sul palco con forza, non solo interpretativa, ma anche fisica. Un urlo spiegato e soffocato, amplificato e distorto, contro un mondo che non offre risposte, ma che deride in silenzio chi sceglie di non aderire al sistema; un fiume di parole seguito attraverso il corpo, riproposto con i gesti, con le posizioni dell’attore che recita a testa in giù, rannicchiato su una pietra, in trazione, disteso per terra. Un discorso fatto ad un interlocutore assente, sconosciuto, lo sfogo di un uomo che si sente straniero, diverso, in esilio in una terra che non è la sua terra, alla ricerca ossessiva di un posto dove stare, di una compagnia, maschile o femminile poco importa, con cui condividere il proprio spaesamento,  precarietà, emarginazione. A rimarcare questi temi intervengono le musiche rock e dissonanti di Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, e le installazioni sonore di Giuliano Lombardo, nonché la scenografia spoglia ed astratta, curata da Carmine Guarino, che contribuisce a comunicare allo spettatore un senso di assoluto smarrimento. Notevole, inoltre, l’abilità interpretativa del giovane attore che, tramite la cadenza monofonica, lascia entrare lo spettatore nel circolo senza uscita di parole e pensieri, in cui il protagonista è evidentemente prigioniero.

Lasciamo il teatro al suono ripetuto di un ferro battuto con violenza contro le grate (a questo punto preferirei chiamarle così) presenti in scena; nelle nostre menti si insinua un dubbio: siamo sicuri che la sregolatezza del protagonista, il suo rifiuto del mondo attuale, delle leggi che lo regolano, la sua voglia di stare dalla parte di quello che viene per definizione considerato “sporco”e “marcio”, non rifletta anche i nostri più intimi pensieri?

 

Piccolo Eliseo Patroni Griffi - via Nazionale 183, 00184 Roma

Telefono 0648872222, 064882114

Biglietti: poltronissima (22 € prezzo intero; 16 € under 26), poltrona (16 € prezzo intero; 13 € under 26)

 

Articolo di: Serena Lena

Grazie a: Benedetta Cappon, Ufficio Stampa Teatro Eliseo

Sul web: www.teatroeliseo.it

 

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